Ruderi medioevali in alveo dell'Adige
Venerdý 14 aprile 2017
Borgoforte di Anguillara Veneta


clicca sulle immagini per ingrandire - Foto di Giuseppe Arpicelli
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Ruderi medioevali in alveo dell'Adige a Borgoforte

Anguillara fu contea dei Carraresi e nel 1230 Iacopo vi eresse un castello che si diceva fortissimo, munito di fosse, ripari e torre, difendendolo nel 1238 contro il tiranno Ezzelino. In un altro documento del 1289, lo stesso castello Ŕ detto cinto di mura, fosse, ed edifici entro le mura. Esso fu assediato, senza successo, nel 1293 da Franceschino d'Este, fu preso e distrutto dai Veneziani nel 1375, ricostruito da Francesco I Da Carrara, ripreso e ancora distrutto dai Veneziani alleati dei Visconti, nuovamente edificato da Francesco II e infine difeso invano contro i Veneziani che nel 1404 se ne impadronirono sconfiggendo definitivamente i Carraresi.
L'anno seguente, esattamente il 17 giugno 1405, la proprietÓ della Gastaldia di Anguillara pass˛ alla Veneranda Arca di Sant'Antonio da Padova in pagamento dei debiti che i Carraresi, a seguito delle guerre, avevano contratto con la Basilica del Santo. L'Arca del Santo ha mantenuto la proprietÓ della maggior parte dei terreni di Anguillara fino quasi ai nostri giorni, curando l'assetto del territorio ed erigendovi, nel corso dei secoli, la propria sede (sec.XVII) e numerose case coloniche.
Passata sotto il dominio della Repubblica Veneta, Anguillara nel 1425 fu eretta Vicaria per l'importanza strategica e per i traffici fluviali. Il vessillo della Vicaria era azzurro con raffigurante un carro bianco.
Durante la dominazione Veneta furono avviati imponenti lavori idraulici. Infatti, nel 1557, avvenne il Taglio del Gorzon e con la realizzazione del canale omonimo inizi˛ la bonifica delle paludi, ultimata solo sul finire dell'Ottocento quando furono installate le idrovore a vapore.

Fonte www.comune.anguillaraveneta.pd.it


Complice la siccitÓ che perdura da diverso tempo e il basso livello delle acque dei fiumi, sono riemersi gli antichi ruderi:

    
l'Adige      di lÓ del fiume, Pettorazza Papafava,
il Santuario della Madonna delle Grazie
    
     gli antichi ruderi
    
     due anitre attirano l'attenzione del fotografo
    
spaventate, prendono il volo:
Il nostro fotoreporter, ottimo cacciatore di immagini
le immortala immantinente