racconto / riflessione personale
La vera bellezza del figlio
(scritto nel 2015)

LA MIA SFIDA PIU' GRANDE... E PIU' BELLA!

    Essere figli è davvero una sfida! Prima di tutto: non possiamo sceglierci i genitori! E già questa è una prepotenza imposta dal fato, poiché veniamo catapultati tra le braccia di due persone che, capaci o incapaci, piacenti o non piacenti, consapevoli o inconsapevoli, hanno l'obbligo quasi naturale di crescerci, di occuparsi di noi e di educarci come meglio credono loro, almeno fino a quando avremo compiuto la maggiore età!
    Ma noi sappiamo benissimo che anche quando avremo finalmente diciotto anni, non smetteremo comunque di essere figli, perché i nostri genitori continueranno sempre a far parte della nostra vita e, che essi ci abbiano cresciuto bene o male, che ci piacciano o meno come persone, che abbiano avuto un ruolo di significante importanza per noi fino a quel momento, avremo per sempre a che fare con loro, perché questi genitori ci sono toccati e questi genitori ci teniamo!
    Ma la sfida non finisce qui! I problemi aumentano quando i nostri genitori decidono che vogliono avere altri figli, quando scelgono di "donarci" un fratellino o una sorellina... e magari noi non vogliamo neanche, perché preferiremmo essere figli unici per un altro po' di tempo e avere tutte le attenzioni e le cure di mamma e papà solo per noi per un altro paio d'anni!
    Ma ai nostri genitori non interessa, loro vogliono un altro bambino punto e basta. E così noi ci ritroviamo a dover sentire un neonato strillare ogni singolo giorno dalla mattina alla sera, a dover condividere i nostri giocattoli con un altro essere simile a noi che ci rompe in continuazione le scatole perché vuole avere le stesse cose che abbiamo noi, a dover vedere i nostri genitori che prestano più attenzioni al bambino più piccolo perché noi siamo già "grandi" e non abbiamo più bisogno di loro, e a volte ci ritroviamo addirittura a dover sentire il nuovo arrivato che, come se fosse lui ora il nuovo re della casa, ci dice che questo è "suo", che quell'altro è "suo" anche che mamma e papà sono solo "suoi".
    Ma essere figli non è una sfida solo perché non ci possiamo scegliere i genitori e perché spesse volte abbiamo a che fare con dei fratelli che nemmeno vogliamo! Essere figli, infatti, significa far parte di una famiglia, quindi significa avere a che fare con tutta una serie di questioni e problematiche che inevitabilmente ci coinvolgono. E' impossibile, infatti, negare che quando mamma e papà litigano, il figlio soffre, o negare che se il fratello o la sorella è malato, il figlio ne risente, o che ogni volta in cui ci sono dei problemi economici da affrontare, al figlio tocca fare qualche rinuncia, oppure che se a un membro della famiglia capita una sventura o una disgrazia, il figlio è il primo a provarne le conseguenze. Ma questo è soltanto il bicchiere mezzo vuoto...
    Proviamo ora a guardare il bicchiere mezzo pieno!
La Natura vuole che noi non ci possiamo scegliere i genitori perché così, fin dalla nascita, siamo abituati ad accettare e affrontare l'ignoto. Nel corso della nostra vita, ci vengono "donati" dei fratellini affinché noi impariamo ad essere gentili e generosi con il prossimo, affinché impariamo a condividere le nostre cose con gli altri e affinché impariamo a relazionarci fin da subito con tutte le persone che la vita ci pone davanti. Le situazioni difficili sono state create apposta per ogni figlio per farci diventare resistenti e allo stesso tempo flessibili, per insegnarci ad adattarci di fronte ai cambiamenti e per farci capire che bisogna sempre guardare il lato positivo delle cose. Per il figlio, la famiglia è una palestra che lo allena alla vera vita al di fuori del nucleo sociale dentro il quale è cresciuto. Io sono figlia di due genitori separati e in famiglia siamo in tre fratelli: so cosa vuol dire affrontare una situazione familiare difficile e so anche cosa vuol dire avere a che fare ogni giorno con altre due persone che hanno i miei stessi bisogni, le mie stesse esigenze, le mie stesse richieste, i miei stessi sogni e le mie stesse speranze. Da una situazione apparentemente dura può nascere qualcosa di straordinariamente meraviglioso. Io sono la più grande fra i tre fratelli e a volte tocca a me farmi da parte per lasciar spazio ai più piccoli. Non lo faccio quasi mai volentieri, lo ammetto in tutta sincerità, ma mi viene sempre ripetuto che non sono io la "regina" della casa, che devo accettare il fatto che i miei genitori hanno altri due figli oltre a me di cui occuparsi, che non sono io l' "unica". Ma lo sappiamo benissimo tutti che per ogni genitore il figlio è l' "unico"! Io credo soltanto che il figlio abbia bisogno di sentirselo dire più spesso, non solo dai genitori, ma anche dalla comunità in cui vive. Perché, in questi tempi, l'importanza del figlio viene di gran lunga sottovalutata. Basta pensare agli svariati metodi inventati dalla scienza per far concepire un figlio anche ad una coppia non fertile o ad una coppia omosessuale. Il figlio, con il progresso scientifico, ora può essere concepito anche artificialmente e in questo modo perde tutta l'unicità che gli viene donata dal Cielo nel momento in cui il sesso maschile del papà e quello femminile della mamma si incontrano naturalmente e danno vita alla carne. Danno vita ad un essere che è simile a loro, per natura. Questo rende meraviglioso e magico il figlio.
    Il figlio, dunque, ha bisogno, dal momento in cui viene concepito e si trova dolcemente abbracciato nel ventre della mamma, fino a quando dovrà condividere la sua cameretta con un altro bambino, per tutta la sua vita, ovunque egli andrà e in qualunque società si troverà, di sentire che è l' "unico" e che lo sarà per sempre, anche se mamma e papà decideranno di moltiplicare il loro amore dando alla luce altri figli, anche se ci saranno grandi difficoltà da affrontare, dentro alla famiglia e al di fuori di essa, e anche quando arriverà quel momento della sua vita in cui le cose sembreranno non andare per il verso giusto! Ed essere figlio per me significa proprio questo: essere al centro dell'amore e dell'accoglienza dei miei genitori, sentirmi unica anche nelle mie diversità, ovunque io sia, ed essere consapevole dell'enorme contributo che dò alla mia famiglia solo con la mia esistenza. Perché è il figlio che rende una coppia formata da due persone che si amano e che sono unite dal vincolo del matrimonio una famiglia, ed è sempre il figlio, insieme ai coniugi che egli stesso ha reso una famiglia, a costituire le fondamenta su cui la società poggia le sue basi. Per questo motivo essere figlio non è solo una sfida, ma, dal momento in cui si trasformano le difficoltà, che inevitabilmente nella vita di ogni figlio ci sono opportunità per crescere e migliorare, essere figlio diventa anche e soprattutto un'avventura, certamente rischiosa, ma allo stesso tempo singolare, fantastica e straordinariamente affascinante, un'avventura che vale assolutamente la pena di essere vissuta.

Jada Rubini


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