Per il quarantesimo
della
Banca Agricola di Cavarzere

 

Signori : avete udito ? Il Direttore,
Cavalier Bullo, attende qualche verso . . .
ed io grato gli son, per tanto onore
ma incolpatélo lui del tempo perso . . . . . .
e dò principio alla . . . concione mia,
dunque, attenti signori : vengo al quia.

      Interpellai, perciò, la vecchia Musa
      che mi rispose, senza complimenti :
      - " Poetastro impenitente, chiedo scusa,
      ma sai rimarli, tu, due sentimenti :
      l' uno che irradia vivida letizia,
      l' altro che esprime funebre mestizia ?

Perché un componimento sia vitale
deve illustrare un sentimento solo :
saran rime le tue, ma senza . . . . sale
e, ti assicuro, che sarà il tuo volo
come quello di Icaro, vedrai,
e, vergognosamente, tu cadrai."

      Triste il presagio ! penserete voi,
      ma ai sgarbi della vecchia io sono avezzo
      e ... poco importa al fin dei conti, e poi,
      imprecando alla Musa che disprezzo, . . .
      . . . giù i quattro versi, senza il genio, ... l'estro,
      senza la Musa e senza alcun maestro.

LETIZIA, adunque ! Già la Banca nostra
che conta proprio oggi i quarant' anni
( ma, guardatela ben !, non li dimostra ! )
è una vecchietta arzilla, senza affanni,
e civettuola, come ognun. la vede,
e .... specialmente nella nuova Sede.

      Viva la Banca de l' agricoltore
      che ci sconta - al bisogno - le cambiali ...
      viva la Banca che con senno e cuore
      sa amministrare i nostri capitali
      e, sissignori, quasi non bastasse,
      se lo vogliam, ci paga anche le tasse.

Viva la Banca nostra, vecchia e nuova
che, attraverso battaglie numerose,
ha sempre vinto ogni più dura prova ....
e mi è caro illustrarle queste cose
e dirvi che mi sento l' alto onore
d' esser, fra gli azionisti, un . . . fondatore.

      La nostra Banca solida, potente,
      ora potrà sfidare ogni tempesta
      e n'è salda Colonna il Presidente,
      e, lo credete ? mi son messo in testa
      ( son cose da ... poeti, in fede mia )
      che il' suo cognome suoni: garanzia !

E adesso voglio tartassare
una sestina per " l' economia „
economia che, tutti, dobbiam fare ! . . . .
che in questo oscuro caos, chè in tal ... mania:
chè in tal pervertimento di valori . . .
poveri siamo e ci crediam signori.

 

 

 

      E, scusatemi, chiedo ancor . . . pazienza:
      cerco due versi e non li so trovare
      ( e non potrei, davvero, farne senza )
      ma . . li ho trovati e possono ... passare:
      Viva la Banca, che, in modesta mole,
      sorride e brilla nell' occiduo sole !

Or la MESTIZIA scende e si propaga
fra le pareti della nostra sala:
è lo Spirito d' un Grande che dilaga
è l' espression di un' Anima che esala ,
e che ci fu rapita dal destin:
del fu Conte Salvadego - Molin !

      Ei mi fu dolce amico e protettore
      e, il Grande, che allietò la vita mia,
      fu della nostra Banca il fondatore
      e fondator della Distilleria
      ed il Consorzio Agrario ancor fondò,
      l'Uomo, che in tanto lutto ci lasciò.

E voleva fondare una cartiera
e, un grande sacchificio, l'Uomo d' oro . . .
e la trovava certo la maniera
per realizzare il motto: pan-lavoro . . .
ma scusate, o signori, la parola
sento mancare ... mi si spegne in gola.

      Ed ora, a quel degnissimo prelato
      che benedisse, a nome del buon Dio,
      rivolgete, o signori, un pensier grato
      e a un sentimento tal mi associo anch' io ...
      ma c'è un altro che prega ... il cuor mel dice
      e dal cielo ci guarda e benedice !

E a quei signori, da lontan venuti
per onorarci, qui, nel lieto evento,
porgiamo il più cordial dei " benvenuti „
e il nostro più sincer ringraziamento
e, Bancari, sappiatelo: l' onore
che ci fate lo serbiamo in cuore.

      E vada il nostro plauso al Presidente,
      ed al Consiglio d' Amministrazione
      perché sempre operò prudentemente
      nei molteplici compiti d' azione;
      e plauso al caro amico, il Direttore,
      che prodiga a la Banca ingégno e cuore.

E agli impiegati, tutti, il plauso mio
- quelli d'Esattoria, quelli di Banca -
e agli Azionisti ( son compreso anch' io ) ....
due versi ancora, l'Assemblea è già stanca:
un culto sia per noi . . . nella memoria,
l'Uomo, che già è scolpito nella storia!.

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Versi
dell'azionista - poeta

ULDERICO GIRARDI BOSCARO
per l'Assemblea del 19 Marzo 1948

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