HomePage
Traffico Cinema Promozioni
Lavoro Casa Annunci
Semplice Avanzata
OGNISPORT
NAZIONALE PADOVA TREVISO VICENZA-BASSANO UDINE
VENEZIA-MESTRE ROVIGO BELLUNO PORDENONE
Lunedi'
8 Settembre 2008
Edizione Nazionale
Prima Pagina
Formato Grafico
Edizione Odierna
Prima Pagina
Attualità
Cultura & Società
Cultura & Spettacoli
Esteri
La Parola Ai Lettori
Nordest
Primo Piano
Archivio arretrati
Ricerca Online
Richiedi numeri arretrati
Rubriche
RPQ
Cerca Casa
Cinema
Traffico
Informazioni
Il Gazzettino oggi
La storia
Le redazioni
La pubblicita'
Abbonamenti
Promozioni in edicola
Prodotti Editoriali
Eventi
Google
L’assalto a Pontelongo, nel Padovano, con pistola e coltelli. Alfonso Bardelle, originario di Cavarzere, era il titolare dell’Americanino jeans
Terrore in villa, coppia aggredita e rapinata
Tre banditi, forse dell’est, si erano nascosti in giardino dove hanno atteso il rientro a casa di due anziani coniugi
Pontelongo

NOSTRO SERVIZIO

Assaliti alle spalle, minacciati con pistola e coltello e rinchiusi in uno sgabuzzino per quaranta minuti, il tempo necessario ai rapinatori, probabilmente rumeni, per ripulire la villa da tutti gli oggetti di valore in essa presenti, per un bottino totale di circa 80 mila euro.

Vittime della notte di terrore sono stati i coniugi Favorita Converso, 64 anni, e il marito Adolfo Bardelle, detto Tato, 68 anni, originari di Cavarzere , un tempo proprietari della villa Casa Favorita, che sorge all'angolo tra via Villa del Bosco e via Dante, oggi custodi della stessa.

A far vivere loro un copione che tanto ricorda quello sfociato in tragedia a Gorgo il Monticano - dove i coniugi Guido e Lucia Pellicciardi, custodi di Villa Durante, sono stati torturati e ammazzati per poche centinaia di euro sono stati tre malviventi con il volto coperto da passamontagna nero, vestiti con giubbotti i pantaloni scuri e armati rispettivamente di pistola, coltello e cacciavite. I tre li hanno attesi al varco, dietro alla cancellata che i coniugi avevano appena oltrepassato a bordo di una Mercedes familiare. Favorita Converso e Adolfo Bardelle erano stati a cena da amici. Una serata tranquilla come tante altre, che si era conclusa intorno alle 23. Mezz'ora dopo erano già a casa, ignari di ciò che li aspettava. Hanno aperto dalla strada il cancello elettrico. Appena lo hanno oltrepassato e questo si è richiuso alle loro spalle, è iniziato l'inferno. I tre malviventi li hanno colti di sorpresa. Hanno teso loro un agguato alle spalle sbucando dal giardino nel quale si erano introdotti in precedenza, tramite un buco sulla recinzione esterna. Favorita e Adolfo non hanno potuto reagire in nessun modo. Due dei rapinatori li tenevano sotto giogo con un cacciavite e un coltello. Il terzo, quello con la pistola, dirigeva la situazione. Si è fatto seguire dai complici e dai coniugi fino all'ingresso posteriore della villa. Ha intimato loro di aprire il portoncino. Alle urla di terrore di Favorita, il malvivente che la teneva ferma ha risposto con un schiaffo. Una volta dentro, visto lo stato di agitazione in cui versava la donna, l'hanno fatta sedere sul divano dove le hanno portato anche un bicchiere d'acqua. Nel frattempo gli altri due malviventi costringevano il marito Adolfo a consegnare nelle loro mani i contanti che i coniugi tenevano nascosti in casa, 13 mila euro in tutto. Non contenti si sono fatti portare davanti alla cassaforte, hanno intimato ad Adolfo di digitare la combinazione e, una volta aperto il forziere, si sono preso monili in oro e orologi preziosi. Infine l'ultima richiesta: Dateci il telecomando del cancello e le chiavi dell'auto. I coniugi hanno obbedito, poi sono stati presi dai rapinatori e rinchiusi in uno sgabuzzino. Lì sono rimasti per quaranta minuti, fino a che Adolfo Bardelle è riuscito a sfondare la porta ferendosi con una scheggia al braccio sinistro. Una volta usciti dalla prigione hanno chiamato loro stessi i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Piove di Sacco e quelli del nucleo investigativo di Padova che non escludono nessuna pista per risolvere il caso, neppure quelle legate alla passata attività di Adolfo Bardelle, già titolare del marchio Americanino poi fallito. Risale a quel periodo l'acquisizione della villa da parte dell'agenzia immobiliare Gecofin di Abano Terme, che ha concesso l'usufrutto ai coniugi. A continuare l'attività del padre nel settore abbigliamento ci ha pensato il figlio Nicola, che vive tra Adria e Londra dove ha fondato il marchio Jacob Cohen.

«Rimane comunque un fatto anomalo e isolato è il commento del sindaco di Pontelongo Federico Ossari - Pertanto non è il caso di allarmarsi o creare inutili psicosi. E' necessario piuttosto considerare il caso nel suo contesto e fare le dovute valutazioni. Per questo mi sento in dovere di interpellare il prefetto e i parlamentari della nostra città, ai quali scriverò una lettera, per chiedere di mantenere alto l'interesse sulla sicurezza dei grandi centri come dei piccoli paesi». Sulla possibilità che i rapinatori siano persone che conoscono bene la coppia di custodi, magari siano anch'essi residenti a Pontelongo, Ossari alza le mani: «Abbiamo piena fiducia sulle indagine dei carabinieri e degli investigatori dice -. Non è il caso di fare ipotesi. Ci affidiamo al lavoro degli inquirenti che di sicuro sarà condotto nel miglior modo possibile».

Federica Bertaggia


Vai a pagina : 1 2 3 4 5 6 7 8 9 15 16 17 19

Belluno Udine Padova Pordenone Rovigo Treviso Venezia Vicenza-Bassano
Il Gazzettino oggi La storia Le redazioni La pubblicità

Il Gazzettino S.p.A. - Partita IVA n. 02742610278
Il Gazzettino On Line 1999 - Informazioni sul sito