Pontelongo
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Assaliti alle spalle, minacciati con pistola e
coltello e rinchiusi in uno sgabuzzino per
quaranta minuti, il tempo necessario ai
rapinatori, probabilmente rumeni, per ripulire la
villa da tutti gli oggetti di valore in essa
presenti, per un bottino totale di circa 80 mila
euro.
Vittime della notte di terrore sono stati i
coniugi Favorita Converso, 64 anni, e il marito
Adolfo Bardelle, detto Tato, 68 anni, originari di
Cavarzere , un
tempo proprietari della villa Casa Favorita, che
sorge all'angolo tra via Villa del Bosco e via
Dante, oggi custodi della stessa.
A far vivere loro un copione che tanto ricorda
quello sfociato in tragedia a Gorgo il Monticano -
dove i coniugi Guido e Lucia Pellicciardi, custodi
di Villa Durante, sono stati torturati e ammazzati
per poche centinaia di euro sono stati tre
malviventi con il volto coperto da passamontagna
nero, vestiti con giubbotti i pantaloni scuri e
armati rispettivamente di pistola, coltello e
cacciavite. I tre li hanno attesi al varco, dietro
alla cancellata che i coniugi avevano appena
oltrepassato a bordo di una Mercedes familiare.
Favorita Converso e Adolfo Bardelle erano stati a
cena da amici. Una serata tranquilla come tante
altre, che si era conclusa intorno alle 23.
Mezz'ora dopo erano già a casa, ignari di ciò che
li aspettava. Hanno aperto dalla strada il
cancello elettrico. Appena lo hanno oltrepassato e
questo si è richiuso alle loro spalle, è iniziato
l'inferno. I tre malviventi li hanno colti di
sorpresa. Hanno teso loro un agguato alle spalle
sbucando dal giardino nel quale si erano
introdotti in precedenza, tramite un buco sulla
recinzione esterna. Favorita e Adolfo non hanno
potuto reagire in nessun modo. Due dei rapinatori
li tenevano sotto giogo con un cacciavite e un
coltello. Il terzo, quello con la pistola,
dirigeva la situazione. Si è fatto seguire dai
complici e dai coniugi fino all'ingresso
posteriore della villa. Ha intimato loro di aprire
il portoncino. Alle urla di terrore di Favorita,
il malvivente che la teneva ferma ha risposto con
un schiaffo. Una volta dentro, visto lo stato di
agitazione in cui versava la donna, l'hanno fatta
sedere sul divano dove le hanno portato anche un
bicchiere d'acqua. Nel frattempo gli altri due
malviventi costringevano il marito Adolfo a
consegnare nelle loro mani i contanti che i
coniugi tenevano nascosti in casa, 13 mila euro in
tutto. Non contenti si sono fatti portare davanti
alla cassaforte, hanno intimato ad Adolfo di
digitare la combinazione e, una volta aperto il
forziere, si sono preso monili in oro e orologi
preziosi. Infine l'ultima richiesta: Dateci il
telecomando del cancello e le chiavi dell'auto. I
coniugi hanno obbedito, poi sono stati presi dai
rapinatori e rinchiusi in uno sgabuzzino. Lì sono
rimasti per quaranta minuti, fino a che Adolfo
Bardelle è riuscito a sfondare la porta ferendosi
con una scheggia al braccio sinistro. Una volta
usciti dalla prigione hanno chiamato loro stessi i
soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di
Piove di Sacco e quelli del nucleo investigativo
di Padova che non escludono nessuna pista per
risolvere il caso, neppure quelle legate alla
passata attività di Adolfo Bardelle, già titolare
del marchio Americanino poi fallito. Risale a quel
periodo l'acquisizione della villa da parte
dell'agenzia immobiliare Gecofin di Abano Terme,
che ha concesso l'usufrutto ai coniugi. A
continuare l'attività del padre nel settore
abbigliamento ci ha pensato il figlio Nicola, che
vive tra Adria e Londra dove ha fondato il marchio
Jacob Cohen.
«Rimane comunque un fatto anomalo e isolato è
il commento del sindaco di Pontelongo Federico
Ossari - Pertanto non è il caso di allarmarsi o
creare inutili psicosi. E' necessario piuttosto
considerare il caso nel suo contesto e fare le
dovute valutazioni. Per questo mi sento in dovere
di interpellare il prefetto e i parlamentari della
nostra città, ai quali scriverò una lettera, per
chiedere di mantenere alto l'interesse sulla
sicurezza dei grandi centri come dei piccoli
paesi». Sulla possibilità che i rapinatori siano
persone che conoscono bene la coppia di custodi,
magari siano anch'essi residenti a Pontelongo,
Ossari alza le mani: «Abbiamo piena fiducia sulle
indagine dei carabinieri e degli investigatori
dice -. Non è il caso di fare ipotesi. Ci
affidiamo al lavoro degli inquirenti che di sicuro
sarà condotto nel miglior modo possibile».
Federica
Bertaggia