mercoledì 17.09.2008 ore 07.51

ARCHIVIO la Nuova Venezia dal 2003

Cavarzere, cresce la rabbia

  CAVARZERE. L’acqua è scesa, ma la rabbia no. Il giorno dopo il nubifragio la gente è ancora incredula e arrabbiata. Incredula che non esista, o non funzioni, un meccanismo automatico che faccia partire le pompe e alzare le paratie del depuratore comunale quando l’acqua piovana arriva ad un certo livello o che nessuno abbia ancora provveduto a istituire un servizio di pronto intervento in città; arrabbiata perché mai come sabato si è sentita abbandonata dalle istituzioni. Sindaco e assessori in giro non si sono visti, non tanto perché potessero fare qualcosa, ma per rendersi conto di quel che stava accadendo. Invisibili anche i vigili urbani, almeno in centro. A prodigarsi, invece, sono stati i pompieri affiancati dai volontari dalla protezione civile comunale. «Siamo entrati in azione, con un gruppo di 20 persone, appena ha smesso la pioggia più forte - dice Frediana Fecchio, che coordina i volontari locali - i nostri interventi sono stati diretti dalla centrale operativa dei vigili del fuoco fuocodi Mestre, in accordo anche con i carabinieri». La Protezione civile ha effettuato dei prosciugamenti nella zona tra via Mazzini e via Polo, poi in via Da Vinci, insieme ai pompieri che, prima, avevano lavorato in corso Europa. I vigili del fuoco, a loro volta, sono intervenuti anche in zona industriale ma, verso le 20, tutti sono stati dirottati a Chioggia, per dare man forte nella zona di S. Anna, dove la situazione era critica, e sono rientrati alle quattro e mezza di notte. Per ogni evenienza era stata allertata anche la protezione civile di Cona che, nel territorio di sua competenza, non aveva dovuto fronteggiare situazioni allarmanti. Ieri mattina, poi, i pompieri hanno effettuato gli ultimi prosciugamenti mentre la tregua del maltempo e ciò che molti cittadini avevano fatto con le proprie forze, ha permesso il sostanziale ritorno alla normalità. Ora comincia la conta dei danni. Sabato il centralino del municipio è stato subissato di telefonate ma su come il comune intenda muoversi non c’è ancora alcuna comunicazione ufficiale. (Diego Degan)

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