lunedì 15.09.2008 ore 08.07

ARCHIVIO la Nuova Venezia dal 2003

Nubifragio, allagate Cavarzere e Sottomarina

  CAVARZERE. Mezza città allagata, con la gente costretta a spalare acqua sotto la pioggia per evitare danni ancora peggiori a case, negozi e attività commerciali. E’ bastato un temporale di mezz’ora per sommergere Cavarzere e se è vero che, in quei trenta minuti sono caduti 50 millimetri d’acqua, è anche vero che questa è la terza volta in due anni che centinaia di famiglie si trovano a fare i conti con la fognatura che gli invade le case. E mentre in Comune si pensa alla richiesta di stato di calamità, i cittadini sono imbufaliti. Situazione critica anche a Chioggia, soprattutto nelle frazioni. Alcuni vie di Brondolo, Cà Lino e Sant’Anna, qui in particolare il nuovo quartiere di via Primavera, sono finite sott’acqua a causa del sistema fognario andato in tilt per l’eccezionale quantità d’acqua caduta in poco tempo. Chiusa al traffico via Venturini, disagi in Lungomare e in Corso del Popolo.  «Ci avevano promesso la piscina. Beh! Eccola qua, grande come il paese e con l’acqua di fogna che la riempie». E’ una umorismo al vetriolo quello del passante che guardando i pompieri al lavoro commenta l’ultimo allagamento di Cavarzere. Il penultimo era stato solo a giugno e se c’è chi reagisce con il sarcasmo, la maggior parte della gente esprime solo rabbia. Allora il sindaco aveva dato la colpa alla società, la Sodea (emanazione della Polesine Acque) che gestisce la fognatura, invitandola ad una «più puntuale attività di manutenzione», ma nulla sembra essere cambiato. Sulle grate dei tombini cresce l’erba e le pompe del depuratore entrano in azione solo quando il peggio è ormai avvenuto. «Per forza - commenta qualcuno - se devono partire da Rovigo per accenderle...«. Già, perché le pompe non sono automatizzate e neppure c’è qualcuno, in loco, che le accenda al monento giusto. Lo sa bene Achille Pescarolo che abita in via Mazzini, una delle zone più colpite. «Mia moglie ha telefonato alla Sodea, per avvertire che stavamo andando sotto. Le hanno risposto che erano impegnati ad Adria, ma che le pompe erano in azione. Invece non era vero: sono andato io a vederle: al depuratore c’erano le paratie abbassate, le pompe ferme e l’acqua era tutta nel Curiolo. Il canale scolmatore di là dal depuratore era asciutto e, intanto, intorno a casa mia c’era più di mezzo metro d’acqua. Il Comune ha speso tre miliardi, anni fa, per fare la fognatura nuova, ma se le pompe non partono è come averli buttati via». In via Circonvallazione l’acqua è entrata nelle case, gli orti sono dei piccoli laghi e gli abitanti spalano l’acqua stando a mollo con i piedi nudi. «E’ sempre la stessa storia - commentano - ogni volta che piove noi andiamo sotto. Oggi è stato peggio del solito, ma saremmo stati alluvionati lo stesso». In via Da Vinci non va meglio: l’acqua ha riempito i garage del condominio del supermercato Famila: qui avevano installato le pompe, dopo l’ultimo nubifragio ma, per qualche motivo, non hanno funzionato. «La soglia di casa mia - dice la signora Tiengo, mentre scopa via l’acqua dal cortile - vent’anni fa era più alta della strada. Poi hanno continuato ad asfaltare, e ora i livelli sono invertiti, ma la fognatura è rimasta la stessa. Un grazie a tutta la giunta comunale che non risolve questi problemi». Tra piazza della Repubblica e corso Italia molti negozi sono finiti sott’acqua: il centro estetico e il negozio di abiti da sposa hanno avuto il parquet sommerso, nonostante siano rialzati rispetto ai marciapiedi: sott’acqua anche il bar Venezia, il ristornate Goha, il macellaio, la pizzeria al taglio, ecc. «Non era mai successo - racconta Mario Gibin, dal bar Venezia - ho chiuso la porta davanti e mi sono visto entrare l’acqua dal retro. Anche in corso Europa la storia si è ripetuta identica: allagati i garage del condominio al civico 79 («Ormai non ci tengo nulla di importante - dice un residente - ho già buttato via molta roba rovinata dall’acqua») e varie abitazioni. «Quando comincia a piovere vado fuori ad aprire il tombino in strada che è sempre intasato dalle foglie - dice Cristiano Tosello, dell’omonimo bar - è l’unico modo per non essere allagato, ma stavolta non è bastato». In comune, intanto, si stanno raccogliendo gli elenchi dei danni e dei danneggiati.

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