Cavarzere
Lavoro in nero, una piaga per il territorio
cavarzerano. Sono sempre di più infatti gli
imprenditori che si affidano alla manovalanza
irregolare per abbassare i costi e poter
guadagnare di più. I due settori in cui si
riscontra il maggior numero di casi sono quello
tessile e quello agricolo, ma mentre nel primo a
fare i furbi sono soprattutto i cittadini di
nazionalità cinese che fanno lavorare le proprie
fabbriche praticamente 24 ore su 24 alle spalle
dei poveri connazionali, in quello agricolo sono
soprattutto gli imprenditori locali a macchiarsi
del reato.
Caso emblematico l'ennesima denuncia fatta
partire giovedì mattina dai carabinieri nei
confronti di F.S., 35 anni, imprenditore agricolo
di Cavarzere. I militari lo hanno pizzicato
durante un controllo effettuato nella sua azienda,
in località Revoltante. Entrati assieme al
personale dell'Ispettorato del lavoro di Rovigo i
carabinieri hanno trovato a lavorare nei campi tre
marocchini, nessuno dei quali era stato assunto
regolarmente. I tre extracomunitari erano
addirittura in Italia clandestinamente in quanto
sprovvisti di permesso di soggiorno. Quando i
militari sono arrivati gli operai stavano
provvedendo a seminare alcune piantine nei campi
di proprietà dell'imprenditore cavarzerano che,
invitato a consegnare la documentazione
riguardante i propri dipendenti, è stato costretto
ad ammettere l'illecito finendo con l'essere
denunciato per impiego di extracomunitari
clandestini.
Quello di giovedì non è il primo caso
riscontrato nel territorio cavarzerano. I
carabinieri da diversi mesi stanno controllando
gran parte delle aziende agricole del territorio e
a gennaio un altro imprenditore locale era stato
denunciato per il medesimo reato. Nel settore
tessile invece sono i cinesi a farla da padrone
con ben sei aziende chiuse dai militari
dall'inizio dell'anno. In questo caso le
condizioni di lavoro sono ancora più aberranti,
con turni di tantissime ore che coprono anche la
notte. Quasi sempre si tratta di manodopera
proveniente dalla Cina, ben contenta di lavorare
in nero e senza permesso di soggiorno in cambio di
vitto e alloggio in Italia.
M.Biol.