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Le voci contrarie al convegno della Cisl che sostiene la soluzione proposta dall’Enel sono state diffuse da numerosi volantini
Comitati ambiente: «Il carbone pulito non esiste»
Mentre giovedì pomeriggio, in un palatenda gremito di autorità istituzionali e politiche locali e nazionali, si discuteva di sviluppo, energia e turismo nel Polesine, sotto la direzione della Cisl, che da sempre si era dichiarata favorevole alla trasformazione della centrale termoelettrica a carbone, distanti una decina di chilometri i simpatizzanti dei comitati per la difesa dell'ambiente della provincia di Rovigo, Cavarzere e Cona, si prodigavano nella distribuzione di volantini contro la tavola rotonda. Secondo i manifestanti, tra i quali Verdi, Comunisti e semplici cittadini, l'evento avrebbe dovuto intitolarsi La grande bugia, trattandosi, per loro, di una farsa organizzata per far credere ai politici e ai sindacalisti esterni alla realtà territoriale che i cittadini del Polesine siano tutti felici di sposare l'idea proposta da Enel per la centrale elettrica di Polesine Camerini.

Ancor più grave, per i manifestanti, la mancanza della convocazione alla partecipazione di una parte rappresentativa del territorio che avrebbe voluto esprimere un'idea diversa e contraria. «Perché il carbone pulito è notorio che non esiste si legge nel volantino , e questo per ricordare che le direttive comunitarie già sottoscritte dall'Italia ci obbligano a ridurre l'emissione di gas-serra, causa principale delle mutazioni climatiche che provocano ogni anno crescenti danni ambientali. E se ormai ci è stato imposto l'enorme terminal gasiero da 8 miliardi di metri cubi l'anno, perchè non si converte la centrale a turbogas, come prevede l'articolo 30 della legge istitutiva del Parco?».

E proprio l'interpretazione giuridica della legge lascerebbe ancora appeso ad un filo il progetto di riconversione, un alibi dietro il quale, secondo l'assessore regionale Renzo Marangon, si celerebbe ancora qualche riserva mentale del presidente del Parco e Provincia di Rovigo Federico Saccardin, punzecchiato dallo stesso durante il convegno di giovedì scorso.

Leonarda Ielasi


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