Regole
più chiare a fior d'acqua.
L'assemblea dell'Ato Polesine che raduna i
Comuni del bacino idrico integrato polesano più
due Comuni fuori provincia, Castagnaro e Cavarzere , ha
approvato all'unanimità tre nuovi regolamenti che
disciplinano sia i rapporti tra l'Ato e il gestore
Polesine Acque, sia quelli che intercorrono tra
quest'ultimo e i terminali del processo di
captazione, potabilizzazione, distribuzione e
vendita dell'acqua potabile e del ciclo di
depurazione e fognatura, vale a dire gli utenti
che sono serviti dalla rete idrica gestita in
house dall'azienda di viale Benvenuto Tisi.
Si tratta della Carta dei servizi, del
regolamento omonimo e del disciplinare per
l'approvazione e il controllo degli investimenti
che vengono effettuati nell'ambito del servizio
idrico integrato.
"Si tratta di un atto finale che è stato
preceduto da un'apposita procedura iniziata a
giugno con la presentazione dei regolamenti a
tutti i Comuni - ha spiegato il presidente
Pierluigi Valentini - Si è poi provveduto a
recepire le proposte sia da parte delle giunte
municipali sia del Comitato degli utenti per il
regolamento di sua competenza. Oggi (ieri, ndr) si
è quindi passati alla validazione in assemblea".
Particolare importanza riveste il regolamento
sulle attività che il gestore può svolgere.
"Vengono infatti definite e stabilite le fasce
di intervento - ha aggiunto Valentini - Il gestore
per le sue attività di servizio può muoversi in
autonomia, può attivarsi comunicando all'assemblea
dell'Ato ciò che sta per fare, può agire previo
autorizzazione dell'assemblea o può essere
autorizzato su richiesta di presentare un progetto
degli interventi che intende fare".
Valentini ha anche comunicato ai sindaci lo
stato della vertenza aperta dopo le verifiche
effettuate dala Commissione centrale dei Lavori
pubblici a Roma.
"Sono state evidenziate alcune contraddizioni
normative nello statuto del nostro ente gestore
(che è sempre Polesine acque, ndr) - ha osservato
il presidente - È stato deciso quindi di attivare
un tavolo di confronto con la società e poi di
andarne a discutere con l'autorità centrale che ha
fatto i rilievi. Il nostro obiettivo rimane sempre
lo stesso: mantenere il servizio idrico integrato
in mano pubblica perché siamo convinti che l'acqua
sia un bene comune e non privato".
L'assemblea dell'Ato ha anche approvato il
bilancio di previsione per il 2009 che punta a un
pareggio tra entrate e uscite a quota 520mila
euro.
Franco
Pavan