Lo
chiamavano il "drago", ma per l'anagrafe è Sandro
Munari di Cavarzere : il pilota
da rally che alla guida delle Lancia ufficiali, ha
vinto tutto nel periodo 1965-1977.
L'altro lunedì sera, invitato dall'Associazione
Piloti Veneti al cinema Esperia a Chiesanuova, ha
fatto accorrere appassionati, rallyman,
collezionisti, che hanno riempito la sala per
sentire il "drago" narrare le sue esperienze con
la modestia e la semplicità che da sempre lo
contraddistinguono e lo fanno amare e stimare da
tutti.
Munari ha parlato a ruota libera, stimolato
dalla sua recente partecipazione in Spagna al
rally della Costa Brava alla guida della Lancia
Stratos del collezionista Andrea Francone, e il
discorso è caduto sul Safari, l'unica gara che
manca al suo ricco palmarès: è un rally africano
massacrante della lunghezza di oltre seimila
chilometri che si snoda attraverso Uganda, Kenya e
Tanzania. Il "drago" ha ricordato sogghignando che
nel 1970 (quando la Lancia vi partecipò per la
prima volta) fece la ricognizione del percorso con
una Fiat 125 berlina della Fiat Nairobi in
compagnia del copilota locale Lofty, che si rivelò
utilissimo per l'ingegnosità meccanica.
La Stratos: Munari non ha mancato di
sottolineare che questa splendida vettura vincente
ebbe esordi molto deludenti per una svista di
progettazione che la rese inguidabile all'inizio;
a un certo punto, però, si scoprì il difetto tra
il 1972 e il 1973, e l'auto divenne imbattibile.
Alla Lancia non tutti vedevano di buon occhio le
corse alla metà degli anni Sessanta: se Cesare
Fiorio era un formidabile organizzatore e
"regista" di gare vittoriose, l'ingegnere Fessia
(progettista della Fulvia) pose invece enormi
problemi nello sviluppo delle versioni corsaiole
del coupè Hf e della Sport.
Gli amici piloti: trattando della Fulvia (la
vittoria al Montecarlo 1972 la fece restare in
produzione fino al 1976, mentre doveva
inizialmente esaurirsi entro il 1971) il "drago"
ha ricordato il compianto Ignazio Giunti, che al
Mugello 1969 (gara stradale di velocità), lo vide
passare come un fulmine alla guida della Sport
Competizione e si complimentò.
I rally di oggi: Munari fa notare che nelle
gare internazionali partono trenta vetture, contro
le centinaia di un tempo, ma (quel che è peggio)
le prove speciali di un solo rally degli anni
Settanta equivalgono (in chilometraggio) a quelle
di tutte le prove di tutti i rally di una annata
di gare al giorno d'oggi: ciò è, a suo avviso,
tutto dire...
Infine l'uomo: in accordo con il parroco di
Chiesanuova, Munari sarà presente il 20 gennaio
2009 (ore 19) a una messa in ricordo di tutti i
rallysti scomparsi.
Bruno
Vettore