Chioggia
Tutti o quasi a cantar vittoria. I consiglieri
regionali di maggioranza Barbara Degani, Leonardo
Padrin, Clodovaldo Ruffato e Carlo Alberto
Tesserin, tutti schierati nella compagine di Forza
Italia, perché «anche la sinistra, dopo oltre un
anno di ostruzionismo, ha finalmente condiviso un
progetto che all'inizio non aveva capito» e che da
un lato rispetta «la volontà espressa dai Comuni
della Saccisica, accogliendo la loro richiesta di
confluire nell'Asl 16», e dall'altro perché sono
stati creati «i presupposti perché la realtà di
Chioggia possa definire il proprio assetto
territoriale garantendo ad entrambe le realtà
prestazioni sanitarie di qualità».
A quest'ultimo assunto dichiara di non credere,
al punto da avere espresso voto contrario alle
legge 260, il rappresentante di Rifondazione
comunista Pietrangelo Pettenò, che così giustifica
la sua decisione. «Difficilmente afferma - l'Asl
14 ridotta ai soli tre Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona potrà
reggere e questa rappresenta la prima puntata del
dissolvimento di quell'Asl, sacrificata
nell'altare dei poteri forti che governano la
sanità veneta».
Tra espressioni di giubilo o di critica non si
trova nessuno che di fronte ad un matrimonio,
quello tra Chioggia e la Saccisica, considerato
mal combinato fin dall'inizio, si ponga il
problema delle responsabilità. Quest'Asl 14, della
quale si sta celebrando il funerale, l'avrà ben
voluta qualcuno o s'è fatta da sola?
Nell'imminenza del naufragio, di fronte al
rischio che la divisione si concretizzasse senza
alcuna forma di garanzia per i servizi sanitari,
anche per quelli di Piove di Sacco, Lucio Tiozzo,
consigliere del Pd autore di 700 emendamenti,
mette in evidenza il risultato raggiunto, ossia le
norme transitorie che subordinano la divisione in
due dell'Asl alla compilazione delle schede, alla
qualificazione di due ospedali per acuti e al
mantenimento dei servizi a scavalco. Lo stesso
sindaco Romano Tiozzo sottolinea che nella vicenda
«il fatto più importante è la norma transitoria»,
puntando comunque, secondo quanto ha promesso il
governatore Galan, alla realizzazione di un nuovo
ospedale.
La partita avverte Lucio Tiozzo e del suo
parere si dichiara anche il collega Carlo Alberto
Tesserin - non finisce comunque qui: «Vigileremo
affinché quanto previsto dalla norma transitoria
delle legge 260 venga realizzato». Tesserin, dal
canto suo, vi aggiunge la previsione dell'ospedale
nuovo, di cui la norma transitoria ovviamente non
parla.
Giorgio
Boscolo