(m.a.)
Vendita e trasformazione di generi alimentari da
parte di cittadini stranieri: quattro commercianti
irregolari su undici. Questo il bilancio
dell'offensiva sferrata dalla Guardia di Finanza
in tutta la provincia con un duplice fine: accanto
alla irrinunciabile tutela della salute dei
consumatori, anche la volontà di disarticolare un
eventuale mercato parallelo di alimenti con
marchio falso o avariati che, in quanto basato su
rapporti di concorrenza sleale, è destabilizzante
per l'intero settore.L'operazione, coordinata a
livello regionale, ha riguardato attività gestite
in particolare da extracomunitari.
I controlli, scattati in contemporanea e nella
stessa giornata, avevano lo scopo dichiarato di
verificare non solo il rispetto delle norme dal
punto di vista burocratico-amministrativo, ma
soprattutto di accertare la genuinità, la corretta
conservazione e la rintracciabilità dei prodotti
offerti al cliente.
Diverse le realtà messe sotto la lente
d'ingrandimento della Fiamme Gialle che hanno
preso in considerazione l'intera filiera della
distribuzione, dall'ingrosso al dettaglio. I
militari, nello specifico, hanno ispezionato un
negozio multietnico, un magazzino di
approvvigionamento, un bar, cinque dettaglianti,
un ambulante, una macelleria e un ortofrutta.
E le sorprese in negativo non sono mancate:
pesce, pollame e carne bovina ancora nel
congelatore ben oltre il temine indicato per la
commestibilità; salse, sughi e formaggi ancora
sulle scansie nonostante la data di scadenza fosse
già stata dribblata; confezioni di uva passita,
farina di semola, pane arabo, dadi sprovvisti
sull'etichetta riportante gli ingredienti della
traduzione in italiano. Per i responsabili degli
esercizi commerciali sono scattate sanzioni sia di
carattere amministrativo per violazioni in materia
di etichettatura, presentazione e pubblicità degli
articoli, sia di carattere penale per la vendita
di sostanze alimentari non genuine. A margine
delle indagini è stato individuato anche un
addetto occupato "in nero" con relativa denuncia
per sfruttamento di manodopera clandestina a
carico del datore di lavoro.
VENEZIA - Gli uomini del tenente Ruggiero
Bollino sono entrati in un bazar multietnico di
Piazzale Roma e dopo aver esaminato la merce
offerta ai clienti hanno provveduto a sequestrare
ben duecentododici prodotti, fra formaggi
sottovuoto, vasetti di salse varie e sughi, tutti
con un unico comun denominatore: erano da inviare
al macero perché abbondantemente scaduti.
CAVARZERE -
Al marocchino titolare di una macelleria, i
finanzieri del tenente Francesco Maria Mangano
hanno contestato irregolarità nell'ambito della
non rintracciabilità dei prodotti smerciati, in
quanto non era possibile per un acquirente che non
conoscesse l'arabo poter leggere indicazioni
relative a componenti dei cibi e provenienza.
SAN DONÀ - La squadra del capitano Francesco
Mirarchi ha sanzionato un negoziante cingalese che
commercializzava trenta chilogrammi di pollame e
tre confezioni di carne bovina scaduti.
MUSILE DI PIAVE - Nei guai per la stessa
ragione un ristoratore cinese che conservava ben
120 chilogrammi di pesce congelato oltre il
termine
indicato.