Cavarzere
Arrestati a domicilio. Due nomadi autori di una
rapina avvenuta lo scorso 9 novembre a Bussolengo,
in provincia di Verona, sono stati fermati martedì
mattina nel Cavarzerano dai carabinieri di
Chioggia e di Peschiera del Garda. Le ricerche
erano partite soltanto quattro giorni, fa quando
una coppia di Vipiteno (Bolzano) era stata
rapinata nel parcheggio di un albergo di
Bussolengo. I due avevano partecipato, con il loro
stand gastronomico, alla FieraCavalli di Verona e
stavano rientrando in hotel con una valigetta
contenente 100mila euro in contanti. La banda li
aveva tenuti d'occhio e pedinati: poi, quando
stavano scendendo dall'auto per entrare in
albergo, sono entrati in azione. In quattro, tutti
incappucciati, si sono scagliati contro la coppia.
Uno ha bloccato il marito minacciandolo con una
pistola puntata alla testa, mentre la donna è
stata aggredita dagli altri tre a colpi di mazza
fino a quando non sono riusciti a strapparle dalle
mani la borsetta contenente il contante. Durante
la colluttazione la donna ha riportato anche la
rottura del braccio. I malviventi sono scappati
velocemente a piedi mentre i commercianti, feriti
e spaventati, hanno subito dato l'allarme.
Per tre giorni le indagini si sono fatte
serratissime con i militari che sono riusciti ad
individuare due dei quattro responsabili,
arrestati martedì mattina. Si tratta di due nomadi
slavi: Massimo Braidic, di 34 anni, e Luciano
Hodorovich, di 30. Il primo è stato fermato dai
carabinieri in via Coette Basse a Rottanova. Qui
la famiglia Braidic è proprietaria di una casa sul
cui giardino sono presenti alcune roulotte
appartenenti ai più giovani componenti della
famiglia. Hodorovich invece è stato fermato in via
Carducci a Cona, dove è proprietario di un terreno
su cui ha sistemato la sua roulotte. Entrambi non
hanno opposto resistenza al momento dell'arresto e
ora si trovano ora rinchiusi nel carcere veneziano
per rapina in concorso. A nulla è servito loro
parlare in dialetto napoletano durante la rapina
per cercare di depistare le future indagini: i
sospetti si sono concentrati subito su di loro e,
in 72 ore, sono arrivate le manette.
I carabinieri sono riusciti a recuperare anche
parte della refurtiva: 28mila euro che la moglie
di Hodorovich aveva depositato in una cassetta di
sicurezza presso una banca di Cona. Nel corso
dell'operazione sono state trovate e sequestrate
anche due mazze (dello stesso tipo di quelle usate
per la rapina) e una scacciacani. Le indagini
continuano per identificare anche gli altri due
membri della banda, ancora latitanti.
Marco
Biolcati