Cavarzere
Duomo di San Mauro di Cavarzere gremito in
ogni ordine di posti sabato per la celebrazione
dei cinquant'anni dalla riconsacrazione del Duomo
stesso, avvenuta l'8 novembre 1958 per mano
dell'allora vescovo monsignor GianBattista
Piasentini che, vivamente compiaciuto per lo
splendore dell'edificio sacro, fece salire alta la
sua voce: «È con gioia intima che Cavarzere saluta oggi
il suo Duomo rinato. A chi lo vede, soprattutto da
lontano, appare di una importanza maestosa, che
esprime la supremazia della fede in tutte le
contingenze della vita».
L'arciprete di Cavarzere , monsignor
Fabrizio Fornaro, ha ripercorso la storia del
Duomo, da quando venne eliminato in seguito agli
ingenti danni subiti dal paese negli ultimi giorni
del Secondo conflitto mondiale, che portò alla
distruzione del Duomo e della Cappella che
conteneva il prezioso Crocifisso ligneo del
Paneghetti: uno sfregio che divenne, insieme
all'immagine delle rovine del Palazzo Municipale e
della Torre Campanaria, il simbolo del martirio
subito dalla popolazione cavarzerana.
Il Duomo, completamente ricostruito, secondo le
parole dell'allora arciprete monsignor Scarpa,
venne benedetto e aperto al culto, per la festa
del patrono San Mauro, il 22 novembre del 1956 e
fu riconsacrato proprio l'8 novembre '58. Le
cronache del tempo parlano di una cerimonia
davvero grandiosa alla presenza di numerose
autorità civili e militari, ma soprattutto di
migliaia di fedeli che, fermi sulla piazza
antistante, aspettavano con trepidazione
l'apertura delle porte. Al termine della messa
solenne, monsignor Fornaro ha ripercorso quanto
successo allora, regalando ai fedeli non meno
emozione di quella provata dai concittadini di
mezzo secolo fa.
Mattia Da
Re