Mira
Lotta aperta al fenomeno nutrie. La Provincia
ha deciso di scendere in campo a sostegno
dell'agricoltura e dell'ambiente, così come
chiesto dalla Coldiretti. Con una determina
dirigenziale, infatti, è stato approvato nei
giorni scorsi il piano di contenimento dei
roditori americani che tanti danni stanno
provocando al territorio provinciale ed alle
culture. «Il problema nutrie commenta il
presidente Davide Zoggia rappresenta
un'aggressione al nostro delicato equilibrio
ambientale, all'agricoltura ed alla salute dei
nostri cittadini. La Provincia, in questo senso,
ha il dovere di contenere al massimo i disagi e,
grazie al prezioso lavoro degli uffici, ha redatto
un piano di controllo assolutamente equilibrato e,
ne siamo certi, efficace».
«La distribuzione aggiunge l'assessore alla
Caccia ed alla Pesca Luigi Solimini - delle
popolazioni di nutria non è omogenea, in quanto la
specie occupa stabilmente e con elevata densità il
territorio meridionale, concentrandosi soprattutto
nei comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona,
l'area centrale e le aziende vallive delle lagune
di Venezia e Caorle, mentre risulta ancora
localizzata, anche se sicuramente in espansione,
nel settore nord orientale, tra i fiumi Sile e
Tagliamento. Il piano di controllo ha il duplice
scopo di agire, da un lato, sull'entità e sulla
distribuzione della popolazione e, dall'altro, sul
contenimento dei danni causati dalla specie alle
colture agricole e agli argini».
L'elevato tasso di riproduzione e l'assenza di
competitori e fattori limitanti hanno determinato
un notevole incremento del numero di nutrie e la
rapida diffusione della specie con danni
significativi alle colture agricole e con la
produzione di profonde gallerie lungo gli argini
di fiumi e canali, danneggiando e indebolendo la
rete idrica superficiale del territorio.
«Ad occuparsi della cattura commentano Zoggia e
Solimini sarà il personale delle aziende agricole
nelle aree private al quale verrà fornito in
dotazione dalla Provincia un apposito kit e da
squadre adeguatamente formate predisposte
direttamente dal settore Caccia, Pesca e Polizia
Provinciale o dagli Ambiti territoriali di caccia,
dalle amministrazioni comunali o dai Consorzi di
bonifica. Quella della Provincia concludono non è
assolutamente una scelta di crudeltà, ma un
percorso obbligato per la difesa del territorio».
A Dolo e Camponogara, due zone dove i roditori
hanno iniziato a portare scompenso nei raccolti,
la Coldiretti era scesa in piazza per chiedere ai
sindaci dei due comuni, Antonio Gaspari e
Desiderio Fogarin, di approvare un ordine del
giorno con il quale chiedere alla Provincia un
interessamento urgente. Un'iniziativa allargata
poi ad altre amministrazioni. Dolo è stato uno dei
primi comuni ad approvare all'unanimità un
documento con il quale si chiedeva alla Provincia
di "razionalizzare" il numero degli
esemplari.Gianluigi Dal
Corso