Brusca
frenata dell'occupazione nelle imprese artigiane
in provincia di Venezia. Dopo i risultati positivi
del secondo semestre 2007 (+0,9), i primi sei mesi
del 2008 segnano infatti un ribaltamento in
negativo: -2,9\% il dato statistico, che segna una
decisa flessione tendenziale rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno (chiuso con un +1,8\%).
La congiuntura negativa non risparmia nessun
comparto: forte flessione nel manifatturiero
(-4,7\%), seguito dalle costruzioni (-1,6\%) e dai
servizi (-1,0\%). Nel territorio provinciale la
maglia nera spetta al mandamento di Chioggia, con
un -8,4\%, seguito da Dolo con -6,5\% e Cavarzere con -4,9\%.
Tra gli altri, il trend meno allarmante lo fa
registrare il portogruarese con una diminuzione
dell'1\%. Si registra uno sfasamento tra
l'occupazione di italiani e stranieri: la
flessione riguarda infatti solamente i lavoratori
italiani (-3,9\%), che sono la maggioranza dello
stock complessivo, mentre emerge un positivo
+4,6\% con riferimento alla manodopera straniera.
Sono questi i dati più significativi che
emergono dal rapporto semestrale sull'artigianato
veneziano realizzato dalla Confartigianato di
Venezia. E le ombre non sono poche.
«Siamo di fronte a una crisi senza precedenti,
è il risultato peggiore negli ultimi sette anni -
rileva il presidente della Confartigianato
Giuseppe Molin - E la stretta del credito non
aiuta le imprese a risollevarsi. Anche per questo
è necessario adottare misure straordinarie a
sostegno delle aziende più deboli, facilitando
l'accesso agli strumenti finanziari agevolati».
Molin rilancia le richieste presentate dalla
Confartigianato nazionale alla Commissione
Finanze. «È necessario un piano organico di
interventi su tre fronti dice - Il rafforzamento
degli strumenti di garanzia pubblica al credito,
il potenziamento del sistema mutualistico dei
confidi artigiani, il sostegno ai processi di
investimento e sviluppo».
E non mancano le richieste in ambito fiscale:
il rinvio dei versamenti Iva all'incasso della
fattura, meccanismi di compensazione dei crediti
nei confronti della pubblica amministrazione,
sgravi fiscali sugli utili reinvestiti, incrementi
della deducibilità degli interessi passivi.
Analizzando i singoli settori produttivi, solo
tre su quattordici manifestano dinamiche
occupazionali positive: i servizi (+2,12\%), i
trasporti (+2,07\%) e la meccanica (+0,3\%). Male
l'abbigliamento (-18,1\%), la grafica (-9,1\%), il
vetro (-8,6\%) e gli alimentari (-8,2\%).
Per quanto riguarda le tipologie d'occupazione,
appare chiaro come la richiesta delle aziende in
provincia di Venezia sia rivolta maggiormente a
mansioni impiegatizie (+2,1\%), mentre gli operai,
che rappresentano il 61\% della forza lavoro, sono
sempre meno richiesti (-3,5\% rispetto ai primi
sei mesi del 2007). Inoltre le aziende sembrano
restie alla formazione e assunzione di nuove
maestranze: gli apprendisti under 18 risultano
essere il 18,3\% in meno, mentre quelli sopra i 18
anni si fanno registrare un -6,2\%.
Incrociando il dato sulle assunzioni con quello
relativo ai licenziamenti (+7,5\%) si deduce che
la crescita delle aziende risulta pressoché nulla:
non chiudono i battenti, ma nemmeno denotano
segnali di
risalita.