Cavarzere
Il teatro comunale "Tullio Serafin" ha riaperto
i battenti lo scorso fine settimana con
un'emozionante inaugurazione che ha visto Raina
Kabaivanska, celebre soprano e madrina della
giornata inaugurale, tagliare il nastro tricolore
insieme al sindaco di Cavarzere, Pier Luigi
Parisotto, e all'assessore regionale Renato
Chisso. All'evento erano presenti, tra gli altri,
anche il presidente della Provincia Davide Zoggia,
i rappresentanti dei due paesi gemellati di
Settimo Torinese e Cassino, rispettivamente il
vice sindaco Tiberio Toffali e l'assessore
Vincenzo Tiseo.
L'assessore Chisso ha sottolineato l'importanza
di una struttura che promuova la cultura
all'interno di una città. «Ora che il teatro
Serafin è stato inaugurato ha sottolineato -,
ricordate che sarà difficile e complicato
gestirlo, ma la Regione è presente, e siamo pronti
a impegnarci per offrire il nostro aiuto». E
proprio dell'aiuto regionale il teatro Serafin si
è servito (650mila euro), insieme ai contributi
statali (205mila euro) e ai fondi comunali
(245mila euro), per un restauro durato poco più di
un anno e costato 1 milione e 100mila euro.
«Non poteva esserci coincidenza migliore per
questa riapertura - ha detto Parisotto - 130 anni
fa venne infatti inaugurato questo stesso teatro,
è il 130esimo anniversario della nascita del
maestro Tullio Serafin, che se ne è andato 40 anni
or sono, una serie di concomitanze che fanno di
questo taglio del nastro un momento unico nella
storia di Cavarzere». «Il Teatro Serafin - ha
aggiunto Parisotto - nel significato che assume
per le vecchie e nuove generazioni, può essere
considerato uno dei simboli incancellabili
necessari a riaffermare la vivacità artistica e
culturale di Cavarzere. I tempi sono maturi per
intraprendere un percorso di sviluppo e crescita
che faccia tesoro delle conoscenze ed esperienze
accumulate fino ad oggi e le rielabori per dare
nuovo stimolo alla cultura locale». «Non posso che
applaudire a questa meravigliosa giornata di festa
- ha dichiarato al termine della serata il sindaco
Pier Luigi Parisotto -, come del resto hanno fatto
tutti gli spettatori, dando una risposta positiva,
intelligente e garbata al tentativo di polemica
innescato su un evento dimostratosi dai contenuti
culturali e melodici eccelsi».
Mattia Da
Re