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CAVARZERE Parlano gli avvocati dell’impiegata vincitrice del bando del Comune
«L'assunzione è stata legittima»
Cavarzere

«A tutt'oggi non ci sono dati inconfutabili che affermino che la candidata Serena Pasquali non avesse superato la prova scritta del concorso per istruttore, quindi apostrofarla come colei "che non aveva superato la prova scritta" appare socialmente riprovevole oltre che giuridicamente illecito».

Ad intervenire sulla questione del concorso per un posto da istruttore dello scorso maggio a Cavarzere, che avrebbe visto una candidata che aveva superato la prova scritta non essere ammessa alla prova orale, mentre aveva visto uscire vincitrice della selezione una candidata che non avrebbe passato la prova scritta, sono i legali di quest'ultima, gli avvocati Elisa de Belvis e Monica Scabia, che precisano la posizione della loro assistita.

«Non riteniamo giusto che alcune forze politiche - tengono a sottolineare i legali della Pasquali, attualmente in servizio come impiegata negli uffici del Comune -, nella volontà legittima di stimolare il confronto dialettico con la maggioranza su ogni questione potenzialmente inerente agli interessi dell'Amministrazione comunale, abbiano ritenuto di doversi fare portavoce delle impressioni della candidata esclusa, indicandola come colei "che aveva pienamente superato la prova scritta". La candidata padovana hanno continuato gli avvocati -, neolaureata in Economia con 110, che di fatto ha vinto il concorso dopo una brillante prova orale e legittimamente ha stipulato il contratto di lavoro con il comune di Cavarzere, è diventata «l'altra che non aveva superato la prova scritta e che quindi doveva essere esclusa dalla selezione». Le impressioni della candidata esclusa sono diventate dato di fatto proseguono gli avvocati De Belvis e Scabia - Peccato che il diritto non provato equivalga a diritto inesistente».

La candidata non ammessa all'orale ha chiesto l'annullamento parziale del concorso e un risarcimento al Comune di 100 mila euro.

Mattia Da Re


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