(m.d.)
La buona notizia è che la raccolta differenziata è
in aumento ovunque, la cattiva notizia è che
aumentiamo la quantità di spazzatura che
produciamo ogni anno. Questo significa che,
comunque, abbiamo bisogno delle discariche per i
rifiuti e questo ci costa un bel po'. Ecco perchè
le tariffe non calano mai.
Basti dire che un abitante del Comune di
Venezia spende 272 euro l'anno per far sì che i
suoi rifiuti non restino sotto le finestre di
casa. A Ceggia invece un residente spende solo 67
euro all'anno, ma bisogna tener presente che a
Ceggia la raccolta differenziata è a quota 80 per
cento. Questo è il punto nodale - avverte
l'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da
Villa, che anche quest'anno presenta puntualmente
il rapporto sui rifiuti in tutta la Provincia di
Venezia relativo all'anno 2007. Avvertendo che
siamo sì all'ultimo posto per la raccolta
differenziata - al primo posto c'è il Comune di
Treviso - ma per fortuna siamo in una botte di
ferro grazie agli impianti di Fusina dove
riusciamo a ricavare combustibile dai rifiuti,
combustibile che piazziamo dentro il forno della
centrale Enel di Fusina. E così quel che va in
discarica è poca cosa - 106 mila tonnellate
all'anno sulle 552 mila che produciamo ogni anno.
Ma se incenerire i rifiuti ci fa risparmiare
moltissimo perchè portiamo poca roba in discarica,
essere al di sotto del livello stabilito per legge
- 45 per cento entro il 2008 - ci costa comunque
perchè viene applicata una sovratassa del 20 per
cento per ogni tonnellata che portiamo in
discarica. Il fatto è che il Comune di Venezia è
al 27 per cento, dunque lontanissimo dal 45 per
cento minimo - ma è per colpa di Venezia centro
storico e dei turisti. Anche se i turisti - spiega
Da Villa - sono un alibi. Perchè è vero che, se si
guarda alla tabella che pubblichiamo qui a fianco,
si vede che i Comuni meno virtuosi nella raccolta
differenziata sono i Comuni del litorale, da
Caorle a Jesolo, da Cavallino a San Michele -
tutti tra il 25 (Caorle) e 34 per cento (San
Michele al Tagliamento) di raccolta differenziata.
E la spiegazione sta nel turismo. Ma com'è che
Eraclea invece è al 60 per cento? "Perchè hanno
iniziato a fare la raccolta differenziata porta a
porta. E funziona - spiega Da Villa - E' la prova
provata che si può tranquillamente lavorare anche
con i turisti. Non si capisce perchè gli
stranieri, che pure sono abituati ad essere
virtuosi a casa loro, qui debbano essere
considerati degli incivili. E' vero esattamente il
contrario, basta metterli nelle condizioni di fare
la differenziata e la fanno, come dimostra
Eraclea."
Ma quanto "pesano" i turisti nella produzione
di spazzatura? E' presto detto: la media
provinciale della raccolta differenziata è al 38,1
per cento. Se si toglie il Comune di Venezia -
centro storico e Mestre - si salirebbe al 44,6 per
cento e, se si togliessero anche gli altri Comuni
del litorale, si arriverebbe al 50,7 per cento.
Dunque, Da Villa invita i Comuni del litorale che
vivono di turismo a darsi da fare passando alla
raccolta porta a porta. Che dimostra di funzionare
alla grande. Tant'è che i Comuni più bravi nella
raccolta differenziata coincidono con i Comuni che
preferiscono il porta a porta rispetto al
cassonetto in strada.
Ma Venezia deve comunque darsi da fare perchè
anche quest'anno pagherà il 20 per cento in più le
discariche e questo 20 per cento in più si
scaricherà sulla bolletta di casa. Per fortuna è
vero che differenziamo meno, ma portiamo anche
meno di tutti in discarica, ma quel "meno"
comunque pesa per 106 mila tonnellate all'anno.
Certo, nel 1999, quando eravamo lì lì per fare la
fine di Napoli, e invece il Comune e l'Amav
decisero di puntare sull'impianto di Fusina - che
trasforma il rifiuto in combustibile - portavano
in discarica 388 mila tonnellate su un totale di
499 mila cioè il 78 per cento. Adesso portiamo in
discarica solo il 19 per cento grazie all'impianto
di Fusina. E quando sarà realizzato l'impianto di
combustibile da rifiuti nel Veneto orientale e un
altro impianto nella zona di Chioggia-Cavarzere , allora
arriveremo all'autosufficienza perchè abbiamo
discariche in grado di accettare la porzione di
rifiuti che produciamo comunque, per altri 20
anni.