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CAVARZERE È il decimo sequestro in meno di un paio d’anni nell’ambito della lotta al lavoro nero
Sigilli al laboratorio tessile cinese
Titolare denunciato e multato: dava lavoro a cinque connazionali clandestini
Cavarzere

Dieci laboratori tessili cinesi chiusi nella zona del Cavarzerano in poco meno di due anni. Una piaga che ha proporzioni vastissime a cui si sta difficilmente cercando di porre un freno. L'altro ieri l'ennesima chiusura forzata. I sigilli questa volta sono toccati al laboratorio Confezioni Lory, in via Dei Martiri a Cavarzere . Un controllo fatto in collaborazione con gli uomini dell'Ispettorato del lavoro di Venezia ha portato alla chiusura del laboratorio all'interno del quale la stragrande maggioranza della manodopera lavorava clandestinamente.

Il primo a finire nei guai è stato il titolare della ditta, I.H., un cinese di 38 anni, regolarmente residente a Cavarzere . L'uomo è stato denunciato in stato di libertà per avere occupato alle proprie dipendenze alcuni lavoratori extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno.

E il personale clandestino, all'interno del laboratorio, di certo non mancava. Su undici operai cinesi ben sei non erano assunti ed erano anche sprovvisti di permesso di soggiorno. Quando è stato compiuto il blitz all'interno del laboratorio, tutti stavano lavorando tranquillamente come se nulla fosse. Una situazione alquanto insolita. Nei precedenti casi infatti anche i laboratori tessili più isolati disponevano di vetri oscurati e di un sistema di telecamere a circuito chiuso per cercare di anticipare i controlli e farla franca. In alcuni casi le forze dell'ordine sono state costretti a scavalcare cancelli altissimi e ad agire con il favore della notte per sorprendere i clandestini al lavoro. Invece questa volta il laboratorio era in pieno centro a Cavarzere e la porta d'ingresso era completamente aperta, come se chi vi lavora all'interno non avesse nulla da nascondere.

L'incuranza delle leggi è costata davvero cara al titolare delle Confezioni Lory. I militari infatti hanno sequestrato ben 18 postazioni di lavoro costituite da macchine da cucire, tagliapelli, ferri da stiro, per un valore complessivo di 20mila euro. Il doppio invece, 40mila euro, I.H. dovrà pagarli per la mancata comunicazione di assunzione di manodopera al Centro per l'impiego, obbligo di informazione e utilizzo di manodopera clandestina. I cinque operai clandestini dovranno tornare in patria: per loro sono già state avviate le pratiche per l'espulsione dal territorio nazionale.

Il mercato del tessile gestito da cinesi nella zona del cavarzerano è molto diffuso. Lavorando anche 20 ore al giorno, riescono a produrre merce a bassissimo costo che finisce per mettere in crisi il mercato italiano e quello delle industrie tessili locali. Il fatto che in due anni siano stati ben 10 i laboratori cinesi chiusi tra Cavarzere e Cona la dice lunga su quanto radicato sia il problema nel territorio.

Marco Biolcati


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