Cona
«Non voglio rilasciare alcuna dichiarazione in
merito alla vicenda che si sta consumando in
questi giorni». A parlare dalla sua abitazione di
Padova è il dottor Carlo Pamato, finito
nell'occhio del ciclone perché accusato del reato
di usurpazione di funzioni pubbliche. Pamato
avrebbe rilasciato certificati medici per
l'idoneità al rinnovo di patenti di guida e di
porto d'armi, utilizzando indebitamente, almeno
secondo gli investigatori, i timbri con
l'indicazione dell'Asl 17, già posti sotto
sequestro.
Il medico però, non sembra particolarmente
turbato. «Su questa vicenda - afferma - ci sono
molti aspetti da chiarire e reputo di farlo nei
luoghi e nelle sedi più opportune. Al momento,
però, non voglio rilasciare alcuna dichiarazione.
Certo che non ci si può basare solo su chiacchiere
di paese». Pamato si riferisce al presunto
allontanamento dagli ambulatori dell'Asl di
Este-Monselice-Montagnana: «Pure su quella storia
ci sono molte imprecisioni. Ciò che voglio è
vedere salvaguardata la mia onorabilità: io sono
una persona perbene e a riguardo lo si può
chiedere direttamente al presidente dell'Ordine
dei medici». E non nasconde che è già pronto a
contattare il suo avvocato per spiegare meglio la
situazione.
Dal canto suo il difensore di Pamato,
l'avvocato e docente universitario Alfredo
Bassioni, si trincera dietro un no comment. «Il
procedimento è ancora in corso - spiega - e quindi
non possiamo rilasciare alcuna dichiarazione. Ci
riserveremo in seguito di spiegare meglio l'intera
vicenda».
Bocche cucite anche nella parrocchia Beata
Vergine Immacolata, dove il medico padovano
esercitava la sua professione. Il parroco, don
Alberto, aveva infatti messo a disposizione sua e
della comunità una sala dove poter eseguire le
visite. «È stata una decisione presa per favorire
la comunità - ha spiegato don Alberto - Così come
si fa per alcune associazioni, i locali del centro
parrocchiale sono stati messi a disposizione del
medico». Il parroco, però, non ricorda se sia
stato lo stesso Pamato a presentarsi da lui oppure
gli sia stato presentato da qualcuno: «Ormai sono
passati quasi due anni, se non di più. L'unica
cosa che posso dire con estrema chiarezza è che
siamo completamente estranei a questa vicenda».
Solo su un fatto ha alcune riserve: se far entrare
ancora il medico nei locali della parrocchia o
meno: «È una decisione che devo ancora prendere.
Al momento non saprei proprio cosa rispondere».
Chi, invece, parla senza troppi problemi sono i
residenti di Cona. Molti di loro si erano rivolti
al medico e diversi stanno ancora aspettando il
tagliando del rinnovo della patente dalla
Motorizzazione Civile. Ieri, intanto, in via della
Stazione, davanti ad uno dei più noti ristoranti
del paese, la gente non parlava d'altro. «Sono
diversi giorni - spiegano - che c'erano strane
voci. Il giorno in cui i carabinieri hanno fatto
un controllo al suo studio c'erano una quindicina
di persone e la voce ha fatto presto il giro del
paese».
Gianluigi Dal
Corso