Alfredo Stoppa
scrittore

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I giudizi dei "grandi" su Alfredo Stoppa:

  • Alfredo Stoppa nel libro “Di tanto in tanto tondo tondo” si (ri)scopre scrittore di penna sobria, precisa, di briosa e lieve eleganza. Capace di dare vita ad un fitto, amichevole e ammiccante rapporto con il lettore. Un pezzo di bravura attorno all’arte del narrare.
    (Walter Fochesato, caporedattore della rivista Andersen ed esperto di letteratura per l'infanzia)

  • Invidio a Stoppa il suo essere poeta, attentissimo all’aggettivazione e alla definizione di contorni e vorremmo fosse così la produzione per bambini nel nostro paese.
    (Pino Boero, esperto di letteratura per ragazzi, saggista e docente all’Università di Genova)

  • Nel “Il Paese della nebbia e del vento” nasce un’avventura misteriosa che Stoppa racconta con eccellente qualità letteraria e grande eleganza stilistica, adatta ad una fascia di età più alta rispetto a quella classica del libro con figure: una storia senza tempo, un piccolo gioiello della tradizione fiabesca natalizia.
    (Fulvio Panzeri, saggista e critico letterario)

  • L’incipit del “Il paese della nebbia e il paese del vento” è straordinario, la storia avvincente e l’atmosfera che riesce a trasmettere riecheggia di terra arata a novembre, di sottobosco, di zone di confine tra cielo e terra, tra passato e presente, tra sonno e sogno.
    (Luigi Paladin, esperto di letteratura per ragazzi)

  • Alfredo Stoppa e Pia Valentinis. Pia Valentinis e Alfredo Stoppa. In questa storia sognante e poetica quasi non si riesce a distinguere chi racconta e chi accompagna, chi traccia la via e chi si sofferma a descriverne le tinte e i particolari. Quesito, del resto, solamente da adulti, perché i bambini non si preoccupano di distinguere, rapiti da questa storia che “sa di mare” e non è una storia, ma ne evoca altre. E non importa se le pagine di Stoppa sono sempre velate di una melanconia che non fa male. Neppure ai bambini, perché è limpida come le sue parole.
    (Renata Maderna, giornalista di Famiglia Cristiana)

  • “Il Paese della nebbia e il paese del vento” è un bel libro, giustamente premiato. La storia è affascinante e coinvolge. Ma ancor di più - e mi pare ciò che caratterizza il libro - è la pienezza espressionistica del linguaggio, continua sorgente di immagini e scene, visioni e novità. Questo mi pare il grande insegnamento per il lettore e per il bambino: conta sì la storia con i suoi contenuti, ma ancora di più la forma, la dizione e la visione con cui essa si esprime.
    ( Cesare Viviani, poeta)

  • "Il paese della nebbia e il paese del vento" è uno dei libri per bambini più belli dell’anno. E’ un testo che recupera il gusto del racconto, del fantastico e al tempo stesso della semplicità. Ma soprattutto è un testo attraversato dalla poesia. Immagini e suoni delicati.
    (Antonio Troiano, giornalista del Corriere della Sera)

  • Ho definito Alfredo un poeta: la sua poesia è nella scrittura. Una scrittura lirica e sensuale, fatta di silenzi, di pause, di sussurri; una scrittura fatta di memorie, di ricordi, di sentimenti. Una scrittura che fa pensare e sognare, ma fa anche sorridere per le sue venature ironiche. Ma se è scrittura lirica non per questo indulge in costruzioni estetizzanti, in estetismi, in manierismi, perché Alfredo tiene sempre d’occhio il bambino.
    (Livio Sossi, esperto di letteratura per ragazzi e docente all’Università di Udine)

  • “La corriera che va al mare” è un racconto limpido, intenso, singolare. Fantastico sì, ma ancorato ad un retroterra di memorie e ad un'operazione civile. La scrittura di Alfredo è incalzante e fresca, si vede che i finestrini erano aperti, misurata ma talvolta si accende di arditi e surreali paragoni“ Una strada sottile come un’acciuga e storta come la scrittura di un bambino”.
    (Walter Fochesato, esperto di letteratura per ragazzi, saggista e caporedattore della rivista Andersen)

  • Ogni libro di Alfredo Stoppa è una sorpresa e non perché l’autore per stupirci ricorra a trame inusuali, ma perché il più semplice dettaglio, anche il più reale contorno assumono, attraverso le sue parole, un valore onirico, diventano veicolo di altri possibili significati, motore di quella libertà progettuale sempre più assoggettata, oggi, all’idea di un profitto immediato. Mi piace la corriera azzurra, mi intrigano i suoi viaggiatori, mi aggrappo come “uno col fiatone e con la mano destra al finestrino sinistro” e ascolto il mare. Come vedete Alfredo ci obbliga a un consenso che va ben al di là della semplice nota critica, della riflessione culturale; ci obbliga a un consenso giocato sulla vibrazione delle parole.
    (Pino Boero, esperto di letteratura per ragazzi , saggista e docente all’ Università di Genova)

  • Nella “Corriera che va al mare” siamo di fronte a un vero preziosismo linguistico, a una storia dall’andamento lirico più che narrativo. Un libro di una grande passionalità, lavorato linguisticamente con il cesello.
    (Redazione della rivista Il Pepeverde)

  • Uno scrittore si avvicina alla parola con umiltà e rispetto. Le deve chiedere il permesso di giocare. Alfredo Stoppa, scrittore per l’infanzia, affabulatore, maestro delle parole, fa più di questo: dialoga con la scrittura a tal punto che la poesia, l’incanto, la realtà attraverso le quali legge la vita si trasmettono sulla carta con armonia e fascinazione. Ciò che ne esce è arte, ispirazione, musicalità fluida che sembra sussurrare all’orecchio di chi legge, sia esso di un bambino o di un adulto.
    (Lorenza Stroppa, giornalista del Gazzettino)

  • Anche nella “Corriera che va al mare” si incontrano tematiche care allo scrittore: lo stupore per il fascino dell’esistenza, l’ascolto del respiro profondo del mare, l'intuizione empatica del mondo interiore dell’altro, la valorizzazione della diversità. Si tratta di una storia scritta in modo lieve e raffinato, prezioso e affascinante, con una vena di lirismo e un linguaggio di elevata qualità artistica, sebbene a misura di bambino. Il ritmo è quello del contastorie, che ama indugiare, fermarsi, correre in avanti e poi sostare, con una scelta curatissima della parola, giocata su accostamenti e figure retoriche originali e stupefacenti.
    (Silvia Blezza Picherle, esperta di letteratura per ragazzi e, saggista e docente all’ Università di Verona)

  • Il libro di Alfredo Stoppa è un bellissimo esempio di scrittura elegante e profonda. E’ così bello ”2 occhi 2 nonni" che, fin dalla prima pagina, viene voglia di leggerlo a voce alta. Per ascoltarlo mentre si snodano i pensieri del bambino narratore. Una scrittura essenziale, elegante, semplice e profonda illustrato con tocco brillante e raffinato da Pia Valentinis.
    (Luisa Mattia, scrittrice)

  • Segno distintivo di questo libro è la delicatezza. La si rintraccia, questa finezza di gusto e sentimenti, in ogni pagina. Dalla prima all’ultima riga, direi proprio. E, percorrendo in lungo e in largo il racconto, si va in profondità come forse solo sa fare uno sguardo acutamente romantico di bambino. Anche questa volta Stoppa ha creato un bel libro. Un libro dove la poesia dei testi e la magia delle figure si sposano così bene che sembra quasi impossibile immaginarli pensati da due menti diverse, quelli suoi e quelli di Pia Valentinis, che si conferma illustratrice di talento
    (Rosa Nicolini, giornalista)

  • Alfredo Stoppa riconferma in "Due occhi due nonni" una scrittura particolarmente curata, dal tono lirico dove le parole esprimono profonda sensibilità, ricchezza stilistica, meravigliato stupore. Senza dubbio un libro del cuore. La narrazione in prima persona accompagna il lettore dentro la storia, quasi a vedere le scene, a soffermarsi ad ascoltare i pensieri, i sentimenti, le emozioni del bambino-protagonista. Elegante e raffinato lo stile di Pia Valentinis con tavole a tutta pagina.
    (Emanuela Stangoni dal sito www.letteratura-per-ragazzi.it)

  • Un incontro di eleganze, così mi viene da definire in breve il racconto ”Ciao”. Da un lato l’eleganza della scrittura di Stoppa, una narrazione limpida e controllata, un linguaggio piano e semplice ma al tempo stesso ricco nell’amore per la parola e della frase non scontata. Dall’ altro l’eleganza dello stile di Sanna che qui trova accenti alti e quanto mai convincenti.
    (Walter Fochesato, caporedattore della rivista Andersen)

  • La narrazione in "Due occhi due nonni" scorre con l'alternarsi dei ritratti diversi secondo le occasioni, creando pagine di vita vissuta con intensità, su un ritmo sempre ben sostenuto, quasi una partita a ping pong a colpi ben assestati. Un colpo d'ala di testo e immagini segna il finale
    (Carla Poesio, esperta di letteratura per ragazzi)

  • Raramente si trova un albo per bambini in cui testo e illustrazioni siano così ben compenetrati l’uno con le altre: così è in questo delizioso albo “Ciao” edito da Falzea in cui l’essenzialità della scrittura magistrale di Stoppa prende vita e colori attraverso le linee e i pastelli altamente espressivi, ironici e lineari di Sanna.
    ( Sofia Gallo, scrittrice)

  • Un testo tenero, poetico, lievemente ironico che riflette il mondo dei bambini e suggerisce agli adulti di non vezzeggiarli troppo anche solo per far loro dire la semplice parolina “Ciao”. La linearità narrativa è messa in evidenza dalle belle tavole di Sanna. L'illustratore sente la narrazione e vi partecipa con lievità e un pizzico di umorismo. Il testo e le illustrazioni fanno ritrovare ai bambini il loro mondo interiore, il loro desiderio di aprirsi solo a un sorriso o a un gesto sentito, lontani dal conformismo e dalla leziosità
    (Maria Letizia Meacci, esperta di letteratura per ragazzi)

  • Dopo uno scambio di ciao, simpaticamente complici, Alfredo Stoppa, autore ed editore per ragazzi di lungo corso (lo incantano le storie che sanno di mare) e Alessandro Sanna illustratore che dalla sua casa nelle nebbie della pianura padana, non vedendo niente, immagina forme e colori, hanno scritto questa storia lieve e curiosa…
    (Cristina Taglietti, giornalista del Corriere della Sera)

  • Nello spazio breve della fiaba "Un amico diverso" Alfredo Stoppa è autentico maestro di scrittura: qui nonno e nipote parlano "di tutto e di niente", parlano "poco e tanto", ma parlano in mezzo all'incanto degli ulivi che "tutti vivevano, insieme, meravigliosamente diversi". C'è una malinconia di fondo nelle situazioni e nelle bellissime immagini che le parole di Stoppa e i colori della Possentini riescono ad evocare, ma è una malinconia venata di quella speranza che viene proprio dalla nostra capacità, diversi come siamo, di prenderci per mano. Un libro delicatissimo, come tutte le storie di Stoppa, stupendo
    (Pino Boero esperto di letteratura per ragazzi, saggista e Preside della facoltà di Scienza della Formazione a Genova)

  • La scrittura raffinata, quasi poetica di Stoppa, accompagnata dalle immagini altrettanto suggestive di Sonia Possentini percorre la storia "Quanto mare", un racconto a due voci: il mare minaccioso visto da un bambino che lascia il suo paese per imbarcarsi su una nave di clandestini, e il mare sognato da un bambino che immagina una vacanza annunciata, ma fuori piove e si consola con "L isola del tesoro"
    (Fulvia Degli Innocenti, scrittrice)

  • Alto alto, come un albero o come una specie di gigante (ma non egoista), Alfredo Stoppa è figura cara al mondo della letteratura per l'infanzia. Nel 1988 fondò la casa editrice "C'era una volta" che pubblicò memorabili libri illustrati, da anni si dedica esclusivamente alla scrittura di fiabe e agli incontri nelle scuole. Come in "Due occhi due nonni" (Orecchio Acerbo), anche qui una storia di nonno e nipote e di amici alberi. Nel libro "Un amico diverso" (Il Coscile), con delicatezza, con lievi graffi da malinconia, Stoppa avvicina i ragazzi all'arte della riflessione, alla poesia della natura, e soprattutto educa all'ascolto dei sentimenti, questi sconosciuti, come segnalano allarmati gli addetti ai lavori dell'anima.
    (Vivian Lamarque, scrittrice - Corriere della Sera)

  • E’ struggente e poetico “L’ultimo della classe”, l’albo composto come una melodia di carta da Alfredo Stoppa, ricamatore di parole, e Pia Valentinis, creatrice di immagini impregnate di sentimenti, libro per grandi per incontrare una solitudine e un dolore sordi, capaci di incitare ad “accorgersi” al più presto
    (Renata Maderna, Famiglia Cristiana)

  • “L’ultimo della classe” è un libro diverso e originale nel panorama attuale della letteratura illustrata. La tematica è difficile, eppure Stoppa riesce a lavorare mirabilmente con le parole, offrendoci una scrittura di alta qualità in cui la leggerezza stilistica fa cogliere appieno la pesantezza esistenziale infantile. E’ la scrittura che rende così speciale questo libro, scrittura sempre vicina al ritmo degli antichi cantastorie e venata di delicata liricità.
    (Silvia Blezza, esperta di letteratura per ragazzi)

  • Un racconto lungo, intenso nella scrittura e nella scelta mai scontata delle parole, costruito in modo delicato ma schietto, teso all’indagare leggero il movimento interno-interrogativi, desideri, pensieri-di bambini e adulti. Vi è un’alta ricercatezza delle scelte delle immagini rese con la parola scritta. Parola che indugia tra paesaggio e pensiero (viene in mente Francesco Biamonti, uno dei migliori talenti dell’ultimo scorcio di Novecento).
    (Anselmo Roveda, scrittore e giornalista di Andersen)


    Le novità professionali di Alfredo Stoppa:

  • La "versione Alfredo Stoppa" della Sonnambula del Bellini (il libro si trova pure in vendita al Metropolitan di New York) per la casa editrice Paramica (specializzata nel presentare a bambini e ragazzi opere liriche)

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  • La "versione per piccoli" del Don Chisciotte (assai lodata dalla critica) con l'editore Bohem Press.

    previsti, poi, altri 4 nuovi titoli, in uscita per l'autunno.


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