Giovanni Rubinato, in arte Adoniran Barbosa
inventore del Samba
"Se avessi saputo che sarei diventato attore di radio, di televisione e artista di cinema, non avrei cambiato il mio nome, e allora sarei rimasto João Rubinato. Però, cantare samba con un nome italiano... sarebbe stato troppo!"

Così il padre della famosissima canzone "Trem das Onze" ("Figlio Unico" in versione italiana) spiegò la necessità di scegliersi come nome artistico quello di "Adoniran Barbosa", in omaggio al sambista Luiz Barbosa e al collega Adoniran Alves.

Forse non tutti sanno che il grande musicista brasiliano, autore di indimenticabili canzoni, era di origine italiana. Per l`esattezza discendente da una famiglia di contadini di Cavarzere che se ne andò nei primi anni del Novecento, in Sud America, a Valinhos (allora appartenente ancora al Comune di Campinas - interno dello Stato di San Paolo), quando nella nostra regione si moriva di pellagra ed il miracolo nordestino era ancora un lontano miraggio.

Dopo alcuni anni, la famiglia cambiò residenza varie volte passando per Jundiaí (dove João sarebbe cresciuto e avrebbe studiato fino alla terza elementare e in seguito avrebbe iniziato a lavorare con suo padre), Santo André e finalmente San Paolo, dove si stabilirono nel 1932. João non ebbe una vita agiata, soprattutto negli anni della gioventù, cambiando spesso mestiere e lavorando come cameriere, metallurgico, venditore... fino ad arrivare al riconoscimento come cantautore, attore e personaggio radiofonico.

Nel 1934, insieme a Aimberê, compose "Dona Boa", canzone che l´anno successivo vinse il concorso carnevalesco organizzato dal Comune di San Paolo. Nel 1941 iniziò la sua carriera radiofonica presso Radio Record, dove fece il caratterista e partecipò a originali radiofonici, dalla quale sarebbe uscito soltanto nel 1972 per andare in pensione.

Durante la sua presenza alla radio creò personaggi indimenticabili come quelli contenuti in "Pernafina" e "Jean Rubinet", tra gli altri.

Entrò nel mondo del cinema nel 1945, con il film `Pif-Paf`. Però la sua apparizione più nota sul megaschermo si ricorda nel film `O Cangaceiro` (1953) del regista Lima Barreto e produzione della casa cinematografica Vera Cruz.

Compose svariate canzoni di successo che furono quasi sempre incise in anteprima dal gruppo Demônios da Garoa.

Alla fine degli Anni ´40, con l´aiuto di Oswaldo Molles, Adoniran trovò la sua vena artistica originale e non sentì più la necessità di rifarsi a Noel Rosa, altro grande autore carioca. Da quel momento in poi il modello più importante da seguire fu se stesso, riprendendo musiche, frasi e situazioni che coglieva nel suo ambiente naturale, cioè la strada e la vita delle baracche.
Questo nuovo orientamento gli maturò il primo grande frutto artistico agli inizi degli Anni ´50 con il samba "Malvina", con il quale vinse il primo grande premio in un concorso di canzoni carnevalesche a San Paolo e in futuro sarebbe stato considerato uno dei suoi capolavori minori.

Adoniran fu un maestro nel fare cronaca musicale con i fatti della vita come ad esempio in "Iracema", basata sulla notizia di giornale di un´incidente veramente accaduto, oppure tramite altri argomenti presenti in brani come "Samba do Arnesto", "Joga a Chave" e tanti altri. Tante sono le sue canzoni famose, però è impossibile non citare "Saudosa Maloca" (1951), considerata un classico della musica popolare brasiliana e che fruttò un meritato riconoscimento al nostro caro poeta del Bixiga, che ha avuto la sua importanza nella storia anche perché ha cantato la città di San Paolo senza demagogia o estetica di città turistica e invece con molto amore per la città che ha adottato come sua. "Saudosa Maloca" è stata scritta per rendere omaggio al vecchio albergo Albion, sulla Rua Aurora, centro di San Paolo, che sarebbe stato demolito per fare spazio a una nuova costruzione.
Dentro questo albergo abbandonato abitavano alcuni maloqueiros (nome generico creato negli Anni ´50 per rappresentare la massa degli esclusi del capoluogo paulista, sorta a partire della Seconda guerra mondiale, senza scolarità o professione e definita: abitanti di "maloca", ndr) ovvero, come si direbbe oggi, senza tetto.
La canzone ha ispirato il programma radiofonico "Histórias das Malocas" nel quale Adoniran interpretava il personaggio "Charutinho" che sarebbe stato la sua caratterizzazione più importante fatta in radio, e due altre sue canzoni: "Abrigo de Vagabundos" e "Arranjei Outro Lugar".

"Trem das Onze" è considerata, sia dallo stesso Adoniran sia da molti altri, il suo vero capolavoro. Sicuramente è uno dei samba più famosi, di popolarità mondiale. Fu lanciato nel 1964 e, al contrario di successi carnevaleschi precedenti come "Malvina" e "Joga a Chave", ha cominciato ad avere successo prima a Rio de Janeiro e soltanto più tardi a San Paolo. È stata la canzone più popolare in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della città di Rio.
Una canzone paulistana che diventa il più grande successo nella terra del samba! Il testo tratta di un proletariato che utilizza il trasporto pubblico e che si mostra come buon figlio e amante che dà spiegazioni all´amata.

In Italia la canzone è stata intitolata "Figlio Unico", interpretata nel 1966 da Riccardo del Turco, quest`ultimo anche autore della traduzione del testo, e più tardi ripresa anche da Mina.
E sempre a proposito di versioni italiane di brani di Barbosa, nel 1996 il cantautore Miguel Barone lancia una cassetta indipendente intitolata Samba Italiano con alcune canzoni di Adoniran tradotte in napoletano da Piero Postiglione, come: "Addio Baracca" ("Saudosa Maloca"), "Un Samba nel Bixiga" e "Buon Giorno Tristezza".

Per Adoniran Barbosa il riconoscimento sarebbe arrivato soltanto nel 1973, quando incise il suo primo disco e cominciò a essere rispettato come grande cantautore. Visse con semplicità e allegria. Fu sempre di buon umore e non tralasciò mai di esprimere il suo amore per San Paolo, in particolare per il quartiere del Bixiga, che citò in molte delle sue canzoni. Per questo motivo Adoniran viene considerato il cantautore delle persone che non hanno mai avuto modo di esprimersi nella grande metropoli. I ricordi di Adoniran Barbosa non si trovano soltanto nei testi delle sue canzoni.

A San Paolo esiste un museo a lui dedicato, in Rua XV de Novembro, 347. Presso il parco Ibirapuera un ostello porta il suo nome e a Itaquera esiste la Scuola Adoniran Barbosa. Nel quartiere del Bixiga, Adoniran dà il nome a una via e in piazza Don Orione c´è una statua a lui dedicata. Ma Adoniran Barbosa è anche un bar e una piazza, e a Jaçanã non poteva mancare una via chiamata `Trem das Onze`...

Barbosa ci ha lasciato circa 90 testi inediti che grazie alla conservazione da parte di Juvenal Fernandes (studioso della MPB e amico del poeta), sono stati musicati da importanti cantautori come: Zé Keti, Luiz Vieira, Tom Zé, Paulinho Nogueira, Mário Albanese ed altri. Vi sarebbe ancora tanto da raccontare sia su Adoniran che sulle sue canzoni, tanto che questo spazio sarebbe insufficiente. Ma in particolare non avremmo mai potuto concludere la puntata di questa rubrica dedicata agli italiani che hanno fatto grande il Brasile senza citare la sua "Samba Italiano".

L´influenza italiana esercitata a San Paolo ha infatti attirato l´attenzione di molti scrittori che si sono occupati di telenovelas ("Nino", "O Italianinho", "Terra Nostra", "Esperança"...) o di libri come La Divina Increnca di Alexandre Ribeiro Marcondes Machado, ma anche di cantautori come Adoniran, che ha offerto il proprio contributo in chiave umoristica alla presenza italiana nella città di San Paolo.

Il samba in questione, lanciato nel 1964 grazie all´interpretazione dei Demônios da Garoa, prende spunto da un periodo piovoso occorso a San Paolo.
Si racconta che Otelo Zeloni, un collega umorista di Adoniran, un giorno guardò fuori dalla finestra e constatò: "Piove...". Al momento di comporre il samba, insieme si sarebbero ricordati, citandola, la nota e omonima canzone di Domenico Modugno (Ciao, ciao, bambina...).
Invece la frase: "Aiuto, Marcello!" non è che una parodia di un passaggio di Mimi nell´opera La Bohéme di Puccini.

Ecco qui di seguito, per concludere, il testo della canzone così come l´ha scritto Adoniran:

Piove, piove
Fa tempo que piove quá, Mimi
E io, sempre io
Soto la tua finestra
E voi senza me sentire
Ridere, ridere, ridere
De questo infelice qui.

Ti ricordi Gioconda
De quela sera en Guarujá
Quando el mare te portava via
E me chiamaste
Ajuto Marcelo
La tua Gioconda
A paura de questa onda.

[tratto da www.musibrasil.net]


     


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