Boscochiaro - Chiesa di San Francesco
febbraio 2013


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dal libro "BOSCOCHIARO ieri e oggi" di Vincenzo Tosello
edito a cura del "Comitato XXI Maggio" di Boscochiaro nel 1991

"La Chiesa, su progetto e direzione lavori dell'Ing. Massimo Locatelli (Direttore tecnico dell'Ufficio Ricostruzione della Curia Vescovile di Chioggia), venne completata, dall'impresa Zaffi nei primi mesi del 1951. Riecheggiante la semplicità francescana l'edificio è costituito di una sola navata rettangolare con una piccola abside che fà da sfondo all'altare maggiore; l'arco trionfale dell'abside è fiancheggiato da due archi minori sotto i quali verranno poi ereti - sempre all'interno del presbiterio i due altari laterali (sulla sinistra quello dedicato alla Madonna e sulla destra quello di S. Francesco); il soffitto è a travatura scoperta: così la descrive nella sua Cronistoria don Giovanni Mainer".

Ma non fu facile giungere al completamento dei lavori: don Mosè sollecitò a più riprese, fin dal 1946, gli eredi Rovelli a intervenire ricordando la necessità di rispettare le sacre volontà dei Marchesi defunti", e lo stesso don Mosè in moltissime sue lettere ragguaglia il Vescovo, oltre che sulla vita spirituale della borgata, anche sull'andamento dei lavori ringraziandolo del suo interessamento: sottolinea comunque che molte famiglie si trovano nella miseria e non possono contribuire più di tanto (lettera del 22/1/51). Rinuncia poi in maniera decisa al progetto del campanile che egli ritiene inutile, stante la difficile situazione (lettera del 5/4/51). Una curiosità: già per il Capodanno del 1947 questi erano i desideri che egli esprimeva al Vescovo per l'anno nuovo: una Chiesa più grande (rispetto al piccolo oratorio-tomba), la copertura della Casa Canonica e la possibilità di terminare la piccola sala per l'A.C. (lettera del 19/l/'47).

La nuova Chiesa venne benedetta dal Vescovo Ambrosi esattamente il 21 maggio del 1951: in quella data si commemorava così in modo signifìcativo il I anniversario della tragica scomparsa nelle acque del Gorzone delle 14 bambine e del bambino vittime del crollo della passerella mentre partecipavano con gioia alla festa dell'Infanzia. Numerose le autorità presenti al rito insieme a una gran folla di fedeli: nella stessa occasione, infatti, dopo la benedizione della Chiesa, ci si portava sull'argine del Gorzone per lo scoprimento di un monumentino a ricordo delle 15 vittime, unendo così per sempre il ricordo di quelli che saranno chiamati dalla gente i "quindici angioletti" con la Chiesa che campeggia al centro della frazione come luogo di fede e di speranza, di preghiera e di attiva vita comunitaria.

La Chiesa di S. Francesco d'Assisi, in Boscochiaro, ormai resa parrocchiale e affidata alle cure pastorali di don Giovanni Mainer dal 1955, verrà poi solennemente consacrata, sei anni dopo la cerimonia della benedizione, dal Vescovo mons. Giovanni Battista Piasentini nei giorni 15 e 16 novembre 1957.

La cappella, che doveva servire da tomba ai Marchesi Rovelli (sepolti invece a Este di Padova nella tomba di famiglia per loro espressa volontà), divenuta pericolante per diverse lesioni, era stata demolita per metà (in altezza e in lunghezza) nel 1955 risultando così ridotta all'attuale sagrestia.

In fasi successive verranno eseguiti altri lavori sull'edificio della Chiesa: in particolare va segnalato l'adeguamento dell'altar maggiore alle nuove norme liturgiche, realizzato da don Danilo Scudellaro tra il 1986 e il 1987, e l'impianto di riscaldamento, realizzato dallo stesso Parroco, con la costruzione di un apposito vano caldaia tra la sagrestia e la Chiesa, qualche anno prima. Don Giovanni, dal canto suo, aveva provveduto più volte alla ritinteggiatura e una volta alla revisione totale del tetto, aveva fatto installare il castello per le campane aggiungendo alla piccola una campana media (1959) e poi una grande (1966); nel 1965 aveva procurato alcune colonne a gas per un riscaldamento minimale dell'ambiente liturgico."

    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    

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