Quando a Cavarzere c'erano le strade bianche
se non ci fosse stato Lui saremmo ancora ricoperti di polvere
aprile 2013


clicca sulle immagini per ingrandire - Foto di Flavio
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte in caso di utilizzo pubblico)


Prima di guardare le foto leggete queste poche righe.
Sono aneddoti raccontati da chi è stato "vicino" a questo FIAT 642N Autoveicolo ad uso speciale innaffiatrice.
La signora Rosetta Granata, vedova di Guido Frazzetto, primo autista di questo mezzo, ci racconta che, in casa, con il marito Lo chiamavano el musso.
Con l'acqua del musso sono stati abbeverati tutti gli alberi di Corso Europa allorchè, da poco piantumati, abbisognavano dell'intervento umano per non rinsecchire.
Guido, col musso, portava l'acqua dove non era ancora arrivato l'acquedotto ed ecco che, in alcuni posti, era conosciuto come un benefattore: dicevano i Birolo di Cà Negra: "Noi non siamo come voi in paese che avete la vasca da bagno. Noi ci laviamo in sei fratelli su un catino d'acqua; prima ci laviamo il viso tutti e sei e poi ci laviamo i piedi."

Giuseppe (Bepi) Granata lo guidò per circa un mese e mezzo quando Guido si ruppe un piede scendendo dalla cabina.
Guido era affezionato al suo mezzo e, per paura che qualche giovane scriteriato lo guidasse durante la sua infermità, fece quel tanto da riuscire a far condurre "il suo camion" dal cognato in cui riponeva estrema fiducia.
Un giorno, Bepi, mentre si stava recando a S.Pietro, fu colto da sete e decise di abbeverarsi con l'acqua che trasportava. Fermato il mezzo sull'argine dell'Adige scese per bere senza preoccuparsi di un carro trainato da un asino che stava sopraggiungendo.
L'asino, alla vista del mezzo, si imbizzarri e, tentando la fuga, urtò con il carro che trainava il rastrello inaffiatore rompendolo.
Bepi, a insaputa di tutti e per evitare brutte figure, si recò da un meccanico di biciclette di S.Pietro e riuscì a far aggiustare la barra inaffiatrice per mezzo di una saldatura durata, poi, per sempre.

Omero Badiale, ci dicono, fu il terzo e ultimo autista di questo mezzo.
Purtroppo di costui ignoriamo tutto; se qualcuno ha notizie da darci, lo ringraziamo.


...peccato che il "rastrello" innaffiatore sia andato distrutto

    
il Libretto di circolazione
nota: la data del 7 agosto 1972 quella del rilascio
di copia del libretto per deterioramento del precedente
     l'anno di prima immatricolazione è il...     1955
    
la sua ultima assicurazione...     5/7/1972
diciassette anni di "onorata carriera"
     poi, fino a poco tempo fa,
chiuso nei Magazzini Comunali, solo e abbandonato
    
ora venduto "forse per pochi denari"
ad una autodemolizione
     dove, per fortuna, hanno compreso il valore storico
del mezzo e non lo hanno demolito...
    
...e Lui è là che aspetta un amatore
che lo aggiunga alla propria collezione.
    
    
    
    
    
    
    
    
i tergicristalli erano applicati al vetro perchè...      ...i cristalli anteriori si aprivano a compasso
    
    
    
    
Secondo me fa parte della nostra storia.
Sarebbe bello poterlo recuperare e metterlo, protetto da intemperie e da vandali, sopra un piedestallo come usano fare in tante parti con locomotive, carrozze, aerei.
L'altro giorno, passando per la strada che porta in Romea, l'ho visto ed ho subito capito che era Lui, quel camion che, quand'ero piccolo, passava per la strada a bagnarla e noi ragazzi facevamo a gara a chi si avvicinava di più al getto d'acqua senza bagnarsi. Qualche volta Guido ci faceva lo scherzetto di aumentare improvvisamente il gettito d'acqua e allora... doccia per tutti!

Se vi capita di percorrere la strada che vi ho appena detto, in prossimità dell'autodemolizioni rallentate e guardate, è lì, vicino alla recinzione, si vede bene.



Questa foto ritrae El Musso con Guido Frazzetto (sulla destra) e Omero Badiale mentre stanno approvvigionando di acqua chi ne aveva bisogno; anche l'anno dello scatto ci è ignoto. (foto Avezzù)


El Musso mentre innaffia percorrendo una strada bianca. (foto Ferrarese)


Ringraziamo Duilio Avezzù e Rolando Ferrarese, proprietari delle foto, per avercele gentilmente concesse.


VAI A:      

Archivio Rolando Ferrarese       Cose rare e preziose       Home Page