Mi è stato proposto di dire "qualcosa" riguardo a Rottanova, che serva come presentazione al libro che sta per uscire in occasione dei 100 anni del suo campanile.
    Lo faccio volentieri come uno che, pur non essendo suo figlio in origine, vive nel cuore dei suoi abitanti.
    La "fraternità" è una caratteristica di Rottanova che ti avvicina e ti viene offerta per camminare insieme sulla strada della vita. Ringrazio il Signore per il grande dono che mi ha fatto - mettendo in atto il suo progetto - nel mandarmi ad esercitare il mio ministero sacerdotale di parroco in questa terra, presente agli occhi di Dio e al cuore di Padre.
    Ricordo bene la nomina di Parroco, ricorreva l'anno lontano 1975 nel mese di ottobre quando Sennen Corra', allora vescovo della nostra Diocesi, mi fece la proposta di diventare Parroco di Rottanova, non mi sembrava vero, tanta era la soddisfazione che provavo in quel momento per il mio nuovo incarico sacerdotale, mi sembrava di aver raggiunto il mio tanto sognato ideale.
    Non era più un sogno di attesa che svaniva al primo risveglio, ma una luce che illuminava il mio nuovo cammino. Il Signore mi chiamava ad una nuova missione per fare un po' di bene con responsabilità e amore.
    Il mio ministero sacerdotale mi fece subito capire che quella del prete è una vocazione del tutto singolare, che mi chiedeva di essere l'uomo della relazione della comunità, l'uomo delle cose Sante, speso per gli altri sull'esempio di Cristo. Allora ho cercato di andare incontro a tutti a cuore aperto, senza alcuna distinzione di colore.
    Per concludere questa mia apertura dirò qualcosa anche sul campanile: lo considero, in certo qual modo, l'emblema del paese, elevato al di sopra delle abitazioni con la sua cima svettante nel cielo, bene in vista anche dal visitatore lontano che viene chiamato a fargli visita di interesse, oltre che di curiosità. Proiettato da Don Floriano Antico, da farne un monumento d'arte, fu da Lui donato alla Parrocchia perchè esercitasse un nobile servizio alla Chiesa che vive a Rottanova.
    A completare tale opera, e rendere pienamente efficiente la sua solenne funzione, furono collocate le campane, così ben concertate, il cui suono crea una celestiale armonia che, giorno e notte assieme all'orologio, loda il Signore scandendo il ritmo de! tempo in canto e preghiera dei suoi fedeli.
    Questa breve narrazione ci dice un po' di storia che Rottanova ha già vissuto, a testimonianza del passato, e che ora chiede di essere continuata nel presente e nel futuro sul cammino di tutto il tempo necessario per il suo completamento.
Don Virgilio Poletto

    Il Comitato Cittadino di Rottanova, dei quale sono presidente, ha deciso di pubblicare un libro riguardante la storia del campanile della nostra frazione, nell'anno del centenario della ricostruzione. Impegno principale del Comitato è l'organizzazione e realizzazione di attività ludico/ricreative - come il Ferragosto, la gara interprovinciale di M.T.B., la Brusavecia - per dar vita alla nostra frazione, non tralasciando comunque iniziative culturali come mostre fotografiche e di pittura. Ogni attività è sempre rivolta sia ai più piccoli, con giochi sull'acqua, calcio e tennis, sia a un pubblico più adulto, al quale sono riservati il Palio del Campanile e serate di ballo liscio.
    Due principalmente sono i motivi che mi hanno spinto a proporre la realizzazione di questo libro.
    Primo (più importante): portare a conoscenza della nostra comunità ma non solo, la storia del campanile di Rottanova con documenti, foto, ufficiali e aneddoti raccolti dai nostri paesani più anziani e da chi è stato in contatto con la vicenda.
    Secondo (più frivolo ma vero): nello svolgere le mie attività, come presidente del Comitato Cittadino di Rottanova e come consigliere comunale, sono stato più volte tacciato dagli amici Cavarzerani di essere troppo Campanilista cioè di stravedere per la mia Frazione, (nel caso, orgoglioso di esserlo).
    Il lavoro è iniziato con una ricerca compiuta dalla dr.ssa Manuela Sgobbi, che grazie alle informazioni recuperate negli archivi storici parrocchiali, comunali e diocesani ha potuto iniziare la stesura dell'opera. Contemporaneamente, la dr.ssa Nicla Sguotti, si è occupata principalmente della parte storica tramandata a voce da chi è stato vicino alla vicenda. Da non tralasciare l'importante lavoro svolto da Simone Zanotto per l'impaginatura e la ricostruzione fotografica.
    Un grazie, da parte mia e del Comitato Cittadino di Rottanova a tutte le persone che hanno collaborato fornendo notizie e aneddoti per la completezza del nostro lavoro.
Il Presidente Garbin Graziano

Il campanile come messaggero
    La cultura cristiana ha mutato il modo di concepire ia storia. Questa non è più, come nei mondo classico, un semplice divenire cronologico di eventi ma diventa sentimento della memoria e forza della tradizione.
    Ogni comunità ha trovato nel campanile e nelle sue campane un segno di appartenenza al territorio affidatole dai padri. Le generazioni, nel loro succedersi, hanno confermato valori, vissuto eventi legati al suono delle medesime campane, siglando la comunità di passato, presente, futuro.
    La storia del campanile di Rottanova non è semplice cronaca ma evidenzia le caratteristiche culturali, riavvicina alla storia locale, fa riemergere particolari circostanze, ripresenta personaggi scomparsi, infonde un afflato religioso sulla intera collettività.
    In altre parole, ricostruisce la personalità storica della comunità in tutte le sue componenti sociali, politiche, culturali e soprattutto religiose.
    Si può affermare che gli uomini del tempo presente possono considerarsi dei giganti se maturano la coscienza storica di stare sulle spalle delle generazioni che li hanno preceduti.
    Ogni rivisitazione della memoria, accolta nel presente, fa giganteggiare una comunità.
    Il fatto che la piccola frazione di Rottanova abbia sentito questa esigenza ed abbia raccontato la storia del suo campanile come storia "umana", porta a meditare, porta la coscienza di ognuno a sentirsi un corpo solo col passato e col presente in una proiezione verso il futuro.
    Il campanile si pone come araldo, come custode e messaggero della storia fatta di memoria, di valori certi, di eventi festosi e luttuosi, cadenzati dal suono delle campane che scandiscono il tempo del lavoro e il tempo dello spirito.
    In una cultura in cui si evidenzia la dispersione delle radici cristiane e della memoria storica, campane e campanili possono ravvivare il senso di appartenenza di una collettività non tanto e non solo al territorio quanto ad un culto, ad una concezione della vita, ad una cultura.
    La storia di un campanile cosi concepita può essere di monito alle nuove generazioni, può indicare la via per il recupero di valori e di simboli, può ricordare la presenza di DIO, può evocare il ritmo del creato.
Prof. Fabrizio Zulian
Ass. alla cultura Comune di Cavarzere

Il perché del titolo
"IL FARO DELLA SPERANZA"

    Il campanilismo è il sentimento di legame della gente alla propria terra di origine. Lo si può interpretare in senso positivo, come sinonimo di "difesa delle tradizioni", ma spesso si manifesta nella rivalità, anche molto accesa, con i paesi vicini.
    Il termine deriva dalla parola campanile, perchè è proprio il campanile stesso a simboleggiare la divisione tra paesi, soprattutto le divisioni culturali, sociali e anche sportive tra piccoli paesi o province. Addirittura, all'interno di grandi città, la divisione avviene anche tra quartieri, dove come riferimento vi è sempre una chiesa ed ovviamente un campanile.
    Si presume che l'origine del termine derivi da un curioso aneddoto sulla rivalità fra due paesi limitrofi della provincia di Napoli: San Gennaro Vesuviano e Palma Campania. Il quadrante del campanile di San Gennaro Vesuviano che volgeva a levante (cioè verso Palma Campania) fu volutamente senza orologio, proprio perché i cittadini di Palma Campania non leggessero l'orario.
    Da sempre il campanile è il simbolo del paese in cui si trova, che ne segna la storia, scandendo con il suono delle proprie campane momenti di gioia e di dolore; per questo il campanile per un paese è un riferimento, un faro appunto, e come un faro illumina, con il suono delle proprie campane, l'abitato che lo circonda, infondendo speranza nei cuori di chi lo ascolta.

Simone Zanotto
(nato il 25 luglio 1975, nel corso di un temporale durante il quale un fulmine colpì il campanile)


CAMPANILE DI ROTTANOVA
Nel tempi andati,
con fatica di braccia,
il sagrestano le tue campane
faceva in lungo e il largo risuonare;
ora, ti sei ammodernato,
basta pigiar col dito
un semplice elettrico bottone
per muovere pure il campanone.
Tornando al paese, da lontano,
la tua imponenza vo a notare,
in questi luoghi, a te,
ben pochi si possono paragonare.
Maestria d'ingegneria
e duro lavoro manuale,
han fatto un campanile
di cui potersi vantare e compiacere;
il suono di tutti i tuoi rintocchi
diventa presto musica
e più gioioso il dì da celebrare.
Dall'alto, su di noi e campi e case
su chi lavora o riposa, sembri vigilare;
sovente con nuvole in cielo
t'immagino giocare e col tuo suono,
divertito, i colombi spaventare.
Così, mentre tutt'intorno il paese
man mano si rinnova,
orgogliosa sempre,
t'ascolto, ammiro e descrivo te
vecchio campanile di Rottanova.

Livia Bruson



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