Presentazione
    Ho letto con commozione il volumetto che don Vincenzo Tosello - non nuovo a questo genere di pubblicazioni - ha composto con passione e competenza sul Crocifisso di Cavarzere.
    Tutto è molto interessante:

    L’umiltà delle origini dell’imponente effigie scolpita dal povero “cannarolo” di Boscochiaro e la sua generosa donazione alla parrocchia di San Mauro in Cavarzere, avvenuta un secolo e mezzo fa;
    La devozione popolare che si è sviluppata;
    La profondità del Mistero della Croce, al quale il segno con la sua espressività efficacemente rimanda e introduce;
    La perenne attualità del messaggio, che la Chiesa proclama in ogni tempo e che Cavarzere si prepara ad accogliere nella “grande Missione” e nelle solenni celebrazioni dell’autunno 1986.

    Nel consegnare queste pagine a Cavarzere e a tutta la Chiesa Clodiense, esprimo la mia più viva gratitudine all’Autore, per il diligente lavoro di ricerca, per le profonde riflessioni teologiche, e per la passione pastorale che caratterizzano i cenni storici, le linee per una teologia della Croce, il capitolo su “il Crocifisso di Cavarzere oggi”.
    E auspico che, contemplando il grande Crocifisso e saldando la devozione popolare alla celebrazione liturgica, acquisti nuova profondità e più intenso fervore la nostra partecipazione al Mistero di Cristo, il cui amore spinto “fino all’estremo” (Gv. 13,1) ci rivela che “Dio è amore”. (I Gv. 4,8).

SENNEN CORRÀ Vescovo


    Ai lettori
    Esaurita la precedente edizione, “IL CROCEFISSO DI CAVARZERE”, curata da mons. Giuseppe Scarpa arciprete nel 1959, molte erano e sono le persone del paese e da città diverse, persino dall’estero, a chiedere la storia di questa Immagine e di quanto - bene documentato - è accaduto di straordinario, oggetto di venerazione.
    Sono stato sollecitato da molti a provvedere.
    Diventava allora dovere da parte mia, posto a guida della comunità parrocchiale, trasmettere, nel rispetto e fedeltà dei documenti originali ritrovati, senza forzatura alcuna ed in obbedienza ai decreti del Magistero, ciò che la storia aveva posto sulle mie mani.
    In vista delle feste giubilari del Crocifisso (il popolo lo chiama “nostro”) che si celebrano nell’ottobre 1986 - lo si festeggia in modo solenne ogni 25 anni con una processione di larga risonanza - ho preso la decisione di affidare il lavoro al carissimo confratello don Vincenzo Tosello direttore del settimanale diocesano “Nuova Scintilla”.
    Ritrovati i documenti, don Vincenzo nativo di Boscochiaro e quindi conterraneo di DOMENICO PANEGHETTI, soprannominato SClOSSEGO, umile scultore dell’opera, originario di Boscochiaro, con passione e, direi, con orgoglio sacerdotale, ha posto mano al lavoro.
    E uscita - a mio parere - un’edizione bene curata nelle tre parti distinte: storia, messaggio teologico, attualizzazione, dallo stile snello, appropriato, con servizio fotografico. Dalle pagine traspira l’animo e lo stile sacerdotale dell’autore.
    Senza dubbio il volumetto sarà gradito e letto ben volentieri da chi lo cercherà e lo avrà tra mano; sarà uno strumento di aiuto spirituale durante la Missione e le feste del Crocifisso per coglierne il messaggio.
    Gioiranno i miei predecessori, non ultimo mons. Giuseppe Scarpa, mio maestro ed affezionato Arciprete nella mia vita di ragazzo studente e chierico fino al sacerdozio, che nei 40 anni di suo ministero pastorale qui in S. Mauro aveva cercato, trovato ed ordinato i documenti relativi all’Immagine ed aveva pubblicato due edizioni della storia.
    Ringrazio don Vincenzo anche a nome della comunità parrocchiale di S. Mauro per l’ottimo servizio.
        Auguro che l’edizione sia diffusa ed, entrando nelle famiglie, accosti al mistero della Croce che è mistero di misericordia, redenzione, speranza e coraggio.
SAC. UMBERTO PAVAN Arciprete


    Introduzione
    Il desiderio di rievocare gli avvenimenti singolari che mobilitarono la vita religiosa e civile di Cavarzere sul finire del secolo scorso e nei decenni successivi, e insieme quello di ravvivare ed approfondire con solide motivazioni teologiche la fede nel mistero umano-divino della Crocifissione, stanno alla base di questo nostro lavoro, occasionato dal 150° anniversario degli eventi (donazione del Crocifisso al Duomo).
    La considerevole mole di documentazione autografa, manoscritta, dattiloscritta o stampata - di testimoni o di commentatori - che abbiamo potuto catalogare ed esaminare(¹) ci ha consentito di avere un’immagine completa dei fatti così come furono narrati in quegli anni e delle reazioni positive o negative da essi suscitate, anche se non ci ha certo permesso di poter esprimere un giudizio inequivocabile sulla natura “miracolosa” degli avvenimenti legati alla vicenda del Crocifisso cavarzerano, dal momento che ciò esula da una ricerca storica, trattandosi di elementi più propriamente spirituali e, vorremmo dire, metastorici.
    Del resto da un giudizio definitivo ci esime la stessa mancanza di un processo canonico sui “prodigi”, più volte auspicato dalle autorità religiose ma mai avviato(²). Peccherebbe comunque di superficialità chi intendesse liquidare seccamente come “storie d’altri tempi” l’intera vicenda: eventi prodigiosi si vanno infatti ripetendo in molte parti anche nei nostri anni e ad essi non pochi - con loro valide ragioni - danno grande credito.
    Val la pena dunque riandare a ciò che in modo profondo ha segnato la vita e la fede della terra cavarzerana e dei dintorni, facendo emergere gli aspetti più autentici di una religiosità popolare a volte avversata altre volte esaltata, ma rispondente tuttavia a un’ispirazione genuina dell’animo cristiano.
    Non è secondario rilevare - a conclusione di queste note introduttive - che perno di questa devozione è un mistero centrale della Redenzione cristiana: Gesù crocifisso. Se a lui gli avvenimenti in questione hanno fatto convergere gli sguardi e la fede di un popolo non può trattarsi che di cosa santa e valida, meritevole di riflessione e di una rinnovata memoria.

 

(¹) Vedi la documentazione completa in Appendice: pp. 145-146.
(²) La ricognizione canonica era nelle intenzioni dell’Arciprete e soprattutto del vescovo diocesano mons. Agostini, che più volte ne parla nei suoi scritti: cfr. POMATI A.: Relazione dell’Immagine del Ss. Crocifisso di Cavarzere, 20 aprile 1877 (ms. in Archivio arcipretale di Cavarzere: in calce a p. 10 compare la nota del Vescovo datata 15 maggio 1877), lettera di mons. Agostini a don Pomati datata Chioggia, 25 giugno 1873.


Alcune foto dal libro: (clicca sull'immagine per ingrandire)

            
Il Crocifisso di San Domenico a Chioggia              particolare del Crocifisso di San Domenico
            
Il Crocifisso di Paneghetti portato
in Processione il 23 ottobre 2011
             particolare del Crocifisso di Paneghetti


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