Questa ricerca su Cavarzere, sulle sue vicende civiche e in particolare religiose,
vuole essere un ulteriore contributo personale alla conoscenza di un paese le cui
antiche tradizioni trovano radici nel contesto della storia adriese e veneta.
Quello della sua gente è un cammino segnato spesso da lotte e sofferenze per la
vita e la sopravvivenza. Il suo significato non può essere ignorato, anche come
apporto ad un disegno storico pių ampio.
La conoscenza del passato di Cavarzere, del suo contributo alla affermazione di valori
di convivenza più civili e più morali può tornare utile come
strumento di promozione culturale dei suoi cittadini.
Arcaici e artificiosi paraventi e steccati hanno contribuito a far perdeie ai cittadini
di Cavarzere la conoscenza delle loro antichissime orėgini, che arrivano fino agli
Etruschi Adriesi e ai tempi di Roma.
Anche per la stretta parentela con le civiltà di Adria prima e di Venezia poi
Cavarzere non può essere relegata come paese al ruolo di Cenerentola.
La sua storia ci insegna che si tratta di una comunità di tutto rispetto; che
trasse origini in epoca ancora oscura e funesta per l'umanità, in una tenace
e continua lotta per sottrarre la terra alla palude e per difenderla con altrettanta
tenacia contro gli oppressori di ogni tempo.
La comprensione da parte dei giovani di quello che il loro paese è stato ed ha
rappresentato nel corso dei secoli deve suscitare in essi almeno uno spicchio di
orgoglio, essere di stimolo alla crescita e al futuro progresso.
Cavarzere è da sempre un paese battagliero; pronto ad insorgere in difesa della
sua matrice nativa, ma anche fiero dei suoi diritti fino alla patria contestazione.
Questo il motivo per cui la sua venezianità, la sua fedeltà non hanno
impedito l'accendersi di moti spontanei d'animo contro il "legittimo"
potere dominante quando si è trattato di difendere una sua prerogativa, un suo
diritto più o meno leso, o che come tale si presentava.
Anche l'eloquente e dotto
Cicerone usava parlare "pro domo sua". E'
opinione del resto, come sosteneva lo scrittore
Casimir Delavigne, che il
diritto stabilisce un sistema di rapporti che corrisponde all'equilibrio di forze
di una societā.
Non c'è da meravigliarsi se anche i Cavarzerani, a torto o a ragione, hanno
tentato o osato infrangere questo "equilibrio di forze" a proprio vantaggio.
Con questo spirito, con l'intento di fare cosa gradita ai concittadini, ho
sacrificato parte del mio tempo libero dai normali impegni di lavoro. E ad essi mi
affido per una lettura attenta, obiettiva.
Motivi economici mi hanno indotto a ridurre l'elaborato all'essenziale per quanto
concerne le parrocchie cavarzerane di minore importanza e le altre fuori comune, anche
se di antica istituzione e che per questo avrebbero meritato una più dettagliata
trattazione.
Ringrazio doverosamente quanti con la loro collaborazione, con il loro contributo o il
loro incitamento mi sono stati ancora una volta di valido aiuto in questo impegno. E
in particolare: le Amministrazioni comunali di Cavarzere e Chioggia, la Banca Popolare
di Padova Treviso Rovigo, l'Ufficio zona di Cavarzere dell'Unione provinciale
degli agricoltori, il Consorzio maiscoltori e cerealicoitori di Cona, Cavarzere e
Chioggia, la Cantina sociale di Cona e Cavarzere.
Mi scuso per gli inevitabili errori od omissioni in cui posso essere incorso nella
stesura del testo, frutto di svariate e impegnative consultazioni d'archivio,
bibliografiche e anche di materiale giornalistico.
Voglio comunque sperare di avere fatto il possibile per rendere agevole la lettura e
la comprensione del testo.