Dal libro...

    Conviene fermarsi qui. Iniziavano per Cavarzere tempi assai duri, che lo avrebbero portato di lì a poco ad essere per cinque lunghi anni un paese di frontiera suddiviso fra due potenze, Austria e Francia, in perenne lotta fra di loro. Alluvioni, epidemie, miseria, truppe d'occupazione acquartierate in armi su entrambe le sponde del fiume: ecco ciò che attendeva il paese. Nel gennaio del 1801, dopo la vittoria di Marengo, i soldati di cavalleria del generale francese Kellermann arrivarono anche da noi e occuparono tutto il territorio comunale, abbandonato dagli Austriaci in ritirata. In seguito alla pace di Luneville (9 febbraio 1801), che poneva l'Adige a confine fra la Repubblica Cisalpina e la parte del Veneto che restava all'Austria, i Francesi cominciarono a ripiegare alla destra del fiume. Si trascinavano dietro i bovini razziati nelle stalle alla sinistra per non lasciarli agli avversari. Ad ogni modo, se i proprietari lo avessero voluto, avrebbero potuto riscattare il bestiame: bastava pagare tre luigi d'oro per ogni capo, e questo dopo le non indifferenti somme che avevano dovuto sborsare per le contribuzioni imposte dagli ufficiali di Napoleone. Si era ai primi d'aprile del 1801. Una Comunità unita per secoli si trovò dall'oggi al domani spaccata in due. Ormai si doveva parlare di un Cavarzere Destro e di un Cavarzere Sinistro, il primo nella Repubblica Cisalpina sotto la Francia, il secondo sotto l'imperatore Francesco II. Fu quello un anno che la gente ricordò a lungo. Gli abitanti della fascia compresa fra Adige e Gorzone (quasi 2 mila, nella massima parte miserabilissimi, tutti pescatori, cannaroli o lavoranti di campagna, a riserva di cinque o sei famiglie di civil condizione) si trovarono subito a mal partito. Alla destra erano rimasti gli uffici municipali, la scuola, i rappresentanti dell'intera Comunità ai quali spettava invigilare all'ordine, al provvedimento, alla tranquillità. Poco male che ci fossero rimaste le prigioni (che erano piene), purtroppo v'era restato anche il magazzino del fontico, con quel po' di granoturco salvatosi dopo mesi di continui passaggi di truppe i cui ufficiali, ora in tedesco ora in francese, avevano ugualmente preteso che venissero sfamate. Alla sinistra c'erano i forni e pressoché tutti i...

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