il libro
La storia del tuo paese

di Carlo Frigato

disegni di Romano Cavallaro

Carlo Frigato
Veneziano (di Mestre) fu Direttore didattico delle scuole elementari tanti anni fa...
di lui non sappiamo altro.
Chi è in grado di inviarci informazioni, lo faccia - per cortesia - a mezzo di una e-mail a .
Grazie, Flavio


Presentazione
      Questo libretto non ha pretesa alcuna. Vuol soltanto diffondere, in forma facile e accessibile a tutti, grandi e piccini, alcune notizie sulle vicende che toccarono Cavarzere nei secoli trascorsi.
      Il racconto va dalle origini ai primi decenni dell'800. Si ferma quando la storia di Cavarzere, per la caduta della Repubblica di Venezia e per la scomparsa della palude, cambia il suo corso.
      Per non impegnarmi troppo nel tempo, non potei ricorrere a larghe e approfondite consultazioni, che del resto il genere del racconto non richiede. Mi furono ad ogni modo preziosi il Sanudo, il Battistella e, sopra ogni altri, il Bullo. Potei con essi ricavare un racconto che non è semplice aneddotica, nè arida storia.
      Dire degli anni che seguirono è cosa complessa assai, e per la necessità di una ricerca che non comporti omissioni, e per l'esistenza di un materiale sparso ed eterogeneo.
      Tra i giovani, che ormai numerosi in Cavarzere attendono allo studio, non manchi chi da questo modesto lavoro trarrà motivo per studiare e riferire più validamente sull'argomento trattato.
      Ringrazio il prof. Molinelli, che mi suggerì l'opera, e il Comune di Cavarzere nonché la Banca Agricola per il loro concorso al finanziamento.

Cavarzere, 30 Aprile 1955

Carlo Frigato


Preghiera
(pronunciata dai bimbi di Cavarzere di ritorno alle loro case dopo l'alluvione dl '51)


Indice


alcuni brani dal libro

Le origini
Tanti anni or sono, oltre mille, molti popoli che vivevano male, in terre aride, battute dai freddi venti del nord, si misero in cammino verso il sole.
Erano uomini robusti, di poche parole, dalle lunghe barbe, armati di lance e di spade da far paura. Portavano con loro donne e bambini, carri ed animali. Nessuno li fermava, camminavano notte e giorno, attraverso monti e valli, senza badare alle strade.
Un re era sempre il loro capo: il più forte, il più bravo, il più furbo. Un uomo che aveva una forza misteriosa, che quando andava a cavallo era tuttuno con l'animale, e con la voce forte come quella di un tuono, metteva il fuoco nel sangue dei suoi uomini.
Superate le Alpi, essi sentivano più caldo il bacio del sole e pieni d'entusiasmo marciavano lungo il corso dei fiumi veneti, ove pacifiche popolazioni vivevano riunite in belle borgate. Al loro apparire era un fuggi-fuggi generale! A tali uomini non si poteva resistere. Bisognava lasciarli andare dove il nome di Roma li chiamava.
In fretta le genti di Aquileia e di Grado si rifugiarono nelle isole della laguna veneta. A quelle del Padovano non rimase che correre lungo la riva destra del Brenta e scendere verso il mare nella speranza di trovare un po' d'acqua che li separasse dal pericolo; purtroppo le isole della laguna erano piene zeppe di profughi. Passarono il Brenta e il Bacchiglione. Col fiato in gola arrivarono all'Adige proprio dove cominciava una palude senza confini, piena di zanzare e di rane. Era la salvezza!
1 barbari non si sarebbero spinti da quelle parti!
"Benissimo - disse uno dei più svelti tra quei poveri diavoli. - Fermiamoci qui. Anzi passiamo questo gran fiume; di là non verranno certamente".
In breve fu approntata una zattera e due animosi si spinsero all'altra riva, donde ritornarono quasi subito trionfanti e gridando: "Abbiamo trovato un luogo che fa per noi. Nella curva del fiume, in un posto elevato, c'è come una isola in mezzo alla palude. Là sistemeremo le nostre baracche e staremo a vedere".
Così in poco tempo uomini, donne e bambini misero insieme le loro robe dove l'argine naturale del fiume si incava e si innalza come una specie di promontorio; e a " cao d'arzere ", capo d'argine, ebbe vita Cavarzere, il tuo paese.


La Torre delle Bebbe
Se tu vai a Chioggia, noterai prima di attraversare il Brenta e il Bacchiglione, i ruderi di una torre: la Torre delle Bebbe, chiamata cosi dal nome di alcuni canali che vi passavano vicino.
La Torre delle Bebbe fu teatro della guerra di Chioggia e ad essa è strettamente collegata la storia di Cavarzere e quella di Loreo. Se cadevano la Torre delle Bebbe e il castello di Loreo, Cavarzere non poteva resistere.
Sicché conquistata dai Genovesi Chioggia, espugnata Loreo, caduta in mano nemica la Torre delle Bebbe, Cavarzere dovette arrendersi.
Però Venezia si riprese presto. In una stupenda giornata di giugno - un anno dopo soltanto il Doge rientra trionfalmente in Chioggia e l'esercito veneziano si porta subito sotto la Torre delle Bebbe.
Qui non si vuol cedere. "Arrendetevi! Arrendetevi! " gridano i lagunari.
" Fatevi pure avanti - è la risposta - che abbiamo pane caldo da offrirvi ", e giù colpi di bombarde e nugoli di frecce.
Allora un certo Vincenzo, veneziano, costruisce un grande gatto di legno, e riempito di soldati te lo fa trascinare fin sotto la Torre, a lanciare dardi, palle di ferro e di fuoco.
Gli assaliti tentano di spegnere i fuochi che piovono sulla torre; ma invano. Una palla di pece ardente cade sul tetto. In un baleno il fortilizio si incendia e il soffitto crolla sulla lesta dei difensori, schiacciandoli. E' la fìne. I superstiti devono fuggire e molti annegano miseramente nei canali e nelle paludi circostanti.
L'esercito veneziano avanza e, dopo pochi giorni, in una calda giornata di agosto del 1381, Cavar- zere viene liberata.


Una svolta nella storia
In una sera di venerdì santo, mentre il cielo si punteggiava di stelle, alcuni conladini delle Bebbe videro uscire dalla torre, ormai diroccata, una processione di frati in sommessa preghiera. Alla luce dei ceri girarono attorno ai ruderi e scomparvero.


videro uscire dalla torre una processione di frati...

Sono - dissero - le ombre degli antichi monaci che ogni anno ritornano ad implorare il Signore per le anime dei guerrieri caduti, in tante guerre, presso la torre delle Bebbe. E nelle vicinanze della torre furono sempre squallore e solitudine.
Nei tre secoli di pace che seguirono alle lotte e alle guerre, la popolazione cavarzerana, aiutata dal senato veneziano, potè attendere a incanalare le acque e a regolare i fiumi. In breve tempo la parte alta del territorio ridivenne fertile e abbondante di raccolti.
Le case di questi paesi non mancarono però di veder più volte irrompere, tra i loro muri, le acque del Po e dell'Adige. Nè mancò qualche scossa di terremoto che le fece sussultare e qualcuna crollare.
Schiere d'armati si videro sfilare ancora una volta sugli argini dei grandi fiumi, Passò nell'agosto del 1706, l'esercito di Eugenio di Savoia che, proteggendosi il fianco dal corso dell'Adige e del Po, correva in aiuto di Torino, assediata dai Francesi e dove Pietro Micca saltava in aria per salvare la città.
Mentre il popolo italiano viveva pigramente in servitù, si preparavano grandi avvenimenti.
A Parigi scoppiava una rivoluzione che faceva tremare il mondo fin nelle fondamenta. Nè usì Napoleone, che con i suoi soldati buttò all'aria la carta geografica dell'Europa, e seppellì, con un tratto di penna, la Repubblica di Venezia.
I soldati francesi riportarono, per l'ultima volta nella storia, rumore d'armi e grida di combattenti fin sotto la Torre delle Bebbe, ove si scontrarono con gli Austriaci. Giunsero presto a Cavarzere, e, siccome volevano far sempre qualcosa di nuovo, divisero il paese in due parti: la sinistra, sorta da poco, fu assegnata all'Austria, l'altra, quella sulla riva destra dell'Adige, alla Repubblica Cisalpina.


Scompare il Vagantivo
La macchina a vapore fece finalmente compiere un decisivo passo in avanti all'opera di bonifica. Più tardi il motore a scoppio, e soprattutto l'energia elettrica, risolveranno completamente il problema degli asciugamenti, cosi chiamati dai valorosi di cento anni or sono, che, con la sola forza delle braccia, tentarono di strappare alle fluttuanti ed estese acque del mare e dei fiumi la terra necessaria alla vita.


I valorosi che, con la sola forza delle braccia,
tentarono di strappare al mare la terra

Questa storia non consente di descrivere le fasi successive di una cosi grande opera di bonifica, che non ha nulla da invidiare ai famosi lavori di difesa del mare, compiuti, sulle coste dei paesi nordici, dai Belgi e dagli Olandesi.
E il diritto di vagare liberamente nelle valli a raccogliere i frutti della caccia e della pesca e a tagliare erbe palustri dei fertili cuori, affioranti sulla superfìcie delle acque? Asciugata la terra, se ne avevano i limiti e stabiliti i limiti, sorgeva l'altro diritto della proprietà. Si può vagare liberamente sulla terra comune a tutti, non su quella degli altri. Ne veniva che con la bonifica e con il diritto alla proprietà, il famoso vagantivo non poteva più sussistere.
Ma, ancora una volta, come novecento anni prima, i Cavarzerani si ribellarono. A gruppi organizzati, chiamati "comunisti" perchè volevano la terra in comune, lottarono vivacemente per salvare il diritto del vagantivo. Fu loro capo certo Sante Guarnieri che venne a conflitto con i proprietari e, più volte, fece invadere le loro terre.
Non c'era nulla da fare però: scomparsa la palude, scompariva il vagantivo. Nel 1857 il tribunale di Venezia sentenziò che "il vagare continuo ed il calpestare delle bestie danneggiano oltremodo i prodotti al suolo".
Nel 1861, il 18 luglio, la Luogotenenza Austriaca del Regno Lombardo Veneto rendeva noto che "tutti i fondi bonificati e messi a coltura sono liberi dall'onere del vagantivo" e poiché con quei signori non c'era da scherzare, l'ordine fu eseguito e il vagantivo sparì.
Unico ricordo è la voglia che conservano tuttora i Cavarzerani di cacciare e di pescare, senza troppo preoccuparsi, delle leggi e della proprietà.


Speranze
La storia di Cavarzere cambia quindi il suo carattere non solo con la scomparsa della Repubblica Veneta, ma anche con quella successiva della palude. E' una storia che ha lasciato, nel suo corso, pochi segni d'opere, perchè limitata in tanti secoli al borgo isolato tra le acque.
Bonificata la terra, segue ora la non meno dura fatica di renderla accogliente affinchè anche gli uomini siano buoni e generosi. Chiese, strade, ponti, scuole, case sorgono laddove, non molti anni or sono stavano gli insidiosi terreni e le livide acque della palude. La malaria, questa malattia che nella parte bassa del comune, tormentò tanti Cavarzérani, non è che un triste ricordo dei più vecchi. Anche la pellagra è scomparsa del tutto.
I duri bombardamenti del '45 e la grande alluvione del '51 fecero momentaneamente sostare l'ascesa del paese, ma diedero nuove energie.
La guerra dimostrò che una nuova via era aperta dal sud al nord d'Italia; le truppe tedesche nel ritirarsi, videro nella direttiva di Cavarzere la strada più breve, e, proprio a Cavarzere, gli. aerei americani fermarono i tedeschi contro gli argini dell'Adige.
Cavarzere è, dunque, un centro di traffici importante; per il tuo paese passano i commerci tra il basso Polesine e Padova - Venezia.
I1 prosciugamento delle valli di Comacchio li renderà più intensi. La costruzione, a pochi chilometri di distanza, dalla via Romea, che congiungerà Trieste a Ravenna e a Ferrara, farà sentire il suo benefico influsso.
La riforma agraria, ora agli inizi, eliminerà il latifondo, e la terra sarà patrimonio d'un maggior numero di cittadini e non di pochi soltanto. Il forte movimento migratorio in atto, pur privando il paese dei più volonterosi, diminuisce la pressione del bracciantato senza lavoro, che, peraltro, potrebbe venir assorbito da una maggiore attività industriale.
La locale industria saccarifera, fonte di vita per tante famiglie, pare ulteriormente estendersi e dare così al paese nuove risorse. La scuola e i corsi di specializzazione aumenteranno certamente le possibilità di guadagno da parte di tutti ed eleveranno moralmente la popolazione.
Cavarzere, per il suo passalo a volte turbolento nelle lotte, a volte triste nelle miserie spesso non ebbe vita felice. Ma l'avvenire promette buone cose, che il popolo merita.


La locale industria saccarifera pare ulteriormente estendersi...




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