INCURIA
Aree abbandonate al degrado un po' ovunque
Problemi di salute e decoro
da un articolo su Nuova Scintilla(1) di Rolando Ferrarese
[ (1) Nuova Scintilla n. 33 del 11 settembre 2016 ]
clicca sulle immagini per ingrandire - Foto di Rolando Ferrarese
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte e l'autore in caso di utilizzo pubblico)


Terreni abbandonati e incolti, pieni di sterpaglie, orti e giardini dismessi, con annesse abitazioni decadenti, disabitate anche da anni e ormai ricoperte di piante rampicanti?
Il Comune contermine di Chioggia insegna: con una recente ordinanza sindacale è stato imposto ai proprietari di ripulire i luoghi incolti, a proprie spese, sia per il decoro cittadino che per evitare eventuali pericoli e, se del caso, snidare animali la cui presenza può nuocere alla salute umana.
E a Cavarzere cosa si fa a questo proposito? Poco o niente, nonostante i solleciti non siano mancati, anche da parte nostra.
Come dimostrano le ancora tante presenze "ingombranti" e poco decorose che resistono pure ai vari ricambi amministrativi comunali.
Inutile sottolineare che ci sono anche luoghi immondi, alimentati dall'abbandono, da parte di ineducati cittadini, di rifiuti organici un po' dovunque, e che "richiamano" la presenza della "pantegane", anche nelle vicinanze di scuole e asili: problema che non si risolve con la posa di trappole, come sinora si è fatto, ma con una severa campagna di disinfestazione e la posa di telecamere, come si è fatto già in qualche parte del Comune, comminando sanzioni da € 100 a € 160; sifonando inoltre un po' dappertutto i tanti pozzetti degli scarichi urbani, non di rado intasati, con acque stagnanti, putride e maleodoranti (che si avvertono nella stagione calda).

Pulizia, decoro e salute sono le tre componenti di un paese che si rispetti e che voglia apparire tale anche agli occhi dei forestieri, che si vuole richiamare numerosi nella stagione estiva con gli spettacoli e con le manifestazioni pubbliche in genere.
Un altro urgente problema che deve essere affrontato, e per il decoro e la salute pubblica, è ancora l'abbondante esistenza, un po' dovunque, di eternit (materiale che, come dice la parola, avrebbe dovuto durare in eterno): composto un tempo in uso per le costruzioni, duro e leggero, adoperato in particolare per le coperture, lastre, tubi (anche fibrocemento), la cui composizione è destinata a deteriorarsi vieppiù nel tempo, ai danni degli organi respiratori umani, dando luogo a malformazioni tumorali spesso mortali.
Tutti problemi o questioni, quelli elencati che, stante l'inerzia dei privati interessati, devono essere risolti, se si rendesse necessario, procedendo d'autorità, con un appalto delle opere e dei lavori occorrenti, a base d'asta; e poi imponendo il rimborso delle spese necessarie ai contravventori degli obblighi di legge in materia.
Ma tante aree abbandonate all'incuria (dopo la crisi edilizia dovuta anche al decremento della popolazione) potrebbero benissimo essere recuperate e destinate a spazi di pubblica utilità: zone verdi e giardini (sempre che i proprietari non vogliano destinarle all'agricoltura), cosa di cui a Cavarzere da tempo di avverte la necessità, specialmente durante la calura, in qualche quartiere dove l'intensa edificazione e la cementificazione associati sembrano aver fatto "terra bruciata"; in barba al rispetto di ogni regola di salutare convivenza civile. E questo in un paese preminentemente agricolo, dove non si può dire che gli spazi che si potrebbero adibire a verde pubblico siano proprio carenti.
È vero, c'è anche un grande giardino pubblico, esistente da anni, nell'ex zona di Piantolle. Ma a che serve se si tiene chiuso l'accesso per mancanza di un custode?
Altro problema da risolvere anche per valorizzare il passeggio estivo e l'intrattenimento giocoso dei bambini.

R. Ferrarese

    
    


Nelle immagini qui sotto, realizzate da Cavarzereinfiera, vediamo un panorama uguale alle altre, per quanto riguarda l'incuria, ma diverso per i risvolti negativi dell'erba incolta che invade anche la strada creando non solo disagio ma anche danni cui dovrà sopperire il Comune e quindi con fondi pubblici (come già avvenuto).