
Filippo Greggio
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| | Luned́ 23 Gennaio 2012, | È scontro tra gli abitanti di San Pietro di Cavarzere e l'Amministrazione Tommasi. Oggetto della discordia il nuovo piano delle alienazioni approvato alla fine del 2011. Le casse del Comune piangono e per far fronte alla crisi finanziaria, è stata messa in vendita buona parte del patrimonio comunale. Tra i beni finiti all'asta anche le scuole elementari della frazione ormai dismesse. Lo stabile, secondo gli abitanti, potrebbe diventare il polo dei servizi della zona, ospitando le poste, il medico di base e la farmacia che oggi sono in spazi sempre del Comune, ma vetusti e non conformi alle normative. Un edificio che diventerebbe punto di riferimento anche per le località di Dolfina e san Gaetano, centri urbani che distano più di dieci chilometri dal centro. La notizia della vendita ha messo in allarme i cittadini che in meno di due settimane hanno raccolto più di duecento firme, per chiedere al sindaco Tommasi un dietrofront. «È una scelta che va contro ogni logica - affermano Amedeo Bernello, Pdl e Francesco Giuriato, Udc - mettere in vendita le scuole vuol dire privare la frazione del suo unico centro servizi. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha appena inviato al Comune 240mila euro da investire negli istituti scolastici, 40mila erano destinati alla scuola di San Pietro. I cittadini vogliono un segno di responsabilità dalla maggioranza». L'obbiettivo è impedire la vendita delle scuole, visto che, come sostengono molti, non porterebbe grandi introiti al Comune. «Vogliamo che la somma destinata a San Pietro sia usata per ristrutturare l'edificio, perché diventi il centro della vita culturale delle frazioni a est della città». Sembra che la scelta di mettere in vendita le scuole abbia suscitato qualche malumore anche tra i banchi della maggioranza. Non è escluso che la protesta dei cittadini non si fermi qui e scenda direttemente in piazza. © riproduzione riservata
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