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CAVARZERE Il caso del disabile 12enne
«Ora dall’Asl 14
non vogliamo più nulla»

Marted́ 7 Febbraio 2012,
CAVARZERE - «D'ora in poi mi arrangio. E invito i dirigenti dell'Asl 14 a non presentarsi neppure alla porta di casa mia». A tanto è arrivata la sfiducia nelle istituzioni di F.L., padre di un ragazzino dodicenne costretto a lottare non solo contro la sua malattia, ma anche contro la macchina della burocrazia. Nel 2011 la famiglia, vista l'impossibilità del figlio a camminare, aveva fatto richiesta all'Asl di un montascale. Ma il via libera per installarlo non è mai arrivato. «Secondo i medici - spiega il papà - non è possibile procedere con le pratiche finché non arriva la diagnosi che accerta la distrofia».
      Le preoccupazioni vanno oltre. A scuola il ragazzo è aiutato dall'assistente per soli venti minuti al giorno. «Non sappiamo ancora da cosa dipenda questo blocco motorio», dice il padre. Tutto questo avviene nonostante i fatti siano evidenti: il bambino non cammina e va preso in braccio per ogni spostamento, oltre ad essere affetto da altri gravi problemi. Una mano alla famiglia la sta dando la Uildm di Venezia (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare). «Le scelte che sta operando l’Asl 14 lasciano a dir poco sbalorditi - commenta Gianfranco Bastianello, vicepresidente della Uildm - Se è stata concessa la carrozzina al ragazzo, non si capisce perché ora si neghi il montascale. È uno strumento che deve essere dato a chi non cammina, non servono altri accertamenti. Il montascale è correlato alla sedia a rotelle, perché cosa me ne faccio di questa se abito al primo piano? Il dato oggettivo è che il bambino non cammina». Bastianello, convinto che il disagio non possa durare oltre, ha provveduto a consegnare gratuitamente alla famiglia l'apparecchio.
      Filippo Greggio
     
     
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