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Giovedì 9 Febbraio 2012,
Il vento si è materializzato con raffiche terribili. Quasi 81 km all’ora negli spazi aperti. Insomma, roba da Guinness dei primati. Eppure l’altra notte è stato così. E ai molti passanti, che nelle ore serali, si sono trovati a transitare per calli e campi, non è restato altro che... rischiare grosso tra pezzi di intonaco o addirittura vasi da fiori che precipitavano in calle. Senza contare pezzi di tegole "svolazzanti". E a farne le spese è stato, per fortuna, un solo passante, che l’altra mattina, in calle Goldoni, è stato sfiorato dai calcinacci di una parte di intonaco. Per lui, una lieve ferita. Sul posto, è giunta una squadra di Vigili del Fuoco, che ha provveduto a mettere in sicurezza la parete a spazzare i masegni, recintando parzialmente l’area al transito pedonale.
      E anche il "Toro", icona del Carnevale 2012, posizionato alla Punta della Dogana, ha fatto i conti con il maltempo e la bora. Infatti, l’animale creato dalla fantasia dell’artista Guerrino Lovato, è stato colpito dalle raffiche tanto che si è "coricato" su se stesso, senza però danneggiarsi pesantemente. L’«animale», alto 9 metri, è stato comunque trasferito in un capannone per essere sistemato e con ogni probabilità verrà risistemato, maltempo permettendo, nei prossimi giorni.
      Ma oltre a questo intervento, molti altri sono stati compiuti dai pompieri nelle ultime 48 o 24 ore. L’intervento più delicato è stato compiuto alla Giudecca dove il vento ha scoperchiato un edificio in disuso nella zona dell’ex Scalera. Parte delle coperture, in profilato di fibrocemento, sono volate via, senza produrre danni a cose e tantomeno persone nei paraggi.
      Molti "micro-interventi" sono stati effettuati per mettere in sicurezza o sradicare antenne piegate dal vento e pericolanti; comignoli "feriti" dalle folate di vento così come parecchi lucernari. In alcuni casi sono stati fatti sopralluoghi su tetti che, nella nottata precedente, erano stato danneggiati. Messi in sicurezza anche molti "scuri" alle finestre penzolanti nel vuoto o che il vento aveva divelto. Infine va registrata la protesta dei dipendenti della Soprintendenza ai Beni artistici, che attraverso la Uil-Pa, ha inviato una lettera alla soprintendente Renata Codello per chiedere un rapido intervento all’impianto di riscaldamento viste le temperature polari tra 5 e 10 gradi negli uffici.
      E solo il destino ha evitato una tragedia l’altra notte. Un uomo aveva appena finito il turno, martedì sera, a San Marco e stava rientrando a casa, a Burano, quando all'altezza del ristorante «A la vecia cavana» ha sentito un forte rumore: l'insegna del locale si è staccata all'improvviso a causa delle forti raffiche di bora ed è finita a un metro di distanza dai suoi piedi. A raccontare la vicenda è Filippo Lazzarini. «L'insegna peserà trenta chili - spiega - la fatalità ha voluto che una raffica di vento rallentasse il mio passo proprio in quel momento altrimenti ci sarei finito sotto». Ieri mattina Lazzarini è passato davanti al noto ristorante e il titolare si è scusato per l'incidente. La tappa successiva, tuttavia, è stata una chiesa, dove Lazzarini ha acceso un bel cero per ringraziare dello scampato pericolo.
      (ha collaborato
     
      Manuela Lamberti)