
Il cancro dellantisemitismo
| | Discriminazioni storiche e religiose superate con generosità e tolleranza |
| | Venerd́ 27 Gennaio 2012, | "Furono gli ebrei a uccidere Gesù". Per secoli, questa frase giustificò (!) le discriminazioni verso il popolo ebraico, e costituì lhumus per lantisemitismo che sfociò nelle persecuzioni e lannientamento architettati da Hitler e dai suoi accoliti. Anche Rovigo, come gran parte dEuropa fino agli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso, era arricchita da una comunità israelitica che incise nella sua evoluzione socioeconomica. Eppure le più antiche leggi statutarie della città includevano un articolo "contra fornicatione inter Judaeum et Christianam". Gli ebrei dediti ai prestiti, alla produzione e al commercio dei filati, giunsero a Rovigo alla fine del Trecento, allorchè leconomia agricola cedette spazi ai commerci. Già alla fine del Cinquecento essi erano piuttosto numerosi. Il ghetto entro cui richiuderli alla notte sorse il 4 novembre 1612 quando venne deliberata la separazione fra "le abitazioni degli Ebrei da quelle de Christiani", ma il seguito è significativo: "eccettuati i banchieri e le loro famiglie" (la forza del denaro!). Nel 1629 fu ordinato di erigere la sinagoga più lontano dal centro. Eppure il potere ecclesiastico e civile si continuò a servire di loro: nel 1701 i banchieri ebrei prestarono 1200 ducati alla città. Ma, allo scopo di favorire i concorrenti cristiani di Padova, la Serenissima penalizzò con dazi i rodigini infliggendo un duro colpo alleconomia locale. Nonostante ciò, i cittadini si mostrarono tolleranti. Gli invasori francesi portarono almeno una ventata laica ed egualitaria e consentirono lapertura del ghetto. Verso il 1870 la comunità ebraica rodigina raggiunge il massimo numero anche per lafflusso negli anni precedentidallo Stato pontificio in cui erano state reimposte le antiche restrizioni. Tra le famiglie illustri di Rovigo di origine ebraica cerano banchieri, medici, gli Ancona, i Ravenna, i Consigli, i Luzzatto, i Modena, personaggi come Giacomo Levi Civita, medaglia doro a Bezzecca e sindaco di Padova, Cesare Parenzo, volontario garibaldino e senatore. A inizio del XX secolo, la presenza ebraica in città, che aveva superato quota 400, si ridusse per lattrazione dei centri più grandi come Bologna, Milano e Roma. La comunità, ridotta a un centinaio di persone, e il ghetto, fatiscente e demolito in gran parte per far posto a piazza Roma, cessarono di esistere negli anni Trenta. Con i marmi del Tempio del 1859 fu costruita la nuova sinagoga in via Filippo Corridoni. Nel 38 le leggi razziali volute da Mussolini furono solo il prodromo delle persecuzioni durante loccupazione nazifascista. Diversi polesani, e anche alcuni sacerdoti, si prodigarono per aiutare gli ebrei rimasti o di passaggio. Emblematici i casi della famiglia Hass ospitata e salvata a Castelmassa, o dei coniugi Feigl-Laufer a Canaro. Il segno che, più delle leggi odiose e delle divisioni tra religioni, la convivenza e laccoglienza, spesso, e fortunatamente, albergano solide tra i polesani. © riproduzione riservata
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