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ROVIGO Si profila un’inchiesta per il decesso di una maestra veneziana nell’ospedale polesano
Donna muore dopo una dose di chemio
I familiari accusano: «Trascurata al Pronto soccorso, gli infermieri guardavano la televisione»

Domenica 19 Febbraio 2012,
I dolori addominali dopo una chemioterapia eseguita a Padova. Poi, al pronto soccorso di Rovigo, ore d’attesa in barella, tra infermieri distratti dalla tivù. Quindi le cure, in ambulatorio, con un clistere. Prima di una tac e una nuova attesa durata tutta la notte. Infine, il giorno dopo, l’operazione e il ricovero in Rianimazione. E la morte, avvenuta mercoledì scorso.
      I familiari di Carla Pilotto, maestra di 52 anni di Cavarzere, ieri hanno pianto al funerale la loro congiunta ma ora chiedono chiarezza. A breve arriverà l’esito dell’esame autoptico per conoscere le cause del decesso, ma intanto denunciano ai giornali quella che secondo loro è stata una sequela di episodi di malasanità. È stata lasciata sola, secondo la figlia Giulia Quaglia e la sorella Annalisa Pilotto, ad affrontare le conseguenze di un trattamento chemioterapico forse troppo aggressivo e infine trascurata al pronto soccorso di Rovigo. Con un finale tragico: decesso per le conseguenze di un infarto intestinale e shock settico.
      Carla, madre di due figli e maestra alle scuole primarie di Pettorazza Grimani, era da tempo affetta a un carcinoma al seno ma ha lavorato fino a Natale. In gennaio si è affidata alle cure dell’Istituto oncologico di Padova per alcune sedute di chemioterapia. Il 28 gennaio è stata colta da forti dolori addominali. Era un sabato e forse per questo nessuno ha risposto ai numeri che le erano stati forniti per l’emergenza. A quel punto i suoi familiari hanno deciso di portarla al pronto soccorso di Rovigo, dove è iniziato il calvario.
      «Ha dovuto aspettare più di un’ora prima di essere visitata la prima volta - dice la figlia Giulia Quaglia -. Urlava a causa delle fitte, ma gli infermieri facevano passare pazienti con patologie meno urgenti, come tagli superficiali. Abbiamo cercato di farci sentire, ma il personale continuava a seguire i programmi televisivi».
      Alla fine la donna è stata visitata nell’ambulatorio, dove le è stato somministrato un clistere. Quindi altre due ore di attesa per la Tac. E infine la notte intera in barella. Era sabato. Solo alle 9 del mattino dopo, all’arrivo dei chirurghi, la maestra è stata operata per sospetta peritonite. Le sue condizioni però erano già molto gravi ed è stata ricoverata in rianimazione. E il 15 febbraio è morta.
      Dall'ospedale di Rovigo nessuna replica. Da Padova Angelo Panozzo, responsabile della Farmacovigilanza dell’Istituto oncologico, spiega di essersi subito attivato non appena segnalato il ricovero della paziente per un problema di ischemia intestinale: «La quantità di farmaci somministrata è corretta come dosaggio, ma gravi reazioni alla chemioterapia possono accadere. In Italia cinque i casi di decesso da gennaio ad oggi».
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