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Marted́ 17 Gennaio 2012,
CAVARZERE - Rinchiuso in casa dalla burocrazia. È la triste storia di Giovanni, nome di fantasia di un undicenne cavarzerano affetto da gravi problemi motori. A denunciare il fatto è il padre, F.L., deluso dai continui rimpalli di responsabilità tra enti. La famiglia abita al primo piano di un alloggio Ater, impossibile per Giovanni scendere le scale da solo: deve essere preso in braccio e con mille precauzioni portato fino al pian terreno. Ogni giorno per andare a scuola, a fare le visite o semplicemente per prendere un po’ d'aria, il problema si ripete: su è giù per quelle scale in braccio del papà, l'unico capace di far fronte al gravoso onere. Ma quando non c'è lui il bambino, che pesa oltre settanta chili e da maggio 2011 non riesce più a camminare, è costretto a rimanere in casa, a saltare anche la scuola, perdendo ogni contatto con i coetanei.
      La soluzione al problema c'è: un montascale. Un seggiolino a movimento elettrico che si affianca ai gradini e consente lo spostamento in totale sicurezza. Ma poterlo installare non sembra cosa così scontata. Se con l'Ater non c'è stato alcun problema, è con la Cittadella socio-sanitaria e l'Asl 14 che è iniziato lo scaricabarile delle competenze.
      «L'Asl - spiega il papà - ci ha rilasciato un'impegnativa per visita fisiatrica, finalizzata all'installazione del montascale. L'impegnativa è indirizzata al fisiatra della Cittadella che ha già visitato mio figlio. Il medico avrebbe dovuto rilasciare una certificazione che accerta l'impossibilità del bambino a camminare». Avrebbe, per l'appunto. Il padre si è sentito rispondere dal medico che la documentazione richiesta non era di sua competenza e lo ha invitato a tornare all'Asl, al Settore servizi sociali. Il documento è necessario per procedere con l'iter burocratico, ma su chi debba rilasciarlo non c'è chiarezza. Del caso si sta interessando anche l'assistente sociale del comune.
      Filippo Greggio
     
     
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