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Luned́ 6 Febbraio 2012,
CONA - L’ex consorzio Cosecon spa assumeva la veste di Impresa pubblica quando si sostituiva ai Comuni associati per i compiti che sono propri delle amministrazioni locali. Il pubblico ministero Federica Baccaglini non intende abbandonare la sua tesi accusatoria sui presunti appalti pilotati dall’ex direttore del consorzio, Roberto Dalla Libera, e dai suoi collaboratori. E l’altra mattina, davanti al giudice dell’udienza preliminare, Lara Fortuna, il sostituto procuratore ha riproposto la sua tesi che vedrebbe Dalla Libera e i suoi collaboratori accusati di concussione. Il 7 agosto 2008 il Tribunale del riesame di Venezia scarcerò gli indagati sostenendo che la Cosecon era una società per azioni e i suoi dipendenti non erano soggetti alle norme che regolano le aziende pubbliche. Nel febbraio 2009 la Cassazione disse che la natura giuridica dell’ex Cosecon spa era privatistica. Ma non aveva demolito del tutto la tesi del pubblico ministero e l’altra mattina il rappresentante dell’accusa l’ha riproposta davanti al giudice dell’udienza preliminare al quale chiede il rinvio a giudizio dei dodici indagati. La natura privatistica dell’ex consorzio è sempre stata la tesi dell’avvocato Ferdinando Bonon, che difende alcuni degli indagati. Sabato mattina il difensore ha sollevato al giudice l’eccezione dell’incompetenza territoriale. Bonon ha demolito la concussione. Quindi, rimarrebbe l’accusa di truffa. Il cui primo episodio, come viene contestato nel capo d’imputazione, sarebbe avvenuto nel veneziano. Quindi, il fascicolo deve andare a Venezia. Soltanto il comune di Cona si è costituito parte civile. Il Cosecon aveva 135 soci, fra cui 98 comuni. E nel capo d’imputazione si chiama in causa anche la Regione. E questo è il primo fatto clamoroso dell’udienza preliminare.
      Le accuse. Innanzitutto la truffa. Non più ai danni di un ente pubblico, ma ai danni di una società privata, e comunque aggravata dal rilevante importo. E sussistono anche i reati di falso, in relazione alle certificazioni di esecuzione lavori e alla conformità delle varianti ai progetti. Perchè, sempre secondo il pubblico ministero, il privato riveste la qualifica di pubblico ufficiale nel momento in cui esercita una funzione pubblica. Se da un lato Cosecon era una società privata, anche se costituita prevalentemente con capitale pubblico, dall’altro la sua attività è indubbiamente pubblicistica. L’accusa ne è convinta. Per dare sostanza alla tesi pubblicistica, il pubblico ministero aveva puntato l’indice sul fatto che Cosecon opera fin dal 1998 come società di trasformazione urbana, sostituendosi ai Comuni nella realizzazione dei piani urbanistici, beneficiando di finanziamenti comunitari e regionali. E a tal proposito è stato rammentato come tra il 2000 e il 2005 fossero disponibili risorse pubbliche per oltre 13 milioni di euro per progettazioni e opere di urbanizzazione.