
Guido Fraccon
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| | Domenica 5 Febbraio 2012, | Adria è pronta a salire sulle barricate per difendere il suo ospedale. Lo ha precisato il primo cittadino Massimo Barbujani intervenuto in sala Caponnetto durante i lavori del convegno Quale sanità in Polesine, iniziativa promossa dalla Cgil provinciale. «Ci troviamo di fronte a una grande preoccupazione - ha premesso il sindaco - c'è chi vuole solo sette aziende sanitarie nel Veneto e chi smentisce. C'è inoltre chi lancia l'idea di una Ulss unica tra Adria e Chioggia». Per Barbujani l'incertezza regnerebbe sovrana, anche se esisterebbe una certezza: «Adria era stata pensata come una città dei servizi, con scuole, tribunale, agenzia delle entrate e ospedale. Quest'ultimo era uno dei suoi capisaldi. Non ci possiamo permettere una ulteriore perdita. Ogni giorno ci troviamo a convivere con tagli e problemi. Stiamo perdendo pezzi della nostra realtà, come la biglietteria della stazione ferroviaria e la sede staccata del tribunale, ma la perdita dell'ospedale non ce la possiamo permettere. Faremo squadra per difenderlo e faremo le barricate per difendere la struttura e i suoi 620 posti di lavoro». Se il destino dell'ospedale sembra ancora tutto da riscrivere dai pronunciamenti degli altri attori della giornata, tra i quali il vescovo Lucio Soravito De Franceschi, sembrerebbe ineludibile un accorpamento tra le due Ulss polesane. Queste per molti dei relatori lè 'unica, anche se non definitiva soluzione, come precisato da Davide Benazzo, segretario della Fp Cgil. «Forse non si risolverebbero i problemi con una fusione, ma dobbiamo ragionare anche su Cavarzere, Bassa Veneziana e Bassa Padovana». «Dobbiamo dare battaglia in Regione per far valere le specificità di questa terra - ha sottolineato il consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin - dobbiamo rivendicare pari dignità al Polesine rispetto al resto del Veneto». Un concetto ribadito anche dal suo collega Cristiano Corazzari, della Lega nord. «Accolgo le indicazioni di Azzalin per far comprendere a Vanezia che per il Polesine faremo una battaglia comune. Non ho preclusioni all'unione tra Ulss 18 e 19. Vedrei male, invece, Adria e Chioggia». Sarebbe a suo avviso dannoso smembrare il Polesine. «Va bene una Ulss unica, senza però penalizzare servizi e professionalita». «Non ci strapperemo i capelli se nel futuro avremo un'unica azienda sociosanitaria - ha rimarcato tra gli altri relatori il presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 19, Marina Bovolenta - a patto che siano mantenuti i servizi. Saremo comunque, come sindaci, gli ultimi ad abbassare la guardia a difesa della nostra azienda». © riproduzione riservata
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