Incontro con Antonia Arslan
I.P.S.I.A. G.Marconi - Cavarzere

Mercoledì 9 dicembre 2009

      La nota scrittrice Antonia Arslan, autrice, tra l’altro, del libro “La masseria delle allodole”, mercoledì 9 dicembre ha incontrato i ragazzi delle quinte dell’istituto “I.p.s.i.a. G. Marconi” di Cavarzere.
      L’autrice è stata accolta dal vicesindaco di Cavarzere, Roberta Crepaldi, dal preside dell’istituto Gianni Colombo e dalla vicepreside Frediana Fecchio. La sua partecipazione è stata a lungo desiderata presso questo istituto, proprio per ricevere una testimonianza e una riflessione profonda: il suo racconto accorato sul genocidio del popolo armeno è infatti un momento importante in cui si entra in contatto con una storia che parla, una storia che non resta statica tra le pagine di un libro. “Abbiamo pensato che fosse molto importante far parlare con i nostri alunni la professoressa Arslan – ha detto la Fecchio – in particolare con le classi quinte, poiché riteniamo fondamentale far passare attraverso il racconto diretto dell’autrice di un libro così profondo la riflessione sull’importanza di perdonare e non dimenticare e, altresì, arricchirsi delle differenze di ognuno.”
      L’autrice, infatti, ha ripercorso la storia del genocidio armeno attraverso i racconti scritti nei suoi due libri “La masseria delle allodole” e “La strada di Smirne”. “Nonostante le mie resistenze – racconta l’autrice – nel non sentirmi abbastanza pronta o abbastanza brava nel raccontare questa parte della storia della mia famiglia, ho dovuto fare i conti con la mia memoria. Ho dovuto fare i conti con la mia parte proveniente dall’Anatolia, mettendo nero su bianco il racconto di mio nonno. La bambina che infatti interviene nel libro sono io. La storia che racconto è filtrata dalla mia memoria, dalla mia storia. E’ una tragedia veramente accaduta.” In effetti, come ha raccontato la Arslan, la persecuzione del popolo armeno avvenuta nell’impero Ottomano nel 1915, è stata dimenticata quasi da tutti. Le modalità di persecuzione, le dinamiche di discriminazione, le motivazioni alla base di questo terribile evento sono state in seguito riprese nella stessa persecuzione contro gli ebrei ad opera del nazismo. Ma mentre la shoah ebraica è conosciuta praticamente in tutto il mondo, la storia del popolo armeno è molto spesso nascosta, quasi negata.
      La Arslan ha ripercorso le tappe fondamentali di questa vicenda, mettendo un particolare accento sul fatto che non si tratta di una semplice storia: infatti, “dobbiamo renderci contro che si tratta di una tragedia realmente accaduta. – spiega l’autrice – Si tratta di bambini che hanno perso i propri genitori, famiglie attraversate da dolori immensi. Immaginate come sarebbe tornare a casa vostra e non trovare più vostro padre, senza mai più sapere dove si trova, e vedere vostra madre che affannosamente prepara le valigie perché siete costretti a lasciare la vostra casa e la vostra terra. Sono storie che non vanno dimenticate e che non vanno rinnegate.” La riflessione toccante portata avanti dall’autrice in modo sobrio ma ricco di pathos ha così permesso di scorgere da un’altra prospettiva le vicende della storia, molto spesso raccontate nei libri di storia in forma anonima e quasi distante. Gli alunni hanno infine rivolto alcune domande all’autrice dimostrando di aver davvero colto questa testimonianza nel giusto modo: un racconto che ha parlato attraverso le parole, i ricordi e l’emozione di chi l’ha scritto.
Paola Teson


Foto di Paola Teson
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