22 aprile - 2 maggio 2017
Cavarzere, Palazzo Danielato

"Il mondo si trasforma, noi ci trasformiamo, cambiamo, mutiamo nel corso della nostra esistenza.
Ci adattiamo al mondo e cambiamo con lui, seppur mantenendo nel profondo la nostra vera essenza."
Laura Palumbo

Pagina 1 - clicca sulle immagini per ingrandire - Foto di Flavio
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte in caso di utilizzo pubblico)


Presentazione:

Siamo qui per ammirare il lavoro artistico di Laura Palumbo, cavarzerana che ha voluto rendere omaggio al suo paese natale per la sua prima esposizione personale.
Laura sin da giovane ha avuto una vena artistica fuori dal comune, cosa che l'ha portata a frequentare prima il liceo artistico e poi l'Accademia delle Belle Arti a Venezia, dove si laurea in Pittura con una tesi in Fotografia, studiando i lavori di massimi esponenti come Jan Saudeck e Cindy Sherman, artisti che pongono massima attenzione alla messa in scena nella fotografia, per la quale creano ambienti e situazioni studiati con cura, nei minimi dettagli.
Laura è attratta da sempre da questo aspetto.
Durante il periodo universitario, infatti, amava fotografare le sue coinquiline ed amiche truccandole, vestendole ed addirittura tagliando loro i capelli!
Dopo l'università comincia a lavorare come interior designer per grosse aziende del settore. Infatti cura, mediante disegni di progetto, l'aspetto estetico e creativo per importanti committenti internazionali.
La sua abilità cattura anche i clienti più esigenti e la porta a viaggiare per seguire in loco progetti da lei stessa creati.
Due anni fa decide di intraprendere il lavoro come libera professionista continuando comunque a collaborare con le aziende del settore. Contemporaneamente decide di portare avanti un progetto che già da anni aveva in mente: Romantic Metamorphosis.

E quindi arriviamo a questa mostra, infatti la collezione che presentiamo ora è il frutto della continua ricerca estetica della nostra artista.
Cresciuta in una famiglia che l'ha sempre portata alla consapevolezza che non è giusto lo spreco, soffre nel vedere interi campionari di tessuti pregiati buttati al macero.
Inizia quindi i primi pannelli decorativi, delle vere e proprie Pittosculture, usando dei tessuti. Le piace però l'idea che questi tessuti non siano semplicemente attaccati, ma siano piuttosto fusi al supporto. Vuole che diventino parte della tela.
Vuole che si mimetizzino che, ad un primo sguardo, sembrino qualcosa di diverso.
Avviene una metamorfosi, una vera e propria trasformazione da oggetto di scarto a opera d'arte.
Lo spettatore potrebbe essere tratto in inganno dal risultato finale, di forte impatto visivo, ed è proprio questo che vuole l'artista. La mutazione non è esplicita, bensì frutto di un complesso processo di manipolazione che porta chi guarda a osservare attentamente l'opera, ad analizzarla.

"La vita è sempre più frenetica. Le informazioni sono tante e continue. Le nostre vite viaggiano a velocità smodate. Questo ha portato a grossi cambiamenti positivi, ma contemporaneamente si è creato un scombussolamento emotivo.
Sempre più di rado ci si sofferma sui dettagli.
Un esempio l'abbiamo con i social.
Lì le immagini scorrono ed hanno valore solo nel tempo in cui il tuo sguardo si sofferma.
Un "like" dura come un battito d'ali e, a volte, rivedendo l'immagine a distanza di tempo, ci si dimentica di averla già vista ed apprezzata."

Questo progetto è nato dall'esigenza di porre un freno a questa realtà con lo scopo di rallentare e soffermarci ad osservare ciò che ci circonda con occhio attento e diverso. Attraverso Romantic Metamorphosis, si vuole esaltare il valore dell'oggetto celandolo, camuffandolo.
Siamo ormai abituati a vedere il mondo attraverso uno schermo, c'è bisogno di tornare invece a guardare le cose in modo diretto, concedendoci il tempo di elaborare ciò che abbiamo innanzi.
Guardandole con occhio distratto l'individuo potrebbe infatti pensare di trovarsi davanti ad un bassorilievo assomigliante a bronzo, rame o marmo, invece sta guardando opere nate utilizzando vecchi fiori ormai sbiaditi, vetri di Murano non perfetti e quindi invendibili, stracci, pezzi di pellame, vecchie maschere. La sfida estetica sta proprio nel ridare nuova vita a ciò che era stato destinato all'oblio, al macero.

Quello che vi chiede l'artista è di FERMARVI! Fermatevi ad osservare.
Rallentate: non tutto è come appare!
La sfida sarà capire che materiali ha usato e cosa invece sembrano!
Il tutto, non ha solo una motivazione estetica o ambientale, ma anche psicologica:
recuperare un oggetto che la maggior parte di noi vede come da buttare è il corrispondente atto che viene a crearsi nell'animo umano, quando un momento di sconforto o di pessimismo cede il passo al riscatto e alla voglia di cambiamento, di rinascita.
Finora abbiamo parlato di metamorfosi, ora parleremo del lato romantico.

Romantico è il modo in cui riprendono vita gli oggetti nelle mani della nostra Artista, ma romantico è anche lo stile con il quale vengono create le lampade che troverete qui esposte. Uno stile dal gusto ottocentesco caro a Laura che anche in questo caso fa rivivere, attraverso forme originali, tubi idraulici, parti di bicicletta, motorini, ecc…
Questo perché tutto può essere potenzialmente bello, se guardato con occhi curiosi ed attenti.
L'obbiettivo non è prolungarne la vita, avvalendosi del loro utilizzo originario, bensì modificare, attualizzare ed esaltarne le qualità estetiche.
Grazie alla sua ottima esperienza come interior designer gli stili di queste creazioni vanno incontro alle più disparate esigenze di gusto e d'arredo.
Provate a immaginarvi una delle lampade che vedrete a casa vostra: sicuramente troverete quella che più vi si addice!
Prima di concludere, vogliamo citarvi un'altra frase di Laura su come intende il suo lavoro di Romantic Metamorphosis:
"Il mondo si trasforma, noi ci trasformiamo. Mutiamo nel corso della nostra esistenza. Ci adattiamo al mondo e cambiamo con lui, seppur mantenendo nel profondo la nostra vera essenza"
Ora vi lasciamo entrare nel mondo delle metamorfosi, ricordandovi però che il logo dell'artista è una silhouette della sua testa con degli ingranaggi che girano con moto perpetuo: infatti già un altro progetto è in corso, si chiamerà Shining Scars, ossia Cicatrici Luccicanti. Sarà un ritorno al figurativo in stile pop art, ma con l'interpretazione molto originale dell'artista.


La locandina della mostra

    
appena aperto, già tanta gente
che si stringe attorno all'artista
     un tavolino realizzato con bobine
per pellicole cinematografiche ormai obsolete
    
un quadro fatto con vecchie maschere veneziane,
stracci, fiori secchi, vetri di Murano rotti
     qualcuno cattura immagini ricordo
o da inviare ad amici
    
un semiasse con disco frenante è diventato
un abat-jour
     un'elica di motoscafo sorregge
una lampada da tavolo
    
ingranaggi di vario tipo...
ciascun oggetto ha il proprio nome,
questa, per esempio, è Caterina
     il pubblico aumenta a vista d'occhio...
    
e già sale al piano superiore del foyer      fra il pubblico
la critica d'arte prof.ssa Fanny Quagliato
e il ricercatore e divulgatore di storia locale,
maestro Carlo Baldi
    
inizia la presentazione
l'Assessore alla Cultura del Comune di Cavarzere...
     prof. Paolo Fontolan
    
Laura Palumbo e i due "critici"
che presentano la mostra
    
    
Laura scherza su una frase appena letta     

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