Gelindo Baron espone presso la Blue Box
in occasione della "Open factory"
Domenica 27 novembre 2016
Cantarana di Cona


Pagina 1 - clicca sulle immagini per ingrandire - Foto di Flavio
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte in caso di utilizzo pubblico)


Blue Box: gli ex artigiani del freddo, tra sostenibilità e big data

Nata negli anni Ottanta nel "Distretto del Freddo", dal 2010 Blue Box è parte della Swegon, multinazionale svedese da 400 milioni di fatturato. A Open Factory presenteranno le sfide per il futuro: risparmio energetico, riduzione dell’effetto serra, utilizzo di energie rinnovabili e big data
Blue Box è nata nel 1986 a Piove di Sacco in una zona industriale specializzata nel settore delle macchine per la refrigerazione e il condizionamento. Presto è arrivata a brevettare prodotti innovativi e a crescere, trasferendosi nell’attuale sede di Cantarana di Cona nel 2009; dove progetta, sviluppa e produce macchine di media e grossa potenza per il raffreddamento e riscaldamento di acqua e aria, destinate ad applicazioni di tipo “Business to Business” commerciali e industriali.
Dal 2010 Blue Box è parte del gruppo SWEGON, multinazionale Svedese leader nel trattamento dell’aria. SWEGON, con un fatturato di circa 400M€ , 1800 dipendenti e 11 siti produttivi in tre continenti e cinque laboratori di ricerca e sviluppo – di cui uno proprio a Cantarana di Cona – ha permesso a Blue Box di raggiungere una superiore solidità finanziaria, avere una visione di sviluppo di lungo periodo, oltre a facilitare l’accesso al mercato su scala globale.
I settori industriali in cui operano Bluebox e Swegon sono quelli del condizionamento dell’aria centralizzato (in palazzi polifunzionali, alberghi, banche, ospedali, aeroporti, ed altro ancora) e dei data center. Le regolamentazioni a livello europeo in tema di risparmio energetico, riduzione dell’effetto serra e utilizzo di energie rinnovabili sono infatti una forte spinta allo sviluppo tecnologico e al rinnovamento degli impianti di condizionamento centralizzato; inoltre il processo di digitalizzazione delle attività quotidiane, con l’utilizzo massivo di internet tramite dispositivi di tutti i tipi – dagli smartphone alle automobili -, implica lo sviluppo continuo di enormi centri di calcolo – i data center, appunto – che devono essere raffreddati con macchine come quelle che Blue Box può fornire. Questi settori permettono dunque a Bluebox di guardare al futuro con ulteriore ottimismo.
In un momento difficile per l’economia italiana che perdura da anni, Blue Box è tra le poche aziende a registrare uno sviluppo dei fatturati e dei margini: tanto che da mesi è aperta la ricerca di varie figure professionali nei diversi ambiti aziendali. «Nonostante Blue Box faccia oggi parte di una multinazionale presente in vari continenti e sia tra i primi 10 produttori del settore a livello europeo – sottolinea Alessandro Lora, direttore Sviluppo commerciale e Marketing –, ci rendiamo conto che la nostra visibilità è più sfocata nel territorio dove lavoriamo e viviamo, e molte persone non conoscono ciò che facciamo e ciò che possiamo offrire. Vorremmo che Open Factory fosse l’occasione per far conoscere Blue Box sia come realtà industriale sia come realtà sociale in grado di creare sicurezza e valore per le famiglie e per il territorio, offrendo opportunità di crescita e sviluppo professionale in un contesto internazionale. Le persone che sceglieranno di dedicare il loro tempo a visitarci troveranno uno stabilimento all’avanguardia per il settore, organizzato secondo i più moderni standard produttivi di matrice giapponese; inoltre potranno visitare uno dei migliori Laboratori di ricerca d’Italia per il comparto, trovando un team manageriale giovane e soprattutto un ambiente dinamico, moderno e stimolante».

da Veneziepost.it

    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
il pittore Gelindo Baron
con due sue opere poste all'interno di un
manufatto della Blue Box
    
    
    
    
    
    
    
    
    

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