presentazione libro
Questa è la Sinistra Italiana
Sabato 12 dicembre 2015
Cavarzere - Palazzo Danielato



la copertina del libro

     Quali sono i lati oscuri della sinistra italiana? Chi sono veramente i leader che per cinquant'anni hanno occupato la scena politica nazionale, ergendosi a portatori supremi di moralità? Chi muove i fili della sinistra moderna?
     Silvia Cirocchi, Riccardo Ghezzi ed Eugenio Cipolla provano a raccontarlo con 'Questa è la sinistra italiana'. Un viaggio che attraversa la storia del nostro paese dal dopoguerra ad oggi, portando alla luce gli aspetti più inquietanti di una fazione politica che grazie alla propaganda è riuscita a mantenere un'immagine positiva agli occhi dell'opinione pubblica.
     Da Togliatti a Pertini, passando per Berlinguer e De Benedetti, il libro ripercorrerà alcuni episodi che hanno segnato la storia, ma che sono stati insabbiati dai poteri forti della sinistra.


PREFAZIONE
di Giorgia Meloni

     Qelsi rappresenta una ventata di aria fresca nell'informazione e nella politica italiana. Schierata ma non ortodossa, libera seppur di parte, critica, arguta, ironica, attendibile, che fa sorridere e riflettere, che sa dire verità importanti con lievità, senza la pesante solennità delle menzogne dì altri.
     L'utilizzo che fa Qelsi del web e delle risorse social rappresenta un vero e proprio modello, molto diverso dai blog, dai profili pseudo-politici e dai forum (anche di testate autorevoli), spesso popolati più da becerume che da bytes. Questo è merito di Silvia Cirocchi e del suo staff che hanno abituato i propri lettori ad un certo stile, allontanando la maleducazione e le inopportunità, tanto sgradevoli quanto utili a nulla e nessuno.
     Gli ultimi tre anni della vita sociale e politica dell'Italia sono stati particolarmente difficili: confusione, poca chiarezza, situazioni che destano grandissime perplessità perché sembrano esulare dalla normale contesa, la politica che ha abdicato al proprio ruolo, consegnandosi mestamente alla grande finanza, ai cosiddetti poteri forti che stanno umiliando il nostro e altri popoli.
     La voce di Qelsi è diventata, per chi si riconosce nell'area culturale del centrodestra, un importante punto di riferimento, finalmente diverso dagli organi ufficiali, condizionati da contingenze politiche immediate che hanno un respiro troppo breve.
     La pubblicazione di questo volume è il naturale approdo per chi da anni svolge con passione e puntualità un lavoro oggi più che mai prezioso. Il libro ha il merito di affrontare, con rigorosa semplicità, un argomento tabù per le abitudini italiane come la controversa storia della sinistra e del comunismo di casa nostra, soprattutto nel Secondo Dopoguerra.
     Ci sono due aspetti che ritengo centrali rispetto all'evoluzione del fu Pci.
     Il primo riguarda la presunta quanto auto assegnata "superiorità morale", il secondo inerisce la ragione stessa dell'esistenza, dal 1945 ad oggi, del più grande Partito Comunista d'Occidente: il fascismo.
     Voglio partire da questo secondo punto. Senza il Ventennio fascista e la guerra che ne determinò la sconfitta, il Pci, probabilmente, avrebbe avuto una vicenda profondamente diversa, magari più simile a quella dei partiti fratelli nati in Occidente, inseriti nella normale vita politica e culturale della Nazione, senza le grandi esasperazioni che degenerarono in violenza, fisica, verbale e sociale.
     Il continuo appello alla resistenza, recitato come un mantra per decenni, soprattutto quando le proprie ragioni denunciavano una evidente inconsistenza e c'era bisogno comunque di aizzare una qualsivoglia forma di odio e disprezzo verso l'altro da sé, oggi assume connotati a dir poco grotteschi, visto che la pregiudiziale antifascista spunta in bocca a giovani e giovanissimi che, al massimo, potrebbero aver avuto qualche bisnonno vivente nel periodo della guerra. Ormai è come un jolly, una copertura preventiva, un salvacondotto per qualunque corbelleria si sta per dire, fare e pensare.
     A proposito di questo argomento, una parte molto interessante del libro è quella che riguarda i voltagabbana, cioè tutte quelle intellighenzie che sono corse a scaldarsi sotto il sole dell'avvenire dopo la sconfitta militare del fascismo.
     Tutti i militanti di sinistra tacciono e nascondono (come nella loro migliore tradizione) di questi "conversos" dell'ultim'ora, taluni addirittura aderenti alla Repubblica di Salò, diventati vere icone della sinistra o dell'antifascismo. Siete voi stessi che su Qelsi avete citato, con tanto di documentazione allegata, che Nilde lotti, Dario Fo, Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Arrigo Boldrini, Giuseppe D'Alema, perfino Giovanni Spadolini, che per un motivo o per un altro (ideologico o convenienza personale), indossavano la camicia nera. Almeno fino a che è andata di moda.
     C'è poi la "'questione morale", fonte di quella superiorità di cui gli esponenti della sinistra, oggi piddini, si sono appropriati. La loro morale è sempre doppia, identiche situazioni meritano giudizi opposti a seconda della metà campo in cui si verificano. La criminalizzazione dell'avversario, abilmente trasformato in nemico, del popolo o del "Caro Leader" di turno, è uno degli esercizi in cui ottengono i migliori risultati.
     Le tante, troppe, Tangentopoli che si sono succedute in questi anni, identificano il malaffare sempre a destra mentre la maggior parte dei personaggi coinvolti in questi scandali appartengono al mondo della sinistra, direttamente o per indotto. E' un ragionamento anche abbastanza semplice: le malversazioni riguardano soprattutto le amministrazioni periferiche, dalle Regioni in giù, cioè quegli enti da sempre amministrati prevalentemente dalla sinistra, ed è statisticamente improbabile che siano loro i puliti e solo gli altri gli sporchi.
     Penso poi al pacifismo di maniera e convenienza, che ha trovato spesso sublimazione in espressioni come "gioiosa macchina da guerra" o veniva brandito per difendere riconosciuti campioni della pace come Stalin. Erano gli anni in cui i carri sovietici potevano allegramente schiacciare Budapest (con il plauso del Migliore e del migliorista), soffocare le primavere praghesi, tifare per i missili a Cuba ma criminalizzare quelli a Comiso, inneggiare alla "liberazione" cinese del Tibet e altre centinaia di vicende interne e mondiali in cui il doppiopesìsmo di sinistra ha dato il meglio di sé.
     Un'ultima considerazione relativa ad una domanda che mi pongo da anni: perché la sinistra e le sue galassie parallele ma convergenti, sono così follemente innamorate dei vari movimenti No? No Tav, No Cav, No Global, No Muos, No Inceneritori, No Centrali e chi più No ha più ne metta.
     Non voglio entrare nel merito delle singole situazioni No, ma la risposta che mi do è questa: secondo me la sinistra italiana è incapace di creare, di innovare, di trovare soluzioni. La deformazione genetica che l'affligge, la obbliga a gestire l'esistente, a non mutare l'ordine precostìtuito perché il nuovo potrebbe costringerla ad affrontare situazioni sconosciute, ingestibili, in presenza delle quali gli esseri umani si trasformano in indivìdui e non appartengono più alla categoria delle masse.
     E allora II Capitale, il Diario del Che, il Libretto Rosso e il manuale delle Giovani Frattocchie sarebbero utili solo sotto tavoli e sedie traballanti. Come la loro coerenza e credibilità.
     Alla prossima, ragazzi e complimenti per questo libro, primo atto di una nuova sfida che attende Qelsi e che sono certa vi vedrà vittoriosi con la semplicità e determinazione che vi contraddistinguono.
     Giorgia Meloni

gli autori:

Silvia Cirocchi, 35enne romagnola, romana d'adozione. Appassionata di politica da sempre, ha voluto coltivare la sua passione in modo originale: fondando una pagina Facebook, ideando un sito e scrivendo un libro. E non è ancora finita.

Riccardo Ghezzi, giornalista pubblicista dal 2006. Per anni si è occupato di cronaca sportiva e politica locale a Torino. Dal luglio 2013 è direttore responsabile del quotidiano Qelsi. Di se stesso ama dire "sono direttore del mio giornale preferito. Un sogno realizzato da pochi".

Eugenio Cipolla, classe 1988, giornalista, blogger, si occupa di comunicazione, social media e campagne elettorali. Appassionato di est Europa, ha dedicato diversi anni allo studio e alla ricerca dei crimini del comuniSmo sovietico. Segue da freelance la guerra in Ucraina.


le foto realizzate durante le presentazione del libro - clicca sulle immagini per ingrandire
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte in caso di utilizzo pubblico)


    
da sinistra:
Simone Furlan, Uff. Presidenza Forza Italia
si intrattiene con Riccardo Tosello
     Caberlotto Francesco,
Coordinatore Provinciale dei Giovani di Forza Italia
con Moira Cecchetto
    
Silvia Cirocchi
mentre riceve un mazzo di fiori da un ammiratore
    
    
e mentre dedica il proprio libro
"Questa è la Sinistra Italiana"
     gli altri due co-autori:
Eugenio Cipolla (al centro) e Riccardo Ghezzi
    
     Simone Furlan e Viola Birolo
(in posa per una foto)
    
dopo gli onori di casa di Viola Birolo
la parola a Simone Furlan
     e la presentazione del libro agli autori:
Silvia Cirocchi
    
Eugenio Cipolla e      Riccardo Ghezzi
    
     il pubblico in Sala Convegni di Palazzo Danielato
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    

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