Presentazione libro
"Tullio Serafin, il custode del bel canto"
di Nicla Sguotti
venerdì 11 settembre 2015
Berna, Casa d'Italia


clicca sulle immagini per ingrandire
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte in caso di utilizzo pubblico)


Uscita internazionale per Tullio Serafin, il custode del bel canto

L’autrice è a Berna per una serata dedicata al celebre direttore d’orchestra

      Non è una novità che la fama di Tullio Serafin, direttore d’orchestra tra i più prestigiosi e stimati, sia molto grande non solo in Italia ma anche in Europa e nel resto del mondo. Una figura che ancora oggi è ricordata nei più prestigiosi ambienti musicali, un vero e proprio punto di riferimento come concertatore e insuperabile nella scelta delle voci per i ruoli operistici, qualità che i tanti interpreti che hanno lavorato con lui gli hanno sempre riconosciuto.
      A testimoniare la stima, ancor oggi viva, nei confronti del celebre maestro nato a Rottanova di Cavarzere concorre il favore che il libro a lui dedicato da Nicla Sguotti, intitolato Tullio Serafin, il custode del bel canto, sta riscuotendo non solo in Italia ma anche oltre confine. In questi giorni la giovane musicologa, anche lei originaria di Rottanova, è a Berna per presentare la sua pubblicazione, che sarà protagonista di un evento nella capitale svizzera. L’iniziativa si svolge nella serata di venerdì 11 settembre, a partire dalle 19, presso la Casa d’Italia, storico locale punto di riferimento per i tanti italiani residenti a Berna. La Casa d’Italia fu acquistata dalla Comunità italiana di Berna nel 1937 con la determinante donazione dell’allora Ministro d’Italia Fulcieri Paulucci de’ Calboli. L’Associazione Casa d’Italia conta circa trecento soci e ospita trenta associazioni culturali, sportive e regionali. La Casa d'Italia oggi continua ad essere un angolo d’Italia, ben integrata nella bella città di Berna, aperta e ospitale con tutte le componenti della città e della sua regione, un bene della comunità gestito in modo oculato, trasparente e con spirito di solidarietà. La serata di presentazione, che prevede anche un buffet aperto agli invitati, beneficerà della presenza del maestro Sergio Fontana, cantante lirico e fondatore del Festival d’Opéra d’Avenches, che insieme all’autrice traccerà un ritratto di Tullio Serafin e della sua arte. Proprio il direttore veneto fu colui che ispirò il maestro Fontana nel creare il Festival di Avenches, che si svolge dal 1995 nell’anfiteatro romano di questa cittadina svizzera, ripercorrendo quello che fu il progetto, attuato da Serafin, del Festival Areniano di Verona.
      Dopo questo importante evento nella capitale svizzera, molti sono gli appuntamenti in calendario nei prossimi mesi per Nicla Sguotti e la sua monografia dedicata a Serafin. Per informazioni e aggiornamenti su tutte le iniziative in programma è possibile consultare il sito www.niclasguotti.it o contattare l’autrice all’indirizzo nicla@niclasguotti.it.


Leggi l'articolo:

- REMweb periodico culturale

- La Piazzaweb


La copertina del libro

Tullio Serafin, il custode del bel canto

Tullio Serafin, il custode del bel canto ripercorre la carriera di Tullio Serafin, considerato uno dei più grandi maestri concertatori del repertorio operistico italiano. La sua biografia artistica, qui ricostruita con la cronologia completa delle direzioni, appare ancor più straordinaria se analizzata alla luce degli scritti inediti contenuti in questo saggio. Si tratta per la maggior parte di lettere di musicisti che scrivono a Serafin per accordarsi sull’esecuzione di nuove opere o chiedono l’inserimento di propri lavori nei cartelloni dei teatri in cui egli dirige. Particolare pregio hanno gli scritti di Franco Alfano, Alfredo Casella, Gian Francesco Malipiero, Gino Marinuzzi, Pietro Mascagni, Italo Montemezzi, Ildebrando Pizzetti, Richard Strauss ed Ermanno Wolf Ferrari. Vi sono anche lettere che arrivarono a Serafin da personaggi illustri della cultura, come Gabriele D’Annunzio, e da istituzioni che gli conferiscono onorificenze. Di notevole interesse sono anche le due lettere indirizzate al maestro da Maria Callas, molto legata a Serafin, che la fece debuttare in Italia, aprendole di fatto le porte della celebrità.
Nel libro è contenuto anche un estratto dell’intervista, raccolta dall’autrice a Bussetto nel febbraio 2009, a Carlo Bergonzi, che più volte si trovò a collaborare con Serafin e al quale era particolarmente legato.
La premessa dell’opera è stata realizzata con la collaborazione del maestro Nello Santi, che ha testimoniato la propria stima per Serafin e la sua arte di concertatore.

L’AUTRICE

Nicla Sguotti risiede da sempre a Rottanova di Cavarzere, paese natale di Tullio Serafin. Si è laureata con il massimo dei voti in Lettere, indirizzo Storia della musica moderna e contemporanea, all’Università di Padova presentando una tesi sul celebre direttore d’orchestra, dalla quale ha preso vita il saggio Tullio Serafin, il custode del bel canto. Collabora con associazioni ed enti culturali, quali il Circolo Amici del maestro Tullio Serafin, in qualità di musicologa, ed ha al suo attivo la presentazione di eventi musicali in luoghi prestigiosi, tra i quali la Basilica Papale di San Francesco ad Assisi, la Pontificia Chiesa di Sant’Anna in Vaticano e il Teatro Olimpico di Vicenza. Ha curato la presentazione e l’ufficio stampa di varie manifestazioni musicali in Veneto e in Italia, nel cui ambito ha avuto l’onore di collaborare con artisti quali I Solisti Veneti, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra e il Coro di Vicenza, Raina Kabaivanska, Katia Ricciarelli, Pippo Baudo, Simona Marchini, Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Maria Dragoni, Sara Mingardo, Frate Alessandro Brustenghi, Norman Shetler e altri apprezzati artisti. È anche giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine nazionale dei giornalisti.

    
    
(nelle foto)
L'autrice con il maestro Sergio Fontana, cantante lirico e ideatore del Festival d'Opéra di Avenches, il quale ispirandosi a Serafin diede vita alla kermesse musicale che si tiene da vent'anni in un antico anfiteatro romano, il più grande a nord delle Alpi, nella città svizzera di Avenches

    
    
    
    
Ingresso della Casa d'Italia di Berna, che ha ospitato la presentazione del libro "Tullio Serafin, il custode del bel canto". Storico punto di riferimento per i tanti italiani residenti a Berna, la Casa d’Italia fu acquistata dalla Comunità italiana di Berna nel 1937 con la determinante donazione dell’allora Ministro d’Italia Fulcieri Paulucci de’ Calboli. L’Associazione Casa d’Italia conta circa trecento soci e ospita trenta associazioni culturali, sportive e regionali. La Casa d'Italia oggi continua ad essere un angolo d’Italia, ben integrata nella bella città di Berna, aperta e ospitale con tutte le componenti della città e della sua regione, un bene della comunità gestito in modo oculato, trasparente e con spirito di solidarietà.

Ed ora alcune suggestive immagini del centro storico della città di Berna, patrimonio mondiale dell'Unesco:

    
Il fiume Aar, che attraversa la città di Berna, sullo sfondo la torre della Cattedrale e le cime innevate dell'Oberland bernese      Veduta del fiume Aar dal ponte Kornhaus
    
Il Palazzo federale di Berna      La Torre dell'orologio, con il calendario astronomico e il carillon del 1530, ancora oggi in funzione
    
Il mercato di Bärenplatz      Il Käfigturm, la Torre delle prigioni. Nel ‘200 era la porta occidentale delle fortificazioni della città. Da quindici anni ospita, a due passi dal Palazzo federale, il Forum politico della Confederazione
    
Cattedrale di Berna, particolare della facciata. Il Münster di Berna è la più grande costruzione sacra della Svizzera. I lavori di costruzione iniziarono nel 1421      Il portale principale della Cattedrale di Berna, in cui si può ammirare la rappresentazione del Giudizio Universale, fu l'unica rappresentazione artistica ad essere risparmiata dall'iconosclastia riformatoria. La Cattedrale, inizialmente dedicata a San Vincenzo di Saragozza, è oggi il più grande edificio di culto evangelico riformato della città
    
Altro particolare del portale      La Torre del Münster di Berna, con i suoi 100 metri di altezza è la più alta torre di edificio sacro in Svizzera. La cima si può raggiungere grazie a 344 gradini. Nella prima metà del Cinquecento la sua costruzione venne sospesa e fu completata solo nel 1893

VAI A:

Foto Anno 2015       Home Page