Aree degradate
da un articolo di Rolando Ferrarese per Nuova Scintilla
n. 14 - Domenica 5 aprile 2015


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RECUPERO CON INCENTIVI LOCALI E GOVERNATIVI
Si chiamano "aree di degrado urbano" e sono il "prodotto", quasi sempre, di anni di trascuratezza, sia che si tratti di priorità pubblica che privata. Consistono in appezzamenti di terreno abbandonati a se stessi (dove si lasciano crescere le erbacce a dismisura, senza cura alcuna); in vetusti edifici in rovina (abitazioni di fortuna o abbandonate); in costruzioni precarie e abusive, talvolta sul suolo pùbblico e abbandonate (non certo assoggettate al plateatico) ed altro ancora.
Sono aspetti indecorosi che si notano, a prima vista, un po' ovunque (specie da parte dei "forestieri") e anche a Cavarzere, in modo particolare. Brutte vedute, indecorose, che non depongono certo in favore né dell'estetica dell'edilizia urbana, né di una conveniente e ordinata visione dell'insieme edilizio cittadino. Brutture alle quali si può porre rimedio, verso i privati, incoraggiando piani di recupero edilizio o con l'assoggettamento alla pubblica utilità e la realizzazione di zone di verde pubblico (soluzione salutare, ma spesso trascurata); non certo con la trascuratezza attuale o l'abbandono, con "sofferenza" per il pubblico decoro cittadino.
Parliamo di situazioni che si "evidenziano" da sole, addirittura in alcune strade del centro urbano: via Roma, via Margherita, via Nicolò Tommaseo (con la presenza di un non discreto quantitativo di lastre di eternit, cosa non certo giovevole alla salute pubblica); via Guglielmo Marconi (ex sede dei vigili del fuoco prima e dei magazzini comunali poi, ora in abbandono); via Andrea Danielato (area abbandonata, dove sorgevano un tempo i bagni pubblici, piena di erbacce e ormai priva di marciapiede sinistro, mentre quello destro è fatiscente); via Giacomo Matteotti (dove un vecchio "baracchino" prefabbricato da anni occupa il posto del marciapiede sinistro, di fronte alla Despar); e Orto San Francesco (ex area conventuale, un tempo di proprietà della chiesa locale, poi del Comune e ceduta al Genio.Civile che, dopo la demolizione dei baraccati, l'ha abbandonato alle erbacce, rifiutandosi di cederla per la costruzione della nuova casa di riposo dell'Ipab "Danielato").
Tutti problemi e questioni, questi, che richiedono buona volontà e impegno per esserè risolti. Senza spese, ma con qualche necessaria e "salutare" ordinanza sindacale, rispettosa e dell'ornato e dell'estetica cittadina (tutelate dall'ordinamento edilizio municipale). Altra soluzione potrebbe essere quella di incoraggiare il recupero di tutta una fatiscente edilizia urbana, sia nel capoluogo che nelle frazioni (Cannaregio e Boscochiaro, in particolare) con incentivazioni economiche o possibili facilitazioni fiscali sugli oneri di urbanizzazione. Il che, assieme ai contributi governativi vigenti per il risparmio energetico (rifacimento di tetti, rinnovo dell'impianto di riscaldamento e dei serramenti ed altro) potrebbe "invogliare" la proprietà privata allo scopo predetto.
Tenendo presente che più si aspetta a prendere le opportune decisioni, più il degrado edilizio rischia di espandersi ed aggravarsi (in presenza di vetuste e indecorose abitazioni, costruite frettolosamente nell'ultimo dopoguerra, con materiali spesso recuperati dalle macerie e, talvolta, anche abusivamente).
A Boscochiaro, per esempio, tante casette sono state costruite da muratori, nelle ore libere dal lavoro dipendente e per proprio conto, senza una confacente rete di fognatura e di scolo per le acque di scarico e piovane, con materiali di recupero, con la prospettiva futura di possibili allagamenti, cosa risaputa anche dall'amministrazione comunale.
Rolando Ferrarese

    
area urbanizzata fra Via Dalla Chiesa e
impianti sportivi di via Spalato
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
     ex magazzini comunali
    
copertura in eternit     
    
tetto (in eternit) crollato      lastre di eternit?
    
al degrado edilizio
aggiungiamo il degrado umano
     sempre gli ex magazzini comunali
riprese da via G. Marconi

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