Nonna Rosa Fontolan Quagliato
compie 100 anni
sabato 5 dicembre 2015
Cavarzere


Pagina 1 - clicca sulle immagini per ingrandire - Foto di Flavio
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte in caso di utilizzo pubblico)


Rosina Fontolan Quagliato
Nasce il 5 dicembre 1915 a Boscochiaro di Cavarzere

Il padre, Giuseppe, emigrato bambino in Brasile con tutta la famiglia verso la fine del 1800, va a lavorare in uno zuccherificio in un paese abitato da italiani del Rio Grande do Sul. Conosce Adele Calza, figlia di immigrati mantovani, nata oltremare; si sposano e nasce Virginio. Giuseppe non ama il clima, ha nostalgia di Boscochiaro dove hanno lasciato la casetta e un campo di terra. Nel 1912 ritorna e Adele con il bambino di 40 giorni lo segue dopo qualche mese; attraversa l’Atlantico in vapore, sbarca dopo 30 giorni a Genova, arriva fortunosamente a Cavarzere e a piedi con il bimbo giunge a Boscochiaro. Non trova il marito richiamato sotto le armi per la guerra italo/turca, c’è la cognata che l’accoglie e dopo poco anche Giuseppe ritorna. Ma nel maggio del 1916 è fante del 16° Reggimento e sarà disperso il 1° luglio dello stesso anno nell’Altipiano di Asiago in combattimento. Sarà uno dei più di 400 giovani cavarzerani immolati nella “inutile strage“ della prima guerra mondiale.

Rosina ha solo 5 mesi e non ha conosciuto il padre, di lui avrà per tutta la vita una dolorosa nostalgia tanto che dice: “Mio padre mi ha dato la sua vita da vivere, per questo ho tutti questi anni!“

Ha frequentato 2 classi elementari a Boscochiaro con il maestro Bocchi, la terza a Cavarzere che raggiungeva, sola, tutte le mattine a piedi.

Si è sposata nel 1932 con Mario Quagliato, tecnico dello zuccherificio, da cui ha avuto cinque figli:

Vincenzo, deceduto nel 2014, uno dei primi laureati di Cavarzere del dopoguerra, attivo nella politica degli anni sessanta qui in paese, dirigente della Regione Veneto.

Virginio Renzo, pittore, musicista, attore con Luca Ronconi, Anna Proclemer, mancato nel 2007

Leonardo, Anita e Fanny, unica figlia che vive a Cavarzere.

La signora Rosina, per tutti Nonna Rosa, continua ad essere attiva, fa merletti con l’uncinetto, legge, scrive da 50 anni la cronaca della giornata, ha una buona rete di relazioni, guarda poco la tv, ascolta molta musica, da quella operistica a quella più leggera. La musica la sua grande passione fin da piccola quando con suo fratello alla chitarra e lei con il mandolino, improvvisavano concertini con gli amici cantanti nel tempo del lume a petrolio e delle candele, nel tempo del filò.

Ricorda a memoria poesie, testi di canzoni e proverbi, aggiungendo che un tempo, quando si era molto ignoranti si viveva con i proverbi, con la loro saggezza.

Ascoltarla è un piacere, è come un manuale di storia, non solo locale, ma racconta con emozione i grandi avvenimenti tragici che ha vissuto l’Italia, il fascismo: la rabbia per quella fede d’oro rubata, la paura, la fame durante la guerra, i bombardamenti: lei svenuta sull’aia con la figlia di pochi mesi e le bombe che devastavano il paese. Ricorda con lucidità persone, fatti, luoghi del paese di un tempo.


    
    
    
Mario Quagliato, Anita, Vincenzo e Rosina
anno 1939
     Adele Calza, Virginio e Giuseppe Fontolan,
nel 1915, prima di partire per la guerra
    
Rosina, Adele Calza Fontolan e Virginio,
appena finita la guerra.
(foto da inviare al padre e ai fratelli in Brasile)
     nonna Rosa
    
     con Paolo Fontolan
    
con i figli Leonardo e Fanny     
    
     con un'amica
    
con la badante     
    
la torta      la Benedizione Apostolica di papa Giovanni Paolo II
in occasione del suo 80° compleanno
    
    
    
    

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