Manifestazioni Concertistiche Natalizie "Cattedrale in Musica"
Concerto d'organo con il maestro Filippo Turri
sabato 20 dicembre 2014
Sulmona, Basilica Cattedrale di San Panfilo


Pagina 1 - clicca sulle immagini per ingrandire - Foto di Gino Cappello
(foto liberamente prelevabili - citare la fonte in caso di utilizzo pubblico)


La cattedrale di S. Panfilo a Sulmona è una delle chiese più antiche della città peligna; costruita secondo la tradizione in luogo di un tempio pagano dedicato ad Apollo e Vesta, ed inizialmente intitolata alla Vergine, nel IX secolo è dedicata a S. Panfilo, vescovo della città morto nel 700. Nell'odierno impianto la cattedrale mostra ancora in maniera evidente la struttura medievale, tanto che nella pianta di tipo basilicale a tre navate, con la terminazione a tre absidi e la cripta presbiteriale, possiamo riconoscere la chiesa rinnovata nel 1075 per volontà del vescovo Trasmondo, committente anche della vicina cattedrale di Corfinio. All'XI secolo risale il semplice portale che apre sul fianco sinistro, mentre il portale di facciata è eseguito alla fine del Trecento dall'abile magister Nicola Salvitto; sempre in facciata, la porta di ben più modeste dimensioni che immette negli ambienti accessori è datata al 1501. Ad eccezione della cripta, dove la struttura medioevale è stata riportata alla luce nel 1905, l'interno della chiesa ha ormai assunto un volto barocco e gli stucchi, i nuovi altari, la copertura a vela, la cupola e la decorazione pittorica hanno rimodellato completamente lo spazio; interessante è notare come il nuovo intervento abbia comunque lasciato intatte alcune preziose testimonianze medioevali, dimostrando una particolare sensibilità nei confronti dell'antico da parte dei curatori dei lavori. Già nel Seicento la cattedrale vive una nuova fase decorativa che inaugura quel confronto tra linguaggio medioevale e "moderno" che contrassegnerà tutta la sua articolata vicenda artistica. Nella cripta, cui in origine si accedeva solo dalle navate laterali tramite due scalette, nel 1678 è aperta un'ampia scalinata con un'imponente balaustra a tarsie marmoree che immette direttamente nella navata centrale. L'opera, realizzata dai marmorari di Pescocostanzo Antonio del Sole e Giuseppe di Francesco, conferisce il degno risalto al nuovo monumentum fatto eseguire dai sulmonesi nel 1662 in onore del Santo Patrono per aver preservato la città dalla pestilenza. All'interno di un recinto di marmi policromi è posta un'edicoletta di base quadrata con agli angoli colonne binate sormontate da una trabeazione a dentelli e da una cupoletta contornata da quattro statue in gesso; al centro, chiusa da due sportelli, uno di legno l'altro rivestito d'argento, si trova la teca contenente il Busto di S. Panfilo, preziosa opera di oreficeria sulmonese realizzata dal maestro Giovanni di Marino di Cicco (notizie 1399-1459) e reintegrata nel Settecento a seguito del furto della testa dal romano Francesco Morelli (le mani e il pastorale, anch'essi trafugati, sono stati recuperati in seguito). La teca posa su un altare finemente intarsiato che all'interno contiene le reliquie del Santo Patrono visibili tramite una finestrella aperta sul davanti e protetta da una grata di ferro; secondo la più antica tradizione cristiana inaugurata in S. Pietro a Roma, le reliquie del Santo sono poste "...proprio a dirittura dell'Altare Maggiore di sopra..." . L'intervento di "ammodernamento" barocco continua nei primi anni del Settecento come ricorda il libro del Capitolo della cattedrale che per il 1704 annota delle stuccature messe in opera dai magistri Ignazio D'Arcangelo e Pietro Caldirario; ma è il terribile terremoto che si abbatte sulla città nel 1706 a rendere necessario un restauro che comporta la definitiva affermazione del nuovo linguaggio. Il 3 novembre di quell'anno, nel tempo di un Paternostro, a Sulmona "...le cose tutte erano cadute e le strade tutte coperte di pietre..." (Marchese di Vigliena, in De Nino 1895); ingenti sono le perdite subite dalla cattedrale: crollano le volte, la parte superiore della facciata con il rosone realizzato dal Salvitto e il campanile trecentesco, mentre le absidi sono seriamente compromesse, ma la struttura medievale della chiesa non cede, a differenza della sagrestia, dell'archivio capitolare e del palazzo vescovile, posti proprio lì accanto, che vengono completamente distrutti. I lavori di restauro iniziano in facciata dove gli interventi si riducono al minimo; si sceglie di mantenere l'antica terminazione rettilinea, introducendo solo una delicata curvatura a guscio, mentre il rosone è sostituito da un'ampia finestra rettangolare e due più piccole sono aperte ai lati del portale maggiore. Al di sopra del portalino cinquecentesco viene innalzato nel 1751 un modesto campanile a vela. All'interno si ordina di "rinzeppare" le absidi che mostrano evidenti e pericolose crepe, con la conseguente perdita degli antichi affreschi raffiguranti storie di S. Panfilo e la sostituzione delle monofore medievali con delle finestre rettangolari. Nel corso dei restauri, che si protraggono per tutto il secolo a causa della mancanza di fondi, si decide l'apertura di un vano per ospitare il fonte battesimale e la realizzazione insieme alle nuove volte di una cupola chiusa all'esterno da un tiburio poligonale. A sinistra del transetto si apre inoltre una cappella dedicata a S. Teresa, santa particolarmente venerata in epoca barocca, all'interno della quale è custodita una statua in legno che la raffigura in estasi mentre un delicato angelo in volo la brandisce con la freccia, uno dei migliori lavori eseguiti dallo scultore Giacomo Colombo (Este di Padova, 1663 - Napoli 1731ca). Le navate laterali si arricchiscono di altari le cui mostre, definite dal ricco repertorio di motivi in stucco barocco, incorniciano delle pale dipinte di non particolare pregio artistico. Lungo la navata centrale una delicata decorazione di fiori, foglie e ghirlande incastona gli archivolti e le volte, mentre un profondo cornicione modanato segna la direttrice longitudinale. A partire dal 1905 le volte e la cupola saranno affrescate ad opera di Amedeo Tedeschi, allievo del Patini, con storie raffiguranti la vita di S. Panfilo e S. Pietro Celestino. Nel corso del Settecento è rinnovato anche l'arredo liturgico con la realizzazione del nuovo altare maggiore e del fonte battesimale, entrambi in marmo policromo intarsiato; alla lavorazione del fonte battesimale è attestato nel 1757 il napoletano Giuseppe Bastianelli, detto anche Bastelli, al quale vanno riferite probabilmente due testine di cherubini dell'altare maggiore. Oltre che dalle lavorazioni in marmo e in stucco, la cattedrale è impreziosita da un importante arredo in legno; l'arte dell'ebanisteria vive in questo periodo un momento particolarmente florido grazie anche al fiorire di abili maestranze, quale è l'ebanista Ferdinando Mosca, pescolano di origine e sulmonese di adozione, al quale sono commissionati nel 1751 gli stalli del coro ed i confessionali, ma possono essergli attribuiti con sicurezza anche il maestoso pulpito e la bella balaustra dell'organo. Nella cattedrale di S. Panfilo il linguaggio barocco è riuscito in qualche modo a coniugare il nuovo con l'antico, rimodernando lo spazio "nel mondo meno traumatico" (Giannantonio, 2000), senza cancellare in maniera definitiva e irreversibile la lunga storia di cui ancora le sue mura ci raccontano. Inoltre vede protagonisti artisti di provenienza diversa, napoletani, settentrionali, romani ed abili maestri locali, a dimostrazione della vitalità di una città che nel XVIII secolo è crocevia non solo di traffici commerciali ma anche culturali e artistici.

    
    
    
particolare della basilica cattedrale - presbiterio      cripta - cappella dedicata a S. Panfilo patrono
    
le tre navate      corpo canne sx
    
corpo canne dx con vista della cupola poligonale      il M° Alessandro Sabatini direttore della Cappella
Musicale Pamphiliana
    
Mirko Caruso Segretario della Cappella Musicale
presenta il programma della serata
     il M° Filippo Turri
    
il M° Filippo Turri illustra il programma organistico      il concerto
    
    
    
    

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