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     e il discorso del Sindaco
    
    
    
    
    
    
qui sotto il discorso del Sindaco avv. Henri Tommasi

Anche quest’anno ci ritroviamo per ricordare una ricorrenza così significativa.
     Il 4 novembre 1918 sembra una data lontana nel tempo, tanto più che tra pochi anni ne ricorderemo il centenario. C’è il rischio quindi di vedere celebrazioni di questo tipo come riti nostalgici e magari intrisi di una retorica fine a se stessa. Noi siamo convinti che non sia così e che questa ricorrenza abbia invece significati ancora estremamente attuali.
     Oggi è la giornata delle forze armate. Qui non si tratta di militarismo o antimilitarismo. Si tratta di rivolgere un doveroso omaggio a tutti coloro che, mettendo a repentaglio la propria vita, hanno difeso e difendono la patria. Sono cambiate le situazioni storiche ed oggi le nostre forze armate non sono più chiamate a difendere i nostri confini da invasioni straniere. Il presente le chiama ad assolvere nuovi compiti, dalle missioni di pace in paesi ancora martoriati dalle guerre (sotto l’egida degli organismi internazionali) ai compiti di sicurezza per il bene del nostro paese.
     Ma oggi si ricorda anche l’anniversario della conclusione della prima guerra mondiale. Quel terribile conflitto, frutto di decenni di tensioni internazionali portò (tra le tante cose) alla definitiva riunificazione territoriale dell’Italia dopo molti secoli. Quella riunificazione è costata molte e molte vittime ed è doveroso ricordarle sempre. Ma se la riunificazione territoriale si è completata, resta purtroppo da completare una vera ed autentica riunificazione sociale e civile di questo paese. Ecco allora che la ricorrenza del 4 novembre deve richiamare tutti, ciascuno nel proprio ruolo, a contribuire perché l’Italia sia una nazione veramente unita. Non farlo sarebbe vanificare il sacrificio di tante giovani vite. Solo così si completerà il passaggio dell’Italia da mera espressione geografica a vera nazione, in grado di affrontare le gravi sfide che l’attuale difficile momento storico impone.


   

     La monumentale lapide posta alla base del campanile raccoglie i nomi dei soldati di Cavarzere morti durante la Grande Guerra. C'è stato un tempo ormai lontano in cui quei 378 nomi brillavano a caratteri dorati e ognuno di loro in qualche modo “viveva”, poiché restituiva un volto, suscitava ricordi nei famigliari, negli amici, nei commilitoni tornati dal fronte, in quanti davanti alla lapide sentivano pesare ancora nell'animo la vasta tragedia da poco finita.
     Ma a distanza di tanti anni, nel bronzo annerito dal tempo, stretti l'uno all'altro, ordinati come una truppa schierata per una solenne cerimonia, quei nomi hanno perduto ogni individualità. Intorno a loro si sono spenti suoni, immagini ed anche affetti. Ora sono soltanto, tutti insieme, “i Caduti”, davanti ai quali due volte l'anno si posano corone, si pronunciano discorsi sempre più brevi e scontati.
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- www.cavarzerestoriaecronaca.it - "Il Tenente Antonio Belloni" di Carlo Baldi, 25 marzo 2013


Come onorare i caduti e le vittime dell'ultima guerra? di Carlo Baldi, 31 ottobre 2013
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