Palazzo Danielato - Rassegna Incontri Letterari 2011
presentazione libro
La Mussolina di Umberto Dinelli
a cura di Fanny Quagliato
30 gennaio 2011

L'incontro di due personalità magnetiche, alterate dall'esasperazione agli inizi del secolo violento che insanguinerà il mondo. Prende l'avvio una sfida annientativa che non lascerà prigionieri: Ida Dalser e Benitino, il figlioletto avuto da Benito Mussolini, vengono scaraventati in giro per l'Italia, inseguiti dalle ingiunzioni dei prefetti, e conoscono gli stenti e la miseria. Racchiusa con l'arbitrio nel circuito manicomiale tra Pergine e Venezia, Ida scuote alle radici la malferma quercia del potere. Muore infine nel manicomio di Venezia, mentre il figlio, dopo qualche tempo, viene spento nel manicomio milanese di Limbiate.


      “Va’ là, Duce, che sei un pover’uomo!” aveva detto un giorno a Benito Mussolini Ida Dalser, che aveva sposato lo stesso Mussolini in chiesa e che gli aveva dato un figlio, Albino Benito; ma il Duce non aveva mai voluto riconoscere né lei né il figlio “per il potere”, anzi li aveva distrutti entrambi relegandoli in un manicomio, il figlio in quello di Limbiate, dove nel 1942 morirà dopo sette anni di reclusione, lei in quelli di Pergine e di San Clemente a Venezia, dove, “sistemata” sempre dal potere e dai suoi complici, morirà “sana di mente” nel 1937.
      Con questo libro dello psichiatra Umberto Dinelli, la moglie negata di Mussolini esce dai manicomi e può parlare attraverso le carte recuperate negli ex ospedali-prigioni dove era stata sepolta viva.
      È la storia–calvario di una donna sana di mente sottoposta alle torture di “una psichiatria capace di far impazzire chiunque” solo per essere stata la “moglie” del Duce ed avergli dato un figlio che voleva riconoscere.
      Ida appare in tutta la sua grandezza, anche se chiusa in quel “manicomio” tra abominevoli crudeltà, fra cui il distacco del figlio: “Se i morti parlano, i vivi debbono ascoltare” c’è scritto in ogni pagina del libro.
      La Mussolina, che afferma senza paura e senza smentita: “Va’ là, Duce, che sei un pover’uomo”.

Ugo Bello - Nuova Scintilla


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La locandina dell'evento      La copertina del libro
    
Un'immagine di Ida Dalser      Inizia la presentazione il Prof. Enzo Salmaso
    
segue la Dott.ssa Fanny Quagliato      sulla destra l'autore Dott. Umberto Dinelli
    
Laura Cominato legge due lettere, mai recapitate,
di Ida Dalser al Duce ed al figlio
    
    
    
    
    
    
     qui invece legge parte di una raccolta di frasi e
pensieri, carichi di veemenza, rivolti a Mussolini
    
    
    
     Conclude la presentazione il Dott. Umberto Dinelli
    
    
    
Fra il pubblico, intellettuali e giornalisti      L'Assessore Enzo Salmaso dona alcuni libri,
scritti dallo storico cavarzerano Carlo Baldi,
al Dott. Dinelli

Albino Mussolini e la madre Ida Dalser


Una curiosità:
sapevate che nel 1901 un "oscuro maestrino di Predappio di nome Benito Mussolini"
aveva chiesto di poter insegnare a Cavarzere?


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